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19 gennaio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:33 GMT+1



5 gennaio 2021

CLECAT ed ESC denunciano nuovamente che le pratiche commerciali dei vettori marittimi containerizzati compromettono la ripresa dell'economia UE

Lettera alla Commissione Europea

Le associazioni europee che rappresentano gli spedizionieri e i caricatori, così come hanno ripetutamente fatto nel corso del 2020, hanno nuovamente sollecitato la Commissione Europea ad indagare sulle pratiche operative e commerciali delle compagnie di navigazione containerizzate, attività che, secondo la CLECAT (European Association for Forwarding, Transport, Logistics and Customs Services) e l'ESC (European Shippers' Council), stanno avendo sempre più un effetto distorsivo sulla supply chain e un impatto negativo sull'economia europea.

In una lettera inviata alla Commissione UE, riferendosi alle pratiche operative e tariffarie dei vettori marittimi, la CLECAT e l'ESC hanno accusato tra l'altro le compagnie di navigazione di violare contratti in vigore, di porre in atto condizioni irragionevoli nell'accettazione delle prenotazioni e di fissare unilateralmente noli il cui valore risulterebbe di gran lunga superiore a quello concordato nei contratti.

Nella missiva le due associazioni hanno evidenziato che tali pratiche hanno un effetto particolarmente negativo sulle piccole imprese europee che sovente dispongono di limitate riserve finanziarie. Ad avvalorare questa tesi CLECAT ed ESC hanno portato ad esempio il caso di un'azienda francese che produce biciclette elettriche, società che rischia di chiudere perché non riceve pezzi di ricambio dall'Asia: la conseguenza dei ritardi nelle consegne, della carenza di spazi e dell'aumento dei noli - hanno spiegato le associazioni - è che l'azienda non è in grado di finire i suoi prodotti e sta subendo perdite che nel prossimo futuro potrebbe non essere in grado di sostenere. Si tratta di ripercussioni negative - hanno specificato CLECAT ed ESC - che sono avvertite anche da aziende molto più grandi, tra cui quelle della grande distribuzione, della moda, del settore automobilistico, della cosmetica e dell'information technology.

Nella lettera CLECAT ed ESC hanno nuovamente recriminato che le compagnie di navigazione che operano servizi di linea si riservano la possibilità di apportare variazioni ai noli ogni volta che lo ritengono opportuno, al di là del livello delle tariffe e degli oneri concordati con i clienti. Le due associazioni hanno sottolineato che nel contempo spedizionieri e caricatori devono far fronte a prenotazioni rifiutate e ritardi nel carico delle loro merci sulle navi nel caso i vettori marittimi ritengano più produttivo accettare spedizioni a tariffe più elevate per altre merci. CLECAT ed ESC hanno inoltre denunciato che i vettori marittimi imporrebbero l'accettazione di tariffe aggiuntive, sino ad arrivare a rifiutare prenotazioni forzando clienti con i quali il valore dei noli è stato concordato per via contrattuale a dover ricorrere a spedizioni marittime con noli spot assai più onerosi.

CLECAT ed ESC hanno anche posto l'attenzione sul problema dell'attuale carenza di container vuoti, carenza - hanno spiegato - che è stata determinata da interruzioni della supply chain causate dal numero senza precedenti di blank sailing programmate dai vettori marittimi, cancellazioni di partenze che arrivano al 30% del totale relativamente a determinate rotte di traffico, e dalla mancanza di affidabilità delle schedule, dato che - hanno precisato le due associazioni - solo il 50% delle date di partenza delle navi è risultato corrispondere a quelle annunciate dalle compagnie di navigazione. CLECAT ed ESC hanno osservato che, se da un lato i vettori marittimi stanno cercando di rispedire i container vuoti in Cina sia per esigenze operative che commerciali, dall'altro ciò sta producendo un effetto domino in quanto si verifica una generalizzata carenza di contenitori disponibili per le esportazioni europee e, di conseguenza, gli spedizionieri devono anche confrontarsi con soprannoli come quelli imposti dalle compagnie di navigazione e motivati con l'esigenza di coprire i costi per il riposizionamento dei container. Secondo CLECAT ed ESC, questa motivazione sono avrebbe senso dato che i vettori marittimi decidono di rispedire i container vuoti in Cina essenzialmente per motivi commerciali.

Nella lettera CLECAT ed ESC hanno ricordato inoltre di aver già espresso la loro frustrazione derivante dalla decisione della Commissione Europea di prolungare ancora una volta l'applicazione del regolamento di esenzione per categoria a favore delle compagnie di navigazione che operano servizi di linea ( del 26 marzo 2020). Decisione - hanno rilevato - grazie alla quale i vettori marittimi possono continuare a fissare congiuntamente la programmazione delle blank sailing, determinando una carenza di capacità che ha consentito ai vettori di rincarare notevolmente i noli, sia quelli fissati tramite contratti sia quelli spot.

CLECAT ed ESC hanno concluso ribadendo nuovamente che queste pratiche delle compagnie di navigazione rappresentano un serio rischio per la capacità di ripresa delle economie dell'Unione Europea.


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