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30 novembre 2020

È morto Francesco Nerli, uno degli artefici della nuova portualità italiana

Ha guidato le Autorità Portuali di Civitavecchia e Napoli ed è stato più volte presidente dell'Associazione dei Porti Italiani

È morto a 72 anni Francesco Nerli, politico e sindacalista con il Partito Comunista Italiano, il Partito Democratico della Sinistra e la Cgil, eletto alla Camera e al Senato, che ha svolto incarichi di vertice nel settore portuale prima come presidente dell'Autorità Portuale di Civitavecchia e poi come presidente dell'authority portuale di Napoli, ricoprendo più volte anche la carica di presidente dell'Associazione dei Porti Italiani (Assoporti) e ponendosi quale uno dei primari artefici delle riforme che hanno trasformato la portualità italiana.

In una nota Assoporti ha ricordato che Nerli è stato uno degli autori della riforma portuale ed è stato «un uomo di grandi passioni, un uomo di mare, attento alle istanze dei lavoratori con una visione legata allo sviluppo dei nostri porti». Ricordando le vicende giudiziarie che hanno coinvolto Nerli, l'Associazione dei Porti Italiani ha evidenziato che «la sua generosità non è sempre stata ripagata da eguale moneta: per oltre un decennio ha dovuto combattere per dimostrare la sua innocenza; per una persona dotata di un forte senso delle istituzioni, si è trattato di una enorme sofferenza, vissuta con grande dignità sino al riconoscimento pieno di innocenza».

Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha rimarcato che «la grande legge di riforma della portualità, per la quale si è molto speso e che porta il suo nome, resta un riferimento fondamentale per il settore marittimo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ed è stata un caposaldo dello sviluppo dei nostri porti. Sia da presidente delle Autorità Portuali di Civitavecchia e Napoli che di Assoporti - ha evidenziato De Micheli - è stato un protagonista appassionato della crescita del nostro tessuto portuale e della sua logistica».

Il presidente della Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), Mario Mattioli, ha ricordato che Nerli era un «uomo di grande intelligenza, eminente conoscitore del mondo marittimo portuale italiano. La sua competenza, unita al suo spirito e umorismo toscano - ha aggiunto - ha caratterizzato il nostro mondo per molti anni. Anche se talvolta le sue posizioni divergevano da quelle dell'armamento, confrontarsi con lui sui temi complessi della portualità nazionale era sempre, comunque, utile e stimolante».

Esprimendo cordoglio per la sua scomparsa, in una nota l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha ricordato che Nerli «nel suo lavoro ha impresso sempre passione, energia, amore per le persone e per le istituzioni» e che «non sempre ha ricevuto coerenti riconoscimenti, anzi ha dovuto affrontare una lunga battaglia processuale dalla quale è uscito con un pieno riconoscimento di innocenza, per non aver commesso il fatto».

L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha ricordato che Nerli, primo presidente della storia dell'ente portuale di Civitavecchia che è nato per effetto della legge 84 del 1994, «grazie alle sue intuizioni, grazie ai rapporti consolidati negli anni è riuscito prima a portare a compimento la revisione del Piano Regolatore Portuale e poi a trovare un'enorme mole di finanziamenti che hanno portato alla radicale trasformazione dello scalo, a renderlo quello che è oggi, aperto a qualsiasi tipologia di traffico. Quello che era un piccolo porto di una realtà di provincia - ha evidenziato l'AdSP - grazie a Nerli è diventato il porto di Roma, uno degli approdi di maggiore importanza a livello nazionale e nel Mediterraneo. Ma la sua opera è andata oltre quelle che sono state le intuizioni prima e le realizzazioni poi. La stessa crescita e il prestigio accumulato negli anni dall'ente sono figli del suo lavoro, della sua tenacia e della serietà con la quale ha sempre affrontato i problemi». «Francesco Nerli - ha sottolineato il presidente dell'AdSP del Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo - è stato sicuramente l'artefice dello straordinario sviluppo che il porto ha avuto negli ultimi decenni e credo di interpretare il pensiero di tutta la comunità portuale locale e di chi ha lavorato a stretto contatto con lui nel proporre di intitolare a Francesco Nerli la Sala Conferenze dell'Autorità Portuale».

L'Associazione Nazionale delle Compagnie Imprese Portuali (ANCIP) ha sottolineato che con Nerli «viene a mancare uno dei migliori protagonisti dell'evoluzione della portualità italiana degli ultimi decenni». Nerli - ha ricordato l'associazione delle compagnie portuali - «ha contribuito a modernizzare e sviluppare il sistema degli scali italiani dando vigore ed efficienza, senza mai trascurare i diritti dei lavoratori e il rispetto per il lavoro. Si è battuto e ha partecipato alla stesura delle leggi e dei regolamenti comprendendo e anticipando da sempre i bisogni di tutti gli operatori. Ha pagato di persona per lunghi anni calunnie, attacchi personali e strumentali volti ad ostacolare il suo corretto lavoro, nonostante questo non sono riusciti a fermarlo».

La Filt Cgil ha sottolineato che Nerli era «una figura di grande spessore che ha guidato il cambiamento della portualità del nostro Paese con le sue profonde conoscenze e la sua inestimabile professionalità. Francesco Nerli - ha ricordato l'organizzazione sindacale - è stato anche un apprezzato dirigente della Cgil ed inoltre ha avuto grandi riconoscimenti e risultati durante tutto il suo percorso politico e istituzionale come senatore della Repubblica e come presidente di Autorità Portuali e dell'associazione nazionale dei porti. Una strada lastricata di insidie che hanno certificato e valorizzato ancor di più il valore e l'integrità professionale e umana. Un uomo di sinistra - ha rilevato la Filt - che lascia un grande patrimonio culturale e politico, che mancherà a tutto il mondo del lavoro che rappresentiamo e alla sinistra del Paese».

Ricordando che Uiltrasporti ha condiviso con Nerli tante battaglie, il segretario generale del sindacato, Claudio Tarlazzi, ha affermato che Nerli, oltre ad essere un amico, era «una delle massime espressioni della portualità in Italia per lungimiranza e attenzione ai temi del lavoro».

Anche la Fit-Cisl si è unita al cordoglio per la scomparsa di Nerli, «persona seria, preparata e uomo del dialogo». «È riconosciuto da tutti - ha detto il segretario nazionale del sindacato, Salvatore Pellecchia - il suo contributo fattivo allo sviluppo della portualità italiana».

Il segretario generale dell'Autorità di Sistema Portuale dell'Alto Tirreno, Massimo Provinciali, ha evidenziato che i porti erano la vita di Nerli e il suo principale interesse: «argomento dal quale - ha precisato ricordando le origini toscane di Nerli - era possibile distoglierlo solo se il discorso virava sulle sue altre due passioni: il Palio di Siena e la Fiorentina». «Il mio ricordo particolare - ha proseguito Provinciali - va al rigore istituzionale e all'approccio quasi pedagogico con il quale, vent'anni fa, si poneva di fronte a me, allora giovane direttore generale dei porti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un atteggiamento di grande intelligenza del quale l'ho sempre ringraziato e che me lo fa collocare di buon diritto nell'elenco dei miei maestri. Mi mancherà e mancherà a tutta la portualità».


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