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28 febbraio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 15:03 GMT+1



18 gennaio 2021

Studio sulla continuità marittima con la Sardegna del DICAAR dell'Università di Cagliari

Propone un modello misto tra quelli in vigore in Francia e in Spagna

Un pool di ingegneri del Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura (DICAAR) dell'Università di Cagliari) ha realizzato uno studio su “La continuità marittima da e per la Sardegna” che propone un modello misto per garantire la continuità territoriale con l'isola che integra gli aspetti di maggior rilievo dei principali modelli di continuità territoriale marittima presenti in Europa, ovvero quello francese che regola le relazioni tra la Francia continentale e la Corsica e quello spagnolo presente nel contesto dei collegamenti tra la Spagna continentale e l'arcipelago delle Baleari.

L'obiettivo dello studio - spiegano i ricercatori - è quello di fornire, in funzione del modello prescelto, un'indicazione in merito alla quantificazione dell'onere finanziario che deve essere posto a carico del soggetto pubblico per sostenere il modello di continuità territoriale prescelto.

Gli ingegneri del DICAAR specificano inoltre che nello studio non viene fatta alcuna valutazione sulle linee da sottoporre ad oneri di servizio pubblico e da lasciare a libero mercato, in quanto tale scelta deve essere fatta sulla base di due elementi: dettagliata conoscenza delle origini e delle destinazioni finali dei flussi passeggeri e merci, da e per la Sardegna, che consente di individuare i corridoi marittimi di maggior rilievo; scelta politico-stategica di individuazione dei corridoi marittimi che si ritengono essere prioritari per lo sviluppo della Sardegna, indipendentemente dalla quantità di domanda soddisfatta.

I ricercatori del team del DICAAR, composto da Gianfranco Fancello, responsabile tecnico-scientifico, Daniel Mark Vitiello, coordinatore tecnico analisi, Valentina Aramu e Patrizia Serra, ricordano che attualmente la continuità territoriale marittima della Sardegna è disciplinata dalla “Convenzione per l'esercizio di servizi di collegamento marittimo in regime di pubblico servizio con le isole maggiori e minori”, stipulata il 18 luglio 2012 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la CIN (Compagnia Italiana di Navigazione), convenzione in vigore sino al 18 luglio scorso che è stata prorogata al prossimo 28 febbraio, data dalla quale i collegamenti tra Sardegna e penisola torneranno sul libero mercato. Le linee coperte dalla convenzione sono Genova-Porto Torres e Civitavecchia-Olbia (entrambe solo da ottobre a maggio), Genova-Olbia-Arbatax, Civitavecchia-Arbatax-Cagliari, Napoli-Cagliari, Palermo-Cagliari e Livorno-Cagliari (solo merci). Il corrispettivo per lo svolgimento di questi servizi di continuità territoriale marittima ammonta a 72,6 milioni di euro annui, di cui circa 50 per i soli collegamenti ro-ro e passeggeri.

Lo studio prende in esame innanzitutto il modello francese, che copre solo le linee in convenzione con gli oneri di servizio pubblico, in base al quale la Collettività Territoriale della Corsica (CTC) ha l'incarico di definire le modalità di organizzazione dei trasporti marittimi e aerei tra l'isola e tutte le destinazioni della Francia continentale, in particolare in materia di servizi e tariffe. La CTC affida questi collegamenti tramite un contratto di delega di servizio pubblico (CDSP) alle compagnie marittime, le quali possono partecipare al bando con un'offerta unica o con offerte per singola linea. Dal 2013 sono istituiti oneri di servizio pubblico sulle linee tra i porti di Nizza, Tolone e Marsiglia e i porti isolani.

Le principali caratteristiche del CDSP - spiega lo studio del DICAAR - sono: contributo forfettario annuo; riduzione del contributo versato per ogni attraversamento non effettuato; tariffa massima per i soli passeggeri con la residenza principale in Corsica; adeguamento automatico delle tariffe (e non del contributo) sulla base dell'evoluzione del costo del carburante. Le compagnie di navigazione sono quindi obbligate a rispettare le tariffe massime per i residenti, a garantire determinati livelli di servizio e assicurare frequenze minime nei periodi di minor domanda.

Dall'ottobre 2017 al giugno 2019 (18 mesi) la dotazione finanziaria per il CDSP è stata di 150,2 milioni di euro (con una popolazione della Corsica di 339.178 residenti).

Il modello Spagnolo prevede invece che le agevolazioni in favore della continuità territoriale tra le isole Baleari e la Spagna vengano attuate attraverso un sistema di bonus sulle tariffe per l'acquisto, da parte dei residenti nelle Baleari, del titolo di viaggio, garantendo una tariffa scontata del 75%. È in vigore anche un sistema di agevolazioni tariffarie per le grandi famiglie, indipendentemente dalla loro residenza. Un regolamento per il bonus sulle tariffe dei servizi regolari di trasporto marittimo per i residenti della Comunità autonoma delle Isole Baleari disciplina un regime di sovvenzioni per i residenti delle isole Baleari che utilizzano il trasporto regolare. Il programma di sovvenzioni definisce la compensazione finanziaria per le compagnie di navigazione pubbliche e private che forniscono i servizi di interesse pubblico, le quali riceveranno dall'amministrazione delle Isole Baleari l'ammontare degli sconti effettuati, successivamente all'erogazione del servizio.

Lo studio precisa che in realtà sono le aziende che applicano il bonus sulla tariffa di navigazione a stabilire le tariffe base e a verificare che gli utenti soddisfino i requisiti della legge per poter ottenere la sovvenzione da residenti e specifica inoltre che tale modello viene applicato su linee di collegamento marittimo che operano in libero mercato, quindi senza fare ricorso ad aiuti di Stato.

La dotazione finanziaria per il traffico passeggeri del 2018 è stata di 110 milioni di euro (1.107.220 residenti nelle Baleari).

Lo studio propone infine un nuovo modello misto, sintesi dei modelli francese e spagnolo: «abbiamo studiato - chiarisce il professor Fancello - un nuovo modello che include gli elementi di maggior rilievo precedentemente analizzati. Puntiamo a soddisfare le caratteristiche del sistema sardo, strutturato in modo da garantire copertura su tutte le linee, servizio minimo garantito anche durante i periodi di minor domanda e prezzi calmierati per i residenti su tutte le linee e per tutto l'anno».

Il modello misto prevede: sconto (con possibili opzioni di copertura pari al 75%, 50% e 35%) sulle tariffe dei residenti per le sole tratte in libero mercato; compensazione degli obblighi di servizio pubblico (opzione complessiva pari a 35 o 50 milioni di euro) per le tratte da inserire in convenzione .

Ad avviso dei ricercatori, l'implementazione del modello misto comporterebbe per le compagnie di navigazione l'attuazione di politiche volte al miglioramento dell'offerta, quindi a migliori condizioni di viaggio per gli utenti. Inoltre, il parziale rimborso sul prezzo del biglietto dei residenti sui collegamenti in libero mercato, renderebbe gli spostamenti economicamente accessibili durante tutto l'anno. Al contempo, l'imposizione degli obblighi di servizio pubblico alle linee in convenzione (individuate dopo un'attenta analisi di mercato) garantirebbe servizi minimi e tariffe agevolate durante tutto l'anno.

«Il modello misto, simulato rispetto alle linee attualmente in convenzione e a quelle a libero mercato - spiega l'ingegner Vitiello - richiederebbe una dotazione finanziaria compresa tra 58 e 99 milioni di euro per coprire tutte le linee attualmente presenti tra la Sardegna e il continente». La dotazione minima di 58 milioni di euro sarebbe composta da 23 milioni utili al soddisfacimento dello sconto residenti pari al 35% e da 35 milioni di copertura per gli obblighi di servizio pubblico. La dotazione massima di 99 milioni di euro sarebbe composta da 49 milioni atti a garantire uno sconto del 75% ai residenti e da 50 milioni di copertura per gli obblighi di servizio pubblico (stessa cifra stanziata attualmente).

I ricercatori evidenziano che la dotazione annua di 99 milioni di euro appare più conveniente rispetto a quella stanziata per garantire la continuità con la Corsica (circa 100 milioni/anno) e con le Baleari (circa 110 milioni/anno). «Una convenienza - sottolinea l'ingegner Serra - più marcata se rapportata al numero di residenti: il modello misto, nel caso di massima copertura pari a 99 milioni di euro, risulta infatti pari a 60,32 euro/residente e pertanto nettamente inferiore rispetto alle stesse calcolate per la Corsica (295,24 euro/residente) e per le isole Baleari (99,35 euro/residente)».


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