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8 agosto 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:45 GMT+2



24 luglio 2020

Adriafer è stata dotata di un consiglio di amministrazione

D'Agostino: strutturare meglio l'assetto di una realtà che continua a crescere servirà a dare nuovo slancio alla società

La governance di Adriafer, la società controllata al 100% dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale che opera manovre ferroviarie nel comprensorio del porto di Trieste, passa da un amministratore unico ad essere affidata ad un consiglio di amministrazione che è previsto dallo statuto sociale della Srl. Composto da tre consiglieri, il Cda inizierà ad operare da fine luglio e resterà in carica per tre anni, conservando l'esperienza del precedente amministratore unico, Giuseppe Casini, protagonista dello sviluppo degli ultimi anni, che ricoprirà la carica di presidente del Cda.

L'incarico di amministratore delegato andrà a Maurizio Cociancich, triestino, 45 anni, con esperienza ventennale sui temi di logistica e docente universitario. Consigliere sarà Sonia Lussi, dottore commercialista e revisore contabile, esperta in ambito economico, finanziario e nel settore energia, attualmente vicedirettore generale di Confindustria Venezia Giulia e direttore del Consorzio Energia Confindustria. Il Cda potrà contare su un direttore generale, Bruno Caleo, ingegnere con esperienza ferroviaria, coordinatore delle varie funzioni aziendali di Adriafer, che opera con 94 dipendenti, formati e specializzati sulle attività ferroviarie.

«L'organo amministrativo - ha spiegato il presidente dell'AdSP, Zeno D'Agostino, motivando la decisione di attuare il cambiamento di governance - non può essere solo monocratico, ma collegiale. Servono figure professionali che, per esperienza e conoscenza, supportino la crescita della società, in linea con i passi importanti realizzati negli ultimi cinque anni. Strutturare meglio l'assetto di una realtà che continua a crescere in entrambe le sue attività di core business, manovra ferroviaria e impresa di trazione ferroviaria - ha specificato - servirà a dare nuovo slancio alla società. Adriafer deve avere anche un'importante dotazione di mezzi e capacità economica adeguata e autonoma per i passi futuri».

L'ente portuale ha ricordato che, oltre al nuovo Cda, l'ultima assemblea ha deliberato infatti il potenziamento finanziario della società, con un aumento di capitale gratuito di 300mila euro, grazie agli utili derivanti dagli avanzi di bilancio degli anni precedenti. È stato disposto anche un ulteriore aumento di capitale fino a due milioni di euro che potrà essere sottoscritto dal socio unico, l'Autorità di Sistema Portuale, con tranche da 300mila euro nei prossimi anni.

L'authority ha ricordato inoltre che, a testimonianza della continua crescita dell'azienda di pari passo con gli investimenti nel settore ferroviario, da sempre asset prioritario per il porto di Trieste, Adriafer è passata da un fatturato annuo di 2,8 milioni di euro del 2015 a 11 milioni di euro nel 2019, con un risultato di esercizio positivo.

Adriafer, che nel 2019 ha raggiunto anche il traguardo di 10.000 treni manovrati, gestisce otto locomotori di manovra revisionati e di proprietà e tre locomotori noleggiati, idonei per la trazione sulla linea.

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