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28 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09:32 GMT+1



10 agosto 2020

I lavoratori del settore chiedono di far ripartire subito le crociere a Venezia

Verrà istituito un tavolo permanente per sostenere un futuro compatibile e sostenibile per la crocieristica

I lavoratori delle imprese portuali di Venezia del settore delle crociere, oggi per la maggior parte in cassa integrazione, hanno inviato al governo, alle istituzioni locali e ai candidati alle prossime elezioni regionali una lettera aperta, che pubblichiamo di seguito, affinché siano create le condizioni per far ripartire subito le crociere anche a Venezia e per scegliere al più presto una soluzione che ovvi il passaggio delle navi passeggeri a San Marco gestendo al contempo la transizione per assicurare un futuro agli oltre 4.000 lavoratori del comparto e alle loro famiglie.

In una conferenza stampa tenuta al Piazzale Isonzo della Stazione Marittima è stato evidenziato che Venezia rischia di restare tagliata fuori dalla ripresa delle crociere per non aver saputo dare una pronta risposta al settore che da oltre 10 anni chiede una soluzione alternativa per far giungere le navi e i crocieristi in città, soluzione - è stato sottolineato - che garantirebbe il mantenimento dell'home port a Venezia e con esso tutta l'economia di fornitura, i posti di lavoro e i servizi collegati alle navi. I partecipanti si sono dichiarati unanimemente a favore di una soluzione alternativa che ovvi il passaggio delle navi davanti a San Marco ed hanno rimarcato la necessità che la politica e le istituzioni diano una risposta chiara e immediata per consentire alle crociere di tornare a Venezia in piena sicurezza e di non mettere così a rischio anche la stagione 2021, dopo che la stagione 2020 sembra irrimediabilmente perduta.

I lavoratori ritengono che non solo vada identificata una soluzione tra i progetti presentati su cui vi è maggiore convergenza istituzionale che rappresentano una alternativa concreta al passaggio davanti a San Marco, ma che questo vada fatto velocemente e studiando contestualmente tutte le misure necessarie per agevolare la transizione salvaguardando il traffico e la relativa occupazione.

In occasione dell'incontro è stata annunciata la prossima nascita di un tavolo permanente dei lavoratori e delle imprese portuali che mira a sostenere un futuro compatibile e sostenibile per la crocieristica, tavolo aperto alla partecipazione di tutti i lavoratori portuali nella convinzione che il porto, che con oltre 22mila occupati è la prima fonte di occupazione e reddito del Veneto, sia un bene da salvaguardare, rilanciare e potenziare e non debba essere mai messo in discussione per la paura di decidere o il timore di un confronto.


Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Avv. Giuseppe Conte
Ill.mo Sig. Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Dott.ssa Paola De Micheli
Ill.mo Sig. Ministro dell'Ambiente Dott. Sergio Costa
Ill.mo Sig. Ministro dello Sviluppo Economico Ing. Stefano Patuanelli
Ill.mo Sig. Ministro per i Beni e Attività Culturali e del Turismo Avv. Dario Franceschini
Ill.mo Sig. Presidente della Regione Veneto Dott. Luca Zaia
Ill.mo Sig. Sindaco di Venezia Dott. Luigi Brugnaro
Gentili Candidati alle elezioni regionali del Veneto e del Comune di Venezia

E p.c.
Ill.mo Sig. Prefetto di Venezia Dott. Vittorio Zappalorto
Ill.mo Sig. Commissario Straordinario dell'Autorità di Sistema Portuale dell'Altro Adriatico Settentrionale Dott. Pino Musolino
Ill.mo Sig. Comandante della Capitaneria di Porto di Venezia CA (CP) Piero Pellizzari
Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia

Affidiamo a Voi tutti questa nostra accorata lettera affinché nelle scelte che auspichiamo prenderete per il futuro della crocieristica a Venezia possiate tenere conto anche delle istanze degli oltre 4000 lavoratori del settore e delle loro famiglie.

Oggi questi lavoratori sono per lo più in cassintegrazione sulla base agli ammortizzatori sociali previsti dal Governo per affrontare la pandemia Covid-19. Questi ammortizzatori finiranno presto e noi lavoratori ne siamo ben lieti, se solo potessimo intravvedere davanti a noi un futuro solido grazie alla ripresa della crocieristica. Sappiamo che avete impiegato tempo e risorse per consentire alle Compagnie di ripartire in sicurezza, Vi chiediamo la stessa determinazione nel prendere una decisione per la crocieristica a Venezia garantendo un adeguato periodo di transizione che salvaguardi i traffici e l'occupazione ad essa collegati.

Non vogliamo entrare nel merito della scelta ideale che non ci compete, ma vogliamo che sia solo definitiva e che si arrivi ad essa in tempi rapidi. Non vogliamo sussidi o ammortizzatori sociali, vogliamo continuare a fare il nostro lavoro al meglio per garantire un futuro sostenibile alla nostra città e un futuro solido alle nostre famiglie. In questi anni abbiamo deciso di parlare poco e di restare al nostro posto, ma la situazione oggi vede due situazioni contrapposte: l'assoluta indecisione politica aggravata dalla crisi dovuta al Covid-19 che ha azzerato i traffici e l'ostilità dei Comitati del “no”. Tutto questo non è più sostenibile e riteniamo che il combinato disposto da questa situazione si sia spinta fino a condizionare le scelte del mercato che preferisce scalare altri porti alternativi al nostro, non sulla scorta dell'impossibilità di accedere alle nostre banchine ma per il silenzio della politica e per le ingiustificate minacce che troviamo inaccettabili.

Tutti assieme rappresentiamo un comparto che per Venezia è essenziale per la crescita economica e sociale, un settore - quello dell'economia del mare - sul quale da sempre Venezia e il suo hinterland hanno potuto contare, sin dalle sue origini. Ma un comparto quello della portualità veneziana sotto attacco da troppo tempo nel suo complesso e purtroppo orfano di scelte fondamentali per mantenere la sua accessibilità nautica. E senza la portualità è l'intera industria manufatturiera e dei servizi di Venezia che scompare.

Gli studi condotti da eminenti centri di ricerca, riconosciuti a livello internazionale, certificano che l'economia del mare a Venezia genera un impatto economico positivo non solo per la città ma per tutta l'Italia pari a 410 milioni di euro, creando più di 7mila posti di lavoro stabili. Nella nostra città, la spesa diretta di passeggeri, equipaggi e navi ogni anno raggiunge i 155 milioni, pari a 426mila euro ogni giorno, che diventano 676mila se si considerano solo i giorni in cui almeno una nave è in città. Con i suoi 1,41 milioni di passeggeri, la crocieristica ha coperto quasi il 3% del Pil dell'economia di Venezia.

Vi citiamo questi dati perché riteniamo che il turismo crocieristico debba essere interpretato con attenzione, non solo per il numero di presenze, peraltro esigue se paragonate al numero complessivo di turisti che ogni anno visitavano Venezia, ma per l'alto valore aggiunto che porta in città, a coloro che qui vivono e ancora vi lavorano. Una città che troppo spesso viene descritta solo come meta di turismo incontrollato ma noi, con il nostro lavoro e la nostra esperienza, riusciamo a gestire grandi quantità di passeggeri e persone con efficienza, in sicurezza e rispetto di tutti coloro che in città vivono. Venezia è da decenni il Primo Homeport del Mediterraneo questo significa che i nostri passeggeri iniziano e concludono la propria crociera a Venezia e quindi richiedono spazi a terra e servizi efficienti e organizzati, per questo è importante che voi teniate conto non solo degli aspetti ambientali ma anche di quelli pratici. Spostare uno dei migliori terminal crociere in altra area è possibile, ma dobbiamo poter garantire gli stessi servizi e lo stesso livello di sicurezza e soprattutto quell'autonomia dei traffici commerciali così come di quelli turistici che fino ad oggi ne hanno permesso uno sviluppo sinergico con ampia crescita occupazionale.

Anche noi siamo cittadini di Venezia, anche noi quando guardiamo una nave passare davanti al Bacino di San Marco ci soffermiamo a osservarne la rotta, anche noi immaginiamo lo stupore dei passeggeri che ci osservano dall'ultimo ponte della nave. Poi però, a differenza di molti, portiamo lo sguardo a terra, sulle cime dei rimorchiatori, sui nostri carrelli porta bagagli, sui nostri bus, sui nostri terminal e ci rimbocchiamo le maniche perché quello che per alcuni è un'industria da abbattere a tutti i costi per noi è lavoro, impegno, esperienza di alto livello che molti altri paesi ci invidiano e soprattutto futuro per le nostre famiglie. Questo lavoro ci consente inoltre di vivere in città o nei dintorni, di mantenere le nostre famiglie ma soprattutto di contribuire a mantenere vivo a Venezia quello spirito di città che dal mare ha sempre tratto vita e prosperità.

Noi le navi le conosciamo bene, sappiamo che sono uno dei settori di eccellenza italiani, così come sappiamo che l'evoluzione tecnologica in corso e gli investimenti nel settore sono tra i più elevati al mondo. Quelle che per alcuni sono “Grandi Navi” giorno dopo giorno diventano gioielli tecnologici sempre più sostenibili. Sarebbe dunque miope voler imporre limiti che non tengano conto anche di questi aspetti.

Siamo consapevoli che la tutela dell'ambiente abbia un peso rilevante, anche noi siamo cittadini di questa splendida città e anche noi abbiamo a cuore il suo futuro, ma voi abbiate a cuore anche il futuro del nostro lavoro e quello delle nostre famiglie.

Sappiamo che molto si può fare e tutti noi, ciascuno per quel che può, ha messo a disposizione la propria esperienza per trovare soluzioni alternative, soluzioni di cui tutti parlano ma che nessuno - ad oggi - si è preso la responsabilità di scegliere.

Le discussioni politiche e la mancanza di scelte sul tema della crocieristica a Venezia hanno subito e continuano a subire un'influenza mediatica che non è più accettabile da parte delle oltre 4000 famiglie che attendono da anni certezze sul proprio futuro. Oggi con la crisi economica innescata dal Covid-19 abbiamo più che mai bisogno di risposte a soluzioni che non possono più attendere di essere realizzate e soprattutto poter contare su una ripartenza dei traffici che ci sembra ingiustamente preclusa per questa stagione e che sarebbe insostenibile si verificasse anche nel 2021 decretando il fallimento della politica e con esso purtroppo di tutto il settore. Ne va del futuro delle nostre famiglie e ne va della nostra dignità di lavoratori, nessuno di noi vuole vivere di sussidi ma continuare a vivere del proprio lavoro e dello stipendio che ci siamo sempre guadagnati in modo onesto. Ma soprattutto, con il nostro lavoro, vogliamo contribuire a rendere vitale, autonoma, sostenibile e fiera la nostra città.

I Lavoratori Portuali del settore Crociere e le loro famiglie

PSA Genova Pra'

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