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19 luglio 2019

Sale l'indice di connettività marittima di linea dell'Italia

Definito dall'UNCTAD, è stato aggiornato al 2019 aggiungendovi come componente quella dei servizi containerizzati diretti

La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) ha presentato l'aggiornamento all'anno 2019 del Liner Shipping Connectivity Index (LSCI), l'indice elaborato dall'organismo dell'ONU che valuta l'accesso delle nazioni alla rete mondiale di servizi di trasporto marittimo di linea e che ha come riferimento il valore 100 quale valore massimo di connettività marittima individuato nel 2006 per la Cina, nazione che da allora risulta occupare la prima posizione nella graduatoria dei Paesi con la migliore connettività marittima containerizzata definita dall'UNCTAD.

Nel 2019 l'indice di connettività marittima della Cina è salito a 152, nazione che nell'elenco è seguita da Singapore (108), Corea del Sud (105), Malaysia (94), USA (90), Hong Kong (89), Belgio (88), Olanda (88), Regno Unito (85) e Spagna (84). L'Italia figura in tredicesima posizione con un indice LSCI di connettività marittima di 73, che è il più elevato da quando è stato definito l'indice nel 2006 (quando risultava sempre al tredicesimo posto). In quell'anno era stato attribuito all'Italia l'indice 60 così come nel 2007, seguito quindi nel 2008 da un indice 59 e negli anni successivi da 64, 56, 65, 66, 66, 65, 65, 65, 65 e ancora 65 nel 2018 quando l'Italia era stata classificata al diciassettesimo posto nella graduatoria.

Il responsabile Trade logistics dell'UNCTAD, Jan Hoffmann, ha sottolineato l'importanza dell'indice che definisce il valore delle connessioni via mare di una nazione con i mercati: «la posizione di una nazione nell'ambito nel network globale di trasporto marittimo containerizzato, quindi la sua connettività - ha evidenziato - costituisce un importante fattore relativamente ai costi dei suoi scambi commerciali e alla sua competitività».

Osservando che nel 2019 cinque delle prime dieci economie mondiali meglio collegate sono in Asia, ognuna con un indice superiore a 100, e che all'altro capo della graduatoria ci sono le piccole isole in via di sviluppo che non hanno registrato alcun miglioramento, Hoffmann ha specificato che l'UNCTAD ha rilevato «un “divario di connettività”, una differenza crescente tra le nazioni meglio collegate e quelle che lo sono peggio».

Nel 2019 l'UNCTAD ha aggiornato l'indice ampliando la copertura delle nazioni e alle cinque componenti dell'indice, ovvero il numero di società che effettuano servizi di trasporto marittimo, il numero di tali servizi, il numero di navi che ogni mese fanno scalo nella nazione, la capacità di carico containerizzato complessiva impiegata e la dimensione della nave più grande, ne ha aggiunto una sesta che è relativa alle nazioni che possono essere raggiunge direttamente senza ricorrere ad operazioni di transhipment. A tal proposito Hoffmann ha constatato che «poter contare su un collegamento regolare diretto per via marittima ha in pratica dimostrato che ciò contribuisce a ridurre i costi degli scambi commerciali e ad aumentare i volumi degli scambi».




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