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22 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20:41 GMT+1



30 gennaio 2020

Laghezza (Confetra Liguria): liberare subito la Pontremolese dai lacci che l'hanno imprigionata nella lista delle opere di secondo livello

L'opera - ha ricordato - gode del consenso unanime non solo dei territori e delle città direttamente interessate, ma anche del mondo economico e del pianeta ambientale

Il raddoppio della linea ferroviaria cosiddetta Pontremolese, sulla direttrice La Spezia-Parma, è un'opera strategica di primo livello per lo sviluppo del Paese. Lo ha sottolineato il presidente di Confetra Liguria: «troppo spesso - ha spiegato Alessandro Laghezza - il nostro Paese perde il senso delle proporzioni, e specialmente delle priorità, con il risultato di sperperare denaro pubblico e dimenticare quelli che sarebbero i reali doveri di uno Stato moderno. La linea Pontremolese era considerata strategica già nel 1860 da Cavour, che riteneva indispensabile per il nascente Stato italiano un collegamento che connettesse il porto di La Spezia con Parma e quindi con la Pianura Padana, già allora ipotizzando una prosecuzione verso il Brennero. Ma ciò non ha impedito alla Pontremolese di precipitare nel buco nero delle grandi incompiute con un progetto di raddoppio che risale al 1980 e che avrebbe dovuto trasformare una linea ottocentesca, con binario unico e pendenze inconcepibili per le moderne ferrovie, in una tratta ferroviaria efficiente per merci e container e importante anche in chiave turistica».

Si tratta di un'opera - ha proseguito il presidente di Confetra Liguria - «che, caso unico forse nel panorama delle infrastrutture progettate, programmate o in fase di lenta realizzazione, gode del consenso unanime non solo dei territori e delle città direttamente interessate, ma anche del sostegno corale del mondo economico e del pianeta ambientale, che vedono in questa linea ferroviaria l'unica risposta anche per rendere eco-compatibili i trasporti da e per il porto di La Spezia».

Laghezza ha ricordato che, secondo le ultime stime, i costi per completare il doppio binario della Pontremolese nei 64 chilometri mancanti e realizzare la galleria di valico, ammonterebbero a 2,2 miliardi di euro.

Evidenziando che, sempre secondo stime recentissime, la compagnia aerea Alitalia è già costata allo Stato qualcosa come 10,5 miliardi di euro e ogni anno pesa sul bilancio pubblico per oltre 500 milioni di euro, Laghezza ha denunciato che «per la ferrovia Pontremolese non esiste uno stanziamento a bilancio, anche se il rapporto costi benefici indotti sull'economia italiana, sulla portualità, sul turismo e sulla difesa dell'ambiente eccederebbero ampiamente il valore dell'investimento. Per l'Alitalia - ha osservato - si prosegue per default da un aumento di capitale all'altro. Non è forse venuta l'ora di preferire a una compagnia di bandiera una vera, reale e concreta strategia di bandiera che si ponga come obiettivo il rilancio del nostro Paese?».

«Personalmente - ha concluso il presidente di Confetra Liguria - ritengo che il nostro territorio meriti di più e mi aspetto da tutte le istituzioni, centrali e locali, uno scatto di orgoglio, per riportare la Pontremolese al centro dei corridoi europei e per mobilitare le risorse necessarie ad un pronto avvio dei lavori. Qualsiasi altra soluzione è un compromesso al ribasso, utile forse nell'immediato, ma senza prospettiva per il futuro. Attendiamo dalla politica segnali chiari in questa direzione il che significa liberare subito la Pontremolese dai lacci che l'hanno imprigionata nella lista delle opere di secondo livello, quelle che sarebbero importanti, ma non prioritarie».

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