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23 gennaio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08:54 GMT+1



16 dicembre 2020

Il porto di Gioia Tauro si appresta a chiudere il 2020 con un rialzo del +25% del traffico dei container

Il primo treno è arrivato in porto. Firmato il contratto che assegna la gestione dello scalo ferroviario a MCT

Il 2020 si è rivelato essere un anno assai importante per il porto di Gioia Tauro, sia perché ha contrassegnato il rilancio dello scalo calabrese sul mercato mondiale dei trasporti marittimi contanerizzati sia per il fatto che, proprio oggi, in porto è arrivato il primo treno dopo che l'ultimo convoglio ferroviario era giunto nello scalo nel 2015 transitando sui vecchi binari.

«Da oggi - ha sottolineato il commissario straordinario dell'Autorità Portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli - il porto di Gioia Tauro non è più solo di transhipment. A volte si abusa dell'aggettivo “storico”, ma - ha evidenziato - credo che nella fattispecie indichi esattamente l'importanza di questo risultato, frutto di un lavoro certosino per separare le aree operative del terminal su cui si effettuerà il servizio ferroviario da altre aree extra portuali sulle quali la Regione Calabria sta predisponendo una soluzione transattiva di soddisfazione per gli interessi regionali, del Corap e di questa Autorità Portuale».

Agostinelli ha specificato che il gateway ferroviario, realizzato e collaudato dall'Autorità Portuale in quattro anni, è un'infrastruttura strategica, complementare al transhipment, inserita a pieno titolo nell'asse transeuropeo del corridoio Helsinki - La Valletta, come nodo di rilevanza nazionale e crocevia europeo di diversi settori di trasporto, e avrà il compito di intercettare parte dei traffici movimentati tra l'Estremo Oriente e l'Europa attualmente gestiti dai porti di Rotterdam ed Anversa.

L'authority portuale ha ricordato che il gateway ferroviario si estende nel territorio compreso tra i Comuni di Gioia Tauro e di San Ferdinando e in parte si sviluppa all'interno del porto, nell'area doganale in concessione al terminalista Medcenter Container Terminal (MCT) e nella zona dell'interporto. Il gateway occupa una superficie pari a 325 mila metri quadrati. La lunghezza complessiva dei nuovi binari è di 3.825 metri, dei quali 2.761 nell'area del terminal contenitori e 1.064 nel terminal intermodale.

L'avvio odierno dell'attività ferroviaria è stato ufficializzato anche con la sottoscrizione del contratto tra l'ente portuale e la MCT che gestirà lo scalo ferroviario del porto di Gioia Tauro, passo che consentirà l'esercizio del traffico ferroviario portuale grazie anche alla cessione della gestione, a cura di RFI, del raccordo ferroviario che da San Ferdinando arriva a Rosarno.

Quanto al rilancio concretizzatosi quest'anno dell'attività del porto calabrese nell'ambito del network mondiale dei servizi marittimi containerizzati, con la riconquista del primato nazionale nella classifica del transhipment, l'Autorità Portuale ha precisato che la ripresa si manifesta con un incremento del +25% circa del traffico dei container movimentato nel 2020 dal porto di Gioia Tauro rispetto all'anno precedente. Ad oggi, infatti, sono 3,15 i milioni di contenitori passati attraverso lo scalo dall'inizio di quest'anno.

L'Autorità Portuale ha elencato alcuni delle iniziative attuate dall'ente per promuovere questa ripresa, a partire dal programma triennale di lavori di spianamento delle dune sottomarine create dalle eliche delle navi in entrata nel canale portuale, per assicurare la profondità del canale e permettere l'attracco in sicurezza delle mega portacontainer di ultima generazione, all'apertura dello scalo all'ingresso delle grandi navi della lunghezza di oltre 400 metri anche di notte così da incrementare l'operatività e produttività dello scalo. Inoltre all'inizio di quest'anno sono giunte in porto tre nuove gru di banchina, tra le più grandi al mondo, in grado di lavorare navi della capacità di oltre 22mila teu.

L'ente ha evidenziato inoltre che il 2020 è stato un anno positivo pure sotto l'aspetto dell'occupazione, grazie anche alla definizione in accordo con i ministeri competenti di una soluzione giuridico-legislativa per ampliare il numero degli iscritti all'agenzia per il lavoro portuale che ha permesso anche ai lavoratori licenziati dalle imprese ex artt. 16 e 18 della legge 84/94 - circa 70 persone che rischiavano di uscire definitivamente dal mercato del lavoro - di confluire nella Gioia Tauro Port Agency.





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