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11 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20:54 GMT+2



23 luglio 2020

Tredici organizzazioni internazionali sollecitano il governo italiano ad adoperarsi per consentire il cambio degli equipaggi delle navi

Si tratta - sottolineano - di una crisi umanitaria che deve essere risolta per proteggere i marittimi che sono stati sulle navi per troppo tempo

Tredici organizzazioni rappresentanti le parti sociali marittime europee e internazionali hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, per sollecitare un'urgente azione politica per il benessere dei marittimi. Nella lettera si esprime apprezzamento per gli sforzi delle autorità italiane, ma si sottolinea che occorre fare ancora di più per facilitare i cambi degli equipaggi delle navi che attualmente avvengono solo in una percentuale molto ridotta rispetto a ciò che è necessario, e si pone l'accento sul ruolo essenziale svolto dai marittimi nel mantenimento del flusso globale di energia, cibo, medicine e forniture mediche via nave. Si ricorda inoltre che molti marittimi sono stati lontani da casa per mesi a causa delle restrizioni di viaggio imposte dai governi mentre a quelli che avrebbero dovuto sostituirli viene impedito di unirsi alle loro navi.

La lettera è stata sottoscritta da European Community Shipowners' Associations (ECSA), Asian Shipowners' Association (ASA), International Chamber of Shipping (ICS), International Transport Workers' Federation (ITF), European Transport Workers' Federation (ETF), Bimco, International Maritime Employers' Council (IMEC), InterManager, World Shipping Council, Intertanko, International Association of Dry Cargo Shipowners (InterCargo), International Parcel Tankers Association (IPTA) e CLIA Europe.

“Confitarma, quale membro di ECSA, ICS, Intertanko, Intercargo, BIMCO e IMEC - ha sottolineato il presidente della Confederazione Italiana Armatori, Mario Mattioli - aderisce al cento per cento al contenuto di tale lettera nella quale, tra l'altro, si afferma quanto da me più volte sottolineato, e cioè che “si tratta di una crisi umanitaria che deve essere risolta per proteggere i marittimi che sono stati sulle navi per troppo tempo. Ma è anche urgente la necessità di risolvere questa crisi che si estende a terra. Senza i marittimi, le navi non possono operare e non possono consegnare le merci necessarie per tutta la nostra economia. In un momento di notevole stress per le economie globali e nazionali, qualsiasi interruzione del flusso degli scambi potrebbe avere conseguenze devastanti per la fase di ripresa”».

«Mi fa piacere rilevare - ha aggiunto il presidente della Confitarma - che nella lettera al presidente Conte venga sottolineato che “tutti gli stakeholder italiani, in particolare la Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), hanno lavorato costantemente negli ultimi mesi per consentire i cambi dell'equipaggio e hanno invitato il governo italiano a adottare con urgenza misure per facilitare questo processo. Purtroppo, queste richieste sono state finora in gran parte senza risposta”».

Le organizzazioni firmatarie della lettera hanno chiesto al governo italiano di «firmare e attuare gli impegni assunti nella dichiarazione ministeriale del vertice marittimo internazionale sulle modifiche dell'equipaggio, tenutasi il 9 luglio 2020 dal governo britannico”, e in particolare: designare tutti i marittimi, indipendentemente dalla nazionalità, come “key workers” e facilitare il loro movimento salvaguardando la loro salute e minimizzando i rischi di infezione da Covid-19; assicurarsi che i marittimi siano in grado di imbarcarsi o di lasciare le loro navi per il rimpatrio, che possano effettuare i cambi di equipaggio, usufruire dei congedi a terra e di cure mediche senza impedimenti; introdurre misure temporanee, tra cui la possibilità di deroghe ed esenzioni da eventuali requisiti di visto o altri documenti normalmente richiesti ai marittimi; creare le condizioni necessarie per i corridoi aerei marittimi dagli Stati membri dell'UE e dai principali paesi di provenienza dei lavoratori marittimi».

Le organizzazioni firmatarie hanno ricordato che questi impegni sono stati finora sottoscritti da 13 nazioni, tra cui Regno Unito, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi e Norvegia, che hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione attuale e hanno riconosciuto che «l'incapacità degli operatori navali di tutto il mondo di condurre i cambiamenti dell'equipaggio della nave è la sfida operativa marittima più pressante per il movimento sicuro ed efficiente del commercio globale».

Nella lettera si evidenzia che «l'Italia svolge un ruolo chiave nella filiera globale, con la sua posizione centrale e i suoi importanti porti e aeroporti nel Mediterraneo» e si chiede all'Italia, in qualità di membro del consiglio IMO, di dare l'esempio «adottando gli impegni assunti dalle dichiarazioni ministeriali a livello nazionale e intensificai i propri sforzi».

Dato che permangono ostacoli ai cambi di equipaggio da effettuare in Italia o attraverso l'Italia, nella lettera si ribadisce l'esigenza che i marittimi di paesi terzi possano essere in grado di ottenere più facilmente i visti Schengen in modo da potersi imbarcare su navi nei porti europei.

In particolare, nella lettera si suggerisce di autorizzare e fornire visti temporanei per gli equipaggi che imbarcano e per quelli che sbarcano. Infatti, anche se le ambasciate italiane stanno gradualmente tornando alla normalità e finora sono state molto costruttive nel trattare le domande di visto, potrebbero non essere in grado di fronteggiare l'aumento stimato della domanda di visti di circa 2,5 volte - 3 volte il volume normale al mese nei prossimi mesi. Tale esenzione potrebbe quindi facilitare e accelerare i preparativi per le partenze dai paesi terzi.

La lettera si conclude con l'auspicio che il governo italiano sia in grado di fare la differenza sia attraverso misure concrete in Italia sia attraverso i canali diplomatici negli altri Stati membri dell'UE e con i governi di tutto il mondo. «Questo - si evidenzia - sarà estremamente importante per garantire che le centinaia di migliaia di marittimi ancora in attesa di cambiamenti di equipaggio possano essere sostituiti senza ulteriori ritardi».

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