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17 novembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:49 GMT+1



8 novembre 2019

La crescita dei risultati economici del gruppo Fincantieri è frenata dalle performance della Vard

Nei primi nove mesi del 2019 il gruppo ha acquisito nuovi ordini per 6,81 miliardi di euro (-10,4%)

Nei primi nove mesi di quest'anno i ricavi del gruppo navalmeccanico italiano Fincantieri sono ammontati a 4,25 miliardi di euro, in crescita del +9,7% rispetto a 3,89 miliardi nello stesso periodo del 2018, e l'EBITDA è stato pari a 287 milioni di euro (+2,1%). Nel solo segmento delle costruzioni navali il fatturato è stato di 3,68 miliardi di euro, in crescita del +11,1% rispetto a 3,32 miliardi (valore rettificato a seguito della ridefinizione dei settori operativi del gruppo) nei primi nove mesi dello scorso anno, e l'EBITDA è stato di 336 milioni di euro (+30,2%), con ricavi pari a 2,59 miliardi nel solo settore delle navi da crociera (+11,0%) e a 1,08 miliardi in quello delle navi militari (+11,0%). Nel comparto dei mezzi per l'industria offshore e delle navi speciali i ricavi si sono attestati a 392 milioni di euro (-17,5%) e l'EBITDA è stato di segno negativo e pari a -75 milioni di euro rispetto ad un EBITDA restated di segno negativo per -4 milioni di euro nel periodo gennaio-settembre del 2018. La divisione del gruppo che si occupa di ricerca, progettazione e produzione di sistemi e componenti navali ha totalizzato ricavi pari a 582 milioni di euro (+27,1%) e un EBITDA di 55 milioni di euro (+5,8%).

Nei primi nove mesi del 2019 il gruppo italiano ha acquisito nuovi ordini per un valore totale di 6,81 miliardi di euro, con una flessione del -10,4% rispetto al valore rettificato di 7,60 miliardi a seguito delle ridefinizione dei settori operativi, di cui 6,48 miliardi nel segmento Shipbuilding (-0,3%), 94 milioni in quello Offshore e navi speciali (-89,2%) e 424 milioni nel segmento Sistemi, componenti e servizi (-27,6%). Nel corso dei primi nove mesi di quest'anno Fincantieri ha sottoscritto contratti per 17 unità, tra cui 11 navi da crociera per cinque brand diversi (Oceania, Regent Seven Seas, Viking, MSC, Princess) e una ulteriore unità per la US Navy nell'ambito del programma Littoral Combat Ship (LCS). Inoltre nel periodo i cantieri navali del gruppo hanno consegnato 18 navi, tra cui due navi da crociera, tre unità expedition cruise e tre navi militari, e sono state varate due unità del programma di rinnovo della flotta della Marina Militare Italiana.

Fincantieri ha sottolineato che i risultati operativi del gruppo sono positivi ed in miglioramento in tutti i comparti sebbene limitati dai risultati negativi della controllata norvegese Vard, che produce principalmente mezzi navali per il mercato offshore e che alla fine del 2018 è uscita dal listino della Borsa di Singapore, per la quale è in atto un processo di riorganizzazione volto al miglioramento dell'andamento gestionale.

«In questi mesi - ha commentato l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono - abbiamo dimostrato di essere un esempio raro nel panorama industriale. Una visibilità pluriennale, infatti, ci garantisce una crescita concreta dei ricavi, saliti in questi nove mesi del 10% rispetto al 2018. Purtroppo, i risultati del gruppo sono influenzati dal contributo negativo di Vard che sconta il permanere degli effetti della crisi profonda del mercato di riferimento dell'Oil & Gas ed i costi sostenuti per l'ingresso nella costruzione di navi da crociera. La riorganizzazione di Vard - ha specificato Bono - è una priorità per tutto il gruppo e abbiamo dedicato a questa iniziativa molte delle migliori risorse italiane. La complessità del nostro prodotto e dei relativi processi ci spinge verso l'innovazione continua al fine di poter migliorare le performance fin qui raggiunte. Ne è prova la consegna nel solo mese di ottobre di ben tre navi da crociera da tre cantieri del gruppo per tre clienti diversi. I successi del nostro gruppo e il positivo impatto economico-sociale delle nostre attività concorrono al prestigio delle esportazioni del Paese e, in definitiva, all'affermazione del Made in Italy nel mondo. Possiamo inoltre dire che stiamo partecipando da protagonisti al consolidamento della cantieristica europea».


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Vincenzo Miele

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