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26 gennaio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:59 GMT+1



10 gennaio 2020

Posti sotto sequestro tre traghetti della Caronte & Tourist

Le navi non sarebbero in grado trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta

Tre traghetti della compagnia di navigazione Caronte & Tourist Isole Minori sono stati posti sotto sequestro preventivo come disposto da un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica peloritana, provvedimento a cui è stata data esecuzione dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria di Palermo in collaborazione con i colleghi del Nucleo PEF di Messina. Il decreto è stato emesso anche nei confronti di Sergio La Cava, nella sua qualità di amministratore della Navigazione Generale Italiana (NGI) che nel 2017 è stata incorporata dalla Caronte & Tourist.

Sotto sequestro sono state poste le navi Pace, Caronte e Ulisse attualmente impiegate nei collegamenti La Maddalena-Palau, Trapani-Isole Egadi e Palermo-Ustica nonché somme di denaro, beni mobili ed immobili e quote societarie fino alla concorrenza di oltre 3,5 milioni di euro.

La Guardia di Finanza ha reso noto che i reati ipotizzati sono quelli di truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana. In particolare, La Caronte & Tourist Isole Minori è stata segnalata per la responsabilità amministrativa derivante da reato ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001. «La Navigazione Generale Italiana - specifica la Guardia di Finanza in una nota - si era aggiudicata nel 2015 il lotto II (Trapani-Isole Egadi) del bando di gara della Regione Siciliana (Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità) per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le sue isole minori. Il valore del lotto II era di circa 15,9 milioni di euro, con aggiudicazione, tramite significativo ribasso, a 5,3 milioni di euro. Per partecipare e aggiudicarsi la gara ciascuno dei concorrenti aveva individuato una nave-traghetto (la NGI aveva designato la Pace) da dedicare esclusivamente alla tratta oggetto del singolo lotto, dotata di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire la navigazione in piena sicurezza anche alle persone a mobilità ridotta. Rientra in tale nozione chiunque abbia una particolare difficoltà nell'uso dei trasporti pubblici, compresi gli anziani, i disabili, le persone con disturbi sensoriali e quanti impiegano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna bambini piccoli».

«Gli approfondimenti investigativi svolti dal Nucleo P.E.F. di Palermo - prosegue la nota - hanno consentito di accertare che la nave Pace presenta gravi carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non è assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta. Tali difformità (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando), accertate anche dai competenti organi tecnici nel corso delle periodiche attività ispettive, non sono mai state sanate e, conseguentemente, non avrebbero consentito la partecipazione né, soprattutto, l'aggiudicazione della gara alla NGI (ora Caronte & Tourist Isole Minori). Le indagini hanno altresì consentito di riscontrare l'avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani-Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma, soprattutto, avvenute con ulteriori traghetti (Caronte e Ulisse) anch'essi carenti dei requisiti previsti per il trasporto delle persone a mobilità ridotta. Ulteriori mirate ispezioni delle navi con l'ausilio di ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dall'autorità giudiziaria. inquirente, hanno definitivamente confermato l'ipotesi investigativa, sgombrando ogni dubbio circa la assoluta inidoneità di tutti e tre i traghetti e sul conseguente concreto rischio (in caso di naufragio, incendio ecc.) per l'incolumità delle persone a mobilità ridotta».

«La normativa nazionale vigente, in linea con quanto previsto dal diritto dell'Unione Europea in tema di aiuti di Stato - ricorda la Guardia di Finanza - al fine di rendere economicamente conveniente l'esecuzione del fondamentale servizio di collegamento di linea prevede cospicui contributi a beneficio degli aggiudicatari, sulla scorta di una stima del costo di gestione della tratta, al netto dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio. L'ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016-2019, quantificato dagli specialisti del Nucleo PEF di Palermo in oltre 3,5 milioni di euro - spiega ancora la nota - è stato oggetto di sequestro nei confronti della società e degli indagati. I mezzi navali sequestrati sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal GIP, mentre la società armatrice è stata designata custode».

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