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11 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21:41 GMT+2



21 luglio 2020

La compagnia crocieristica britannica Cruise & Maritime Voyages è stata posta in amministrazione controllata

Lo scorso mese cinque delle sei navi della flotta sono state bloccate dalla UK Maritime and Coastguard Agency

I devastanti effetti della pandemia di Covid-19 sul settore crocieristico hanno dato il colpo di grazia alla britannica Cruise & Maritime Voyages (CMV). La South Quay Travel Ltd. (SQTL), che svolge attività crocieristiche con il marchio Cruise & Maritime Voyages, è stata infatti posta in amministrazione controllata.

Le limitazioni alla mobilità e ai viaggi adottate a livello globale per contenere il contagio hanno infatti determinato la cessazione dell'attività di gran parte delle navi da crociera della flotta mondiale, incluse quelle della CMV. Blocco i cui effetti sulla flotta della compagnia inglese si sono aggravati lo scorso mese quando la britannica Maritime and Coastguard Agency (MCA) ha fermato nove navi di bandiera estera in quanto non avevano superato le ispezioni di Port State Control (PSC), tra cui cinque delle sei navi della flotta della CMV che sono state bloccate il 19 giugno: il provvedimento, che non ha coinvolto la nave Magellan di 46.000 tonnellate di stazza lorda, ha riguardato la Astor di 20.700 tsl che è stata fermata a Tilbury, la Astoria di 16.100 tsl fermata a Tilbury, la Columbus di 63.800 tsl bloccata anch'essa a Tilbury così come la Vasco da Gama di 55.900 tsl e la Marco Polo di 22.100 tsl che è stata fermata ad Avonmouth.

Alle sei navi, di cui cinque di proprietà della CMV gestite dalla Global Cruise Lines del gruppo greco Global Maritime Group ed una - la Astoria - presa a noleggio sino alla fine del 2021, il prossimo anno si sarebbero dovute aggiungere due navi, la Pacific Dawn e la Pacific Aria, che CMV ha recentemente acquisito dalla P&O Australia del gruppo Carnival Corporation ( del 29 novembre 2019).

L'amministratore delegato della CMV, Christian Verhounig, ha sottolineato che negli ultimi mesi la compagnia ha lavorato duramente per ottenere i finanziamenti necessari per sostenere l'impatto della crisi sull'attività dell'azienda, conducendo trattative con banche di investimento, società di private equity e hedge fund che, pur raggiungendo una fase avanzata, non si sono concluse con un accordo. Verhounig ha evidenziato che la crisi globale senza precedenti causata dalla pandemia ha interrotto tragicamente un decennio di attività della compagnia crocieristica che lo scorso anno aveva conseguito risultati record. Il CEO della CMV ha specificato che prima della pandemia la compagnia aveva già venduto quasi il 90% della capacità offerta dalle proprie crociere per l'intero 2020 e aveva venduto anche quasi il 50% della capacità nel Regno Unito programmata per il prossimo anno.


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