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26 novembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:25 GMT+1



3 novembre 2020

L'ERFA chiede misure eque e non discriminatorie per sostenere il settore del trasporto ferroviario delle merci colpito dalla pandemia

Stahl: è anche di cruciale importanza continuare ad assicurare che possa continuare ad attraversare i confini nazionali indipendentemente da come si evolverà la crisi sanitaria

L'European Rail Freight Association (ERFA) ha esortato la Commissione Europea e gli Stati dell'UE ad assicurarsi che le misure di sostegno al trasporto ferroviario delle merci, necessarie alla luce dell'impatto che la pandemia di coronavirus ha avuto sul settore, siano fornite in modo equo, trasparente e non discriminatorio e non comportino distorsioni della concorrenza e danni a questo comparto.

«Tutti gli attori del mercato del trasporto merci su rotaia - ha ricordato il presidente di ERFA, Dirk Stahl - sono stati colpiti dalla pandemia di Covid-19 che è tuttora in atto. Riteniamo che le misure di sostegno per l'intero settore siano cruciali, ma dobbiamo garantire che queste misure non minino la concorrenza. Per gli operatori privati e indipendenti questo è essenziale se vogliamo essere in grado di continuare a crescere. Inoltre è di cruciale importanza continuare ad assicurare che il trasporto ferroviario delle merci continui a spostarsi attraverso i confini nazionali indipendentemente da come si evolverà la pandemia nelle prossime settimane e mesi».

L'associazione, che è stata istituita nel 2002 e che rappresenta un gruppo di nuovi operatori ferroviari, ha ricordato che oggi il settore europeo del trasporto ferroviario delle merci è un mercato dinamico composto da un gran numero di operatori. Mediamente, in Europa - ha specificato l'ERFA - i nuovi operatori ferroviari rappresentano il 44% del mercato nazionale delle aziende che operano servizi di trasporto ferroviario delle merci e il 31% di tutte le imprese di trasporto ferroviario delle merci sono operatori non storici. L'associazione ha evidenziato, inoltre, che questa apertura del mercato si sta muovendo nella giusta direzione, con una percentuale media di nuovi entranti che è salita dal 40% nel 2016 al 44% nel 2018. Crescita - ha precisato l'ERFA - che tuttavia è fragile dato che i nuovi entranti, e in particolare la maggioranza di questi che è costituita da operatori non storici, per poter continuare ad investire e crescere chiedono certezza del diritto, soprattutto per quanto concerne gli aiuti di Stato. Alla luce di ciò l'ERFA ha evidenziato l'importanza di continuare a sviluppare un quadro giuridico che garantisca che le misure di sostegno possano essere introdotte solo laddove siano eque, trasparenti e disponibili per tutti gli attori del mercato. A tal proposito l'associazione ha rilevato che le misure di sostegno bilaterali possono distorcere la concorrenza e danneggiare i mercati.

L'ERFA ha manifestato soddisfazione per la recente adozione del regolamento europeo che istituisce misure per un mercato ferroviario sostenibile in considerazione della pandemia di Covid-19, regolamento - ha ricordato l'associazione - che consente agli Stati membri di poter rinunciare ai canoni di accesso per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria e di ridurre i canoni di accesso alle linee ferroviarie. L'ERFA ha sottolineato che questo rimane il miglior modo per sostenere il settore del trasporto ferroviario delle merci in modo equo e proporzionato e ha esortato gli Stati dell'UE a intraprendere azioni concrete in linea con questo regolamento.

L'associazione ha invitato inoltre ad istituire un piano di emergenza in caso di crisi del settore del trasporto ferroviario delle merci affinché ci si assicuri che il settore continui a funzionare come spina dorsale della logistica delle merci. Il piano - ha spiegato l'ERFA - dovrebbe assicurare che, indipendentemente dallo sviluppo della pandemia, le attività di trasporto merci transfrontaliere lungo i corridoi europei TEN-T e le altre principali direttrici di traffico siano protette e che i lavoratori dei trasporti possano continuare a spostarsi attraverso le frontiere. Inoltre il piano dovrebbe garantire che i terminal ferroviari e intermodali e gli altri servizi ausiliari possano continuare a funzionare.

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