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19 aprile 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:39 GMT+2



29 marzo 2021

Santi (Federagenti): il canale di Suez meriterebbe un osservatorio permanente

Necessario - ha sottolineato - sviluppare una consapevolezza nuova anche rispetto all'importanza del canale e alla necessità di tutelarne la piena operatività

«Abbiamo sempre pensato di svolgere una funzione operativa e professionale di raccordo fra mercati internazionali e mercato nazionale, fra mare e terra. Il blocco di Suez ci colloca davanti a una nuova missione: far capire al Paese, ai media e all'opinione pubblica che la sopravvivenza economica, il benessere, le possibilità di ripresa del Paese anche dopo la pandemia dipendono da un solo fattore: i trasporti marittimi e quindi le relazioni commerciali che attraverso questi e i porti, l'Italia, specie in chiave mediterranea sarà in grado di ristabilire. E che il Canale di Suez non è un semplice nome sulla carta geografica, ma è il cordone ombelicale che tiene in vita l'economia italiana e impedisce a gran parte del Mediterraneo di assumere le sembianze di uno stagno». Lo ha sottolineato Alessandro Santi, presidente della federazione degli agenti marittimi italiani, Federagenti, osservando che «la sottovalutazione da parte di politica, istituzioni e media degli effetti potenzialmente gravissimi conseguenti il blocco del canale per l'Italia, ha evidenziato in modo drammatico come l'Italia, per decenni chiusa in se stessa e incapace di seguire la sua vocazione mercantile mediterranea, abbia perso di vista il ruolo strategico, unico, dei trasporti via mare, per l'approvvigionamento di materie prime, di energia, per poter esportare i suoi prodotti. In una parola: per essere competitiva».

Santi ha chiamato tutte le categorie che operano nella filiera dei trasporti marittimi a «mettersi in gioco con forza per rafforzare la centralità dell'economia dei trasporti marittimi, facendo in modo che quanto accaduto in questi giorni non venga velocemente dimenticato. Senza i trasporti marittimi - ha rilevato il presidente di Federagenti - l'economia italiana non esiste e un blocco prolungato di Suez, venendo all'attualità, ne annienterebbe la competitività e la capacità di stare sui mercati. Il nostro dovere è d'ora in avanti quello di farlo capire anche all'opinione pubblica, perché smuovano istituzioni, partiti, politica e burocrazia, che hanno trasformato 8.000 chilometri di coste, negli argini di un acquitrino».

«In questa ottica - ha concluso Santi - è necessario e urgente far sviluppare una consapevolezza nuova anche rispetto all'importanza del canale di Suez e alla necessità di tutelarne la piena operatività. A maggior ragione per l'Italia che da Suez dipende per l'approvvigionamento via mare di energia, di materie prime e per l'export di una quota superiore al 40% del totale. Costituiamo Comitati tecnici per qualsiasi cosa, il canale di Suez meriterebbe un osservatorio permanente, anche con il coinvolgimento di altri Paesi mediterranei e nella prospettiva di una collaborazione sempre più fattiva con l'Egitto che attraverso la Suez Canal Authority controlla questa via d'acqua, che per l'Italia rappresenta un'infrastruttura economica prioritaria».

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