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27 novembre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:51 GMT+1



29 ottobre 2021

Assiterminal condivide l'esortazione dei sindacati affinché a tutti i lavoratori portuali sia consentito un esodo anticipato

Ferrari: sarebbe paradossale che non ci fosse finalmente il riconoscimento del lavoro portuale quantomeno come “gravoso”

Ieri Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno invitato il governo a provvedere affinché tutti i lavoratori portuali possano beneficiare di un esodo anticipato. Un'esortazione condivisa dall'Associazione Italiana Port & Terminal Operators (Assiterminal): «abbiamo presentato noi di Assiterminal, d'accordo con tutto il comparto della portualità e i gruppi parlamentari di maggioranza della Commissione Trasporti della Camera - ha ricordato Alessandro Ferrari, direttore della rappresentanza dei terminalisti portuali - l'emendamento al decreto-legge Trasporti bis per agevolare l'avvio della costituzione di un fondo pensionistico (ma anche per politiche attive) per tutti i lavoratori portuali, partendo dal presupposto che è l'impegno che ci siamo presi tutti nel rinnovare il contratto di lavoro a inizio 2021: le aziende contribuiscono, i lavoratori pure (ognuno per la sua parte), si chiede solo di destinare una parte delle risorse già previste per i lavoratori in somministrazione (le Compagnie) o al più una minima percentuale di risorse aggiuntive, perché il fondo prima o poi possa essere utilizzato. Senza nulla togliere alle finanze dello stato. Risultato? Nulla», ha lamentato Ferrari.

«Il governo - ha ricordato inoltre il direttore di Assiterminal - sta lavorando sull'ampliamento delle categorie dei lavori gravosi e usuranti secondo classificazioni Istat (Ateco e Istat nomenclature statiche, per quanto aggiornate di un mondo che cambia ad alta velocità). Abbiamo fatto e ribadiremo le nostre proposte: sarebbe paradossale - ha rilevato Ferrari - che non ci fosse finalmente il riconoscimento del lavoro portuale quantomeno come “gravoso” visto ad esempio che l'Inail considera queste attività ad alto rischio infortunio con relativi premi assicurativi elevati (solo per fare un esempio non provocatorio)».

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