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25 settembre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 23:13 GMT+2



6 settembre 2021

L'ICS, con Intercargo, presenta una proposta per tassare a livello mondiale le emissioni di carbonio delle navi

Si affianca al progetto di un fondo per la ricerca e lo sviluppo per la decarbonizzazione dello shipping presentato a fine 2019

Se poco meno di due anni fa l'International Chamber of Shipping (ICS), assieme ad altre primarie organizzazioni dell'industria armatoriale mondiale, aveva proposto l'istituzione di un fondo da cinque miliardi di dollari finanziato dal settore con lo scopo di sostenere la ricerca e lo sviluppo per la decarbonizzazione dello shipping ( del 18 dicembre 2019), oggi l'ICS ha avanzato un'altra proposta assai differente: a mettere i soldi sarebbero sempre le compagnie di navigazione, che però li verserebbero sotto forma di imposte.

La nuova proposta dell'International Chamber of Shipping, che non sostituisce ma si aggiunge a quella per il fondo da cinque miliardi e che è sostenuta dall'associazione degli armatori di flotte di rinfusiere Intercargo, prevede infatti la tassazione a livello mondiale delle emissioni di carbonio delle navi, imposizione fiscale - ha evidenziato l'ICS- che sarebbe la prima di questo tipo per qualsiasi settore industriale. A tal fine venerdì l'associazione ha chiesto alle Nazioni Unite che venga presa in considerazione una misura basata sul mercato accettata a livello internazionale al fine di accelerare l'adozione e l'utilizzo di combustibili navali a zero emissioni di carbonio.

La proposta presentata all'International Maritime Organization, l'agenzia dell'Onu incaricata di soprintendere alla sicurezza del trasporto marittimo e alla prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi, prevede che la tassa sia realizzata sotto forma di imposte obbligatorie per ogni tonnellata di CO2 emessa da navi di stazza lorda superiore a 5mila tonnellate.

Anche questa nuova proposta dell'ICS prevede l'istituzione di un fondo (Fondo IMO per il Clima) con le risorse generate da questa tassazione, che però dovrebbe essere utilizzato per colmare il divario di prezzo tra i combustibili navali convenzionali e quelli a zero emissioni di carbonio nonché per realizzare nei porti di tutto il mondo le infrastrutture di bunkeraggio necessarie per fornire alle navi combustibili come l'idrogeno o l'ammoniaca.

Inoltre il nuovo Fondo avrebbe il compito di calcolare i contributi climatici che dovranno essere corrisposti dalle navi, di raccoglierli e di accertarsi che questa tassa sia stata riscossa. L'ICS ha precisato che, al fine di ridurre al minimo gli oneri per gli Stati e garantire la rapida istituzione della tassa sul carbonio, il nuovo sistema si dovrebbe avvalere dei meccanismi già proposti per il fondo di ricerca e sviluppo da cinque miliardi di dollari proposto meno di due anni fa, sistema che - è l'auspicio dell'International Chamber of Shipping - dovrebbe essere approvato dall'IMO a novembre subito dopo la COP26, il summit dell'Onu sul cambiamento climatico che si terrà a Glasgow dal primo al 12 novembre prossimi.

Illustrando la nuova proposta, il segretario generale dell'ICS, Guy Platten, ha spiegato che «ciò di cui il trasporto marittimo ha bisogno è una misura come questa basata sul mercato e veramente globale che ridurrà il divario di prezzo tra i combustibili a zero emissioni di carbonio e i combustibili convenzionali. Il rapido sviluppo di un meccanismo di questo tipo - ha sottolineato - è ora di una necessità vitale se i governi vogliono agire oltre che fare retorica e dimostrare di mantenere un ruolo guida nella decarbonizzazione dello shipping».

«Non c'è dubbio - ha proseguito Platten - che i miglioramenti tecnologici possono consentire la transizione verso un trasporto marittimo ad emissioni zero. Tuttavia devono essere compiuti ancora enormi passi avanti se vogliamo che si possano implementare su larga scala. Ciò include la costruzione dell'infrastruttura necessaria per supportare tale transizione. Dobbiamo essere in grado di mettere in acqua navi a zero emissioni entro il 2030 senza problemi di prezzo e di sicurezza. Se l'IMO assicura il proprio sostegno alla nostra proposta - ha precisato il segretario generale dell'ICS - allora potremmo essere ancora in grado di cambiare questa situazione e distribuire le tecnologie in modo economico ed equo».

Nel presentare la propria proposta di una misura basata sul mercato a livello mondiale per lo shipping, l'ICS è tornata a respingere le ipotesi di adottare tale tipo di misura unilateralmente o a livello regionale, come la proposta della Commissione Europea di estendere il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE al trasporto marittimo internazionale ( del 14 luglio 2021).

«La Banca Mondiale e numerosi studi - ha evidenziato Platten - hanno concluso che la misura basata sul mercato globale più appropriata per ridurre le emissioni di carbonio dello shipping è un sistema basato su imposte. L'adozione della nostra proposta per un sistema basato sulla tassazione eviterà la volatilità propria dei sistemi di scambio di quote di emissioni, come l'UE ETS, che nel caso del trasporto marittimo - ha rimarcato il segretario generale dell'ICS - sembra più idoneo a generare introiti elargiti ai governi da parte dello shipping che non fa parte dell'UE piuttosto che ad aiutare il trasporto marittimo a decarbonizzarsi. Un sistema basato sulla tassazione - ha concluso Platten - può dare all'industria certezza dei prezzi e più stabilità per prendere decisioni circa gli investimenti in navi a zero emissioni di carbonio e lo sviluppo delle tecnologie per la riduzione delle emissioni».


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