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19 agosto 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09:41 GMT+2



31 luglio 2019

Nuovo attacco di Vincenzo Onorato al Registro Internazionale

Rinnovate anche le accuse ai sindacati, complici assieme allo Stato e agli armatori - secondo l'armatore - per lo sfruttamento dei marittimi extracomunitari

Vincenzo Onorato, presidente della Onorato Armatori, è tornato a criticare il Registro Internazionale, in cui possono essere iscritte le navi utilizzate per traffici commerciali internazionali, Registro i cui effetti positivi sull'industria marittima italiana sono sempre stati evidenziati dalla Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), da cui il gruppo Onorato è uscito alcuni anni fa, e Registro che è sostenuto anche - pur con la richiesta di alcune rettifiche - da Assarmatori, la nuova associazione armatoriale italiana di cui lo stesso Vincenzo Onorato è vice presidente.

Ricordando che il Registro Internazionale è stato istituto con la legge n. 30 del 27 febbraio 1998, Onorato ha specificato che con questa normativa «veniva concessa agli armatori italiani la quasi totale defiscalizzazione dei profitti» e si è domandato «chi in Italia non paga le tasse? Solo - è la sua risposta - gli armatori! Ma non basta. Noi armatori - ha aggiunto - abbiamo anche ottenuto lo sgravio dei contributi per i marittimi. Tutta questa generosità da parte dello Stato - ha precisato Onorato - pretendeva un impegno da parte di noi armatori ad imbarcare allora marittimi italiani, oggi comunitari. Gli armatori italiani - ha denunciato il presidente di Onorato Armatori - si sono presi la defiscalizzazione e gli altri privilegi, mica scemi, ed hanno cominciato ad imbarcare marittimi extracomunitari a stipendi da fame. La maggior parte degli extracomunitari imbarcati su navi italiane, e vi ricordo che una nave di bandiera italiana è un pezzo dello Stato italiano ovunque essa si trovi nel mondo, non percepiscono realmente più di una manciata di dollari al mese».

Onorato rinnovato anche l'accusa rivolta ai sindacati che - secondo l'armatore - «non protestano perché con un accordo del 2003 percepiscono per ogni marittimo extracomunitario imbarcato su nave italiana 190 euro. Il risultato - ha osservato - qual è? 50.000 marittimi italiani disoccupati, a casa a fare la fame, e gli extracomunitari sulle nostre navi a fare la fame direttamente a bordo. Chiamiamo le cose per come sono. Lo Stato italiano si è fatto complice degli armatori per lo sfruttamento degli extracomunitari».

Onorato se la prende anche con il direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mauro Coletta, che ha convocato le associazioni degli armatori, Confitarma ed Assarmatori, per discutere del Registro Internazionale: «il Coletta - ha sostenuto Onorato - è figlio dell'ancien regime e per questo non mi rivolgo a lui ma al ministro Toninelli che ha dimostrato grande sensibilità e determinazione per il cambiamento: gli armatori italiani pretendono privilegi che nessuna industria italiana riceve, perfetto! Ma che sulle navi italiane - ha concluso Vincenzo Onorato - vengano imbarcati marittimi italiani-comunitari o anche marittimi extracomunitari ma allo stesso contratto degli italiani, altrimenti fine dei privilegi. Non siamo razzisti e guai a chi sfrutta la povertà della gente».

PSA Genova Pra'
Vincenzo Miele

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