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28 febbraio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:34 GMT+1



21 gennaio 2021

Filt, Fit e Uilt denunciano la presenza di un «clima irrespirabile» alla Terminal San Giorgio

Ferretti, Rossi e Falvo: serie di forzature attuate dall'azienda che hanno deteriorato le relazioni sindacali

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti lamentano la presenza di un «clima irrespirabile» alla Terminal San Giorgio, la società terminalista del gruppo Gavio che gestisce l'omonimo terminal multipurpose nel porto di Genova, con i lavoratori dell'azienda che dallo scorso 31 dicembre 2020 sono entrati in stato di agitazione a causa - hanno denunciato i sindacati - di una serie di forzature attuate dall'azienda che hanno deteriorato le relazioni sindacali. I rappresentanti di Filt, Fit e Uilt hanno affermato che le organizzazioni sindacali hanno cercato di costruire un percorso che potesse portare al superamento dei problemi che però non ha avuto esito a causa del comportamento messo in atto dall'azienda.

«La maggior parte dei lavoratori - hanno lamentato i rappresentanti di Filt Cgil Fit Cisl e Uiltrasporti, Fabio Ferretti, Massimo Rossi e Duilio Falvo - non è stato messa in condizione di svolgere le proprie mansioni con la serenità dovuta per un lavoro gravoso ed impegnativo come quello portuale. Negli ultimi anni all'interno del Terminal San Giorgio si sono registrati un numero di licenziamenti nettamente superiori rispetto a tutte le altre realtà portuali. Anche dal punto di vista della sicurezza si sono resi necessari frequenti interventi dei rappresentanti sindacali per ricomporre situazioni di pericolo che, solo per casi fortuiti e per la responsabilità dei lavoratori, non sono sfociati in incidenti gravi». Ferretti, Rossi e Falvo hanno precisato che non sono comunque mancati infortuni di una certa gravità e hanno ricordato che lo scorso anno si è reso indispensabile anche l'intervento dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per riportare alla normalità una situazione che stava diventando insostenibile, culminata con l'episodio di una nave che, per la fretta di partire dopo aver effettuato operazioni irregolari in autoproduzione, ha mollato gli ormeggi quando ancora parte del personale del terminal era a bordo.

Inoltre i rappresentanti dei sindacati hanno denunciato che l'azienda tende a ricorrere ad atti unilaterali: «già in passato - hanno spiegato Ferretti, Rossi e Falvo - questa dirigenza aveva mostrato propensione ad imporre organizzazioni del lavoro senza concordarle, oppure a chiamare i singoli lavoratori per avanzare proposte organizzative ad personam». I rappresentanti di Filt, Fit e Uilt hanno sottolineato che l'azienda avrebbe anche imposto un orario di lavoro non comunicato nel dettaglio alle rappresentanze sindacali: «questa tipologia di orario - hanno specificato Ferretti, Rossi e Falvo - deriva da un'organizzazione del lavoro nuova sulla quale l'azienda ha voluto evitare il confronto e della quale non comprendiamo l'effettiva utilità. L'unica cosa certa è che con un atto simile, da verificare in alcuni punti anche dal punto di vista del rispetto contrattuale, si sono alimentate nuove tensioni e si è vanificato il lavoro fatto nell'ultimo periodo per cercare di instaurare le corrette relazioni sindacali. Consideriamo l'attuale situazione inaccettabile e siamo pronti, come sempre, a intraprendere qualunque azione sindacale si renda necessaria per la tutela dei lavoratori del Terminal San Giorgio». A tal proposito, Filt, Fit e Uilt hanno reso noto che lo scorso 15 gennaio si è tenuta un'assemblea dei lavoratori che, nel confermare lo stato di agitazione, ha ribadito la necessità di mandare un segnale forte alla dirigenza dell'azienda in modo che questi atti unilaterali cessino.


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