ShipStore web site ShipStore advertising
testata inforMARE
ShipStore web site ShipStore advertising

15 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:55 GMT+2



14 luglio 2020

Causa per negligenza nei confronti di un'agenzia marittima inglese per la morte di un lavoratore di un cantiere di demolizione navale bengalese

Una sentenza dell'Alta Corte di Giustizia britannica consentirà alla vedova di sporgere denuncia

La vedova di un lavoratore trentaduenne deceduto mentre smantellava una nave in un cantiere di demolizione navale del Bangladesh potrà intentare una causa per negligenza nei confronti dell'agenzia marittima britannica Maran (UK) Ltd. che ha svolto un ruolo nella vendita dell'unità navale destinata alla demolizione. Lo studio legale inglese Leigh Day ha reso noto che ieri il giudice Robert Jay dell'Alta Corte di Giustizia ha accolto l'istanza della vedova Hamida Begum di sporgere denuncia per negligenza nei confronti dell'agenzia marittima inglese, che fa capo al gruppo armatoriale greco Angelicoussis.

Evidenziando che la decisione può avere un rilevante impatto sul settore dello shipping dato che storicamente gli armatori hanno inviato migliaia di navi alla demolizione sulle spiagge dell'Asia meridionale, lo studio legale, che rappresenta la signora Begum, ha specificato che secondo il giudice Jay la Maran (UK) aveva verosimilmente un dovere di diligenza nei confronti del lavoratore bengalese, che l'agenzia marittima aveva la facoltà di influenzare la decisione sul sito in cui far smantellare la nave e che avrebbe potuto assicurarsi che la nave venisse riciclata in moto etico magari accettando un prezzo di vendita della nave più basso.

Inoltre lo studio legale ha sottolineato che il giudice ha accolto la tesi secondo cui, data la rischiosità delle operazioni di smantellamento delle navi che si svolgono a Chittagong, le compagnie di navigazione che vendono le loro navi per essere demolite in Bangladesh possono essere tenute a risarcire i danni occorsi a lavoratori che subiscono lesioni o che periscono nello svolgimento delle attività di smantellamento della nave. Inoltre, ha rilevato ancora la Leigh Day, la sentenza precisa che le compagnie di navigazione che utilizzano intermediari per cedere le loro navi non possono fare affidamento su clausole contrattuali che prevedono l'utilizzo di cantieri navali etici per la demolizione delle navi, dato che con tutta evidenza tali clausole verranno ignorate.

Nel marzo 2018 Khalil Mollah era morto dopo essere caduto da una grande altezza mentre lavorava a bordo della nave Ekta, in precedenza denominata Maran Centaurus, una petroliera Suezmax di 300mila tonnellate di portata lorda costruita nel 1995. Lo studio legale britannico ha reso noto che nell'agosto 2017, con una transazione del valore di oltre 16 milioni di dollari, la nave era stata venduta per essere posta in demolizione e poco dopo fu arenata su una spiaggia di Chittagong.

Secondo la NGO Shipbreaking Platform, coalizione tra organizzazioni non governative il cui scopo è la tutela dei diritti umani, del lavoro e dell'ambiente nelle attività di smantellamento e demolizione delle navi, la Ekta era stata venduta al demolitore navale dalla svizzera Navimar, che aveva acquistato la petroliera gestita dalla Maran Tankers e aveva agito nella transazione in qualità di puro intermediatore finanziario.

PSA Genova Pra'

Leggi le notizie in formato Acrobat Reader®. Iscriviti al servizio gratuito.


Cerca il tuo albergo
Destinazione
Data di arrivo
Data di partenza








Indice Prima pagina Indice notizie

- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail