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27 settembre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:09 GMT+2



24 agosto 2021

Nel secondo trimestre del 2021 il valore del commercio internazionale del G20 ha raggiunto un nuovo massimo

Segnali di rallentamento della crescita

Nel secondo trimestre di quest'anno il commercio internazionale delle nazioni del G20 ha raggiunto un nuovo massimo dopo i livelli record già registrati nel primo trimestre del 2021. In particolare - ha reso noto oggi l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) - le esportazioni e le importazioni di merci del G20, espresse in dollari statunitensi correnti destagionalizzati, sono aumentate rispettivamente del +4,1% e del +6,4% nel secondo trimestre. 2021 rispetto al trimestre precedente, in rallentamento rispetto ai tassi di crescita del primo trimestre 2021 (+8,6% e +8,5% rispettivamente per export e import).

L'OCSE ha specificato che, così come nel trimestre precedente, anche nel periodo aprile-giugno di quest'anno l'aumento dei prezzi delle materie prime spiega gran parte l'aumento del valore degli cambi commerciali dell'area G20 dato che la congestione del trasporto marittimo internazionale e i problemi di fornitura di semiconduttori hanno esercitato ulteriore pressione sul prezzo delle merci scambiate.

Nel secondo trimestre del 2021 le economie del G20 più dipendenti dalle esportazioni di materie prime essenziali hanno registrato una forte crescita dell'export, con una combinazione di prezzi in aumento, un'offerta globale limitata (ad esempio di rame) e una forte domanda (in particolare da Cina, Giappone e Corea). Le esportazioni australiane sono aumentate del +10,0% nel secondo trimestre del 2021, sulla scia dell'aumento delle vendite di cereali, metalli e carbone. Le esportazioni brasiliane sono aumentate del 29,4%, trainate dai minerali di ferro e dalla soia. Le esportazioni russe sono cresciute del +30,7% beneficiando principalmente dell'aumento dei prezzi dell'energia.

Relativamente al Nord America, nel secondo trimestre di quest'anno il valore degli scambi di merci ha raggiunto il massimo storico. Le esportazioni del Canada sono aumentate del +4,7%, trainate dai prodotti energetici e forestali e le importazioni sono aumentate del +3,6%, in gran parte grazie ai metalli e ai prodotti farmaceutici. Anche il Messico ha registrato una solida crescita nel trimestre: le esportazioni sono aumentate del +3,3% e le importazioni del +5,1%. Gli Stati Uniti hanno registrato una crescita del +6,8% delle esportazioni trainate da aeromobili, prodotti farmaceutici e semiconduttori e con una forte domanda da Canada e Messico, mentre le importazioni sono aumentate del +4,2%, grazie tra l'altro all'elevato valore delle importazioni di telefoni cellulari e nonostante il ristagnante mercato della vendita di automobili.

Nel periodo aprile-giugno del 2021 le economie europee del G20 hanno visto aumentare il loro commercio internazionale in particolare nel settore degli aerei, dei prodotti agricoli e dei prodotti farmaceutici, alimentato in particolare dalla domanda proveniente da Cina e Stati Uniti. In particolare, l'Unione Europea ha registrato una crescita delle esportazioni del +2,8% e una crescita delle importazioni del +5,7% (Francia +1,3% e +2,9%, Germania +1,3% e +6,3% e Italia +4,0% e +6,4%). Nel Regno Unito, le esportazioni sono aumentate del +12,3% e le importazioni del +11,3%, con un deciso rimbalzo dopo il rallentamento del precedente primo trimestre.

L'aumento dei prezzi delle materie prime è stato un fattore per il quale nel secondo trimestre del 2021 le importazioni sono aumentate più rapidamente delle esportazioni nelle economie del G20 dell'Asia orientale. Le esportazioni da Giappone e Corea sono cresciute del +2,7% e del +2,2%, mentre le importazioni sono aumentate rispettivamente del +7,4% e del +11,8%, con il commercio di veicoli e componenti che ha trainato l'aumento specialmente per la Corea. L'OCSE ha evidenziato infine che, dopo l'incredibile crescita (+18,6%) del trimestre precedente, nel secondo trimestre di quest'anno le esportazioni cinesi sono diminuite del -2,5%, mentre le importazioni hanno continuato ad espandersi (+10,9%), con forti acquisti di prodotti agricoli, metalli e semiconduttori.


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