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27 novembre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:09 GMT+1



29 ottobre 2021

Innalzate le quote di pescaggio utile per le navi in arrivo e partenza dai porti di Venezia e Chioggia

Di Blasio: l'accessibilità nautica è elemento essenziale per lo sviluppo della portualità

La Capitaneria di Porto di Venezia, con l'ordinanza n. 99 dello scorso 15 ottobre, ha innalzato le quote di pescaggio utile per le navi in arrivo e partenza dal porto lagunare e così ha provveduto alla stessa data per lo scalo clodiense anche la Capitaneria di Porto di Chioggia con l'ordinanza n. 61. In particolare, l'ordinanza n. 99 che stabilisce il pescaggio massimo delle navi in navigazione nel Canale Malamocco-Marghera eleva i pescaggi a 11,50 metri rispetto ai 10,50 metri fissati nel 2018 per navi di lunghezza massima pari a 230 metri (per navi tra i 301 metri e i 335 metri il pescaggio massimo è stato fissato a 10,50 metri). Con l'ordinanza n° 61 della Capitaneria di Porto di Chioggia i nuovi pescaggi sono stati portati, per gli accosti dello scalo “Val da Rio”, fra i 6,5 metri e i sette metri mentre, per gli accosti dello scalo “Saloni”- canal Lombardo esterno (C1-C6), i pescaggi massimi consentiti sono pari ai sette metri.

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha specificato che l'aumento dei pescaggi è stato reso possibile a seguito di un progressivo lavoro di manutenzione dei canali portuali volti a migliorare l'accessibilità nautica. Gli interventi sul Canale Malamocco-Marghera, effettuati a partire dal 2019 e in parte tutt'ora in esecuzione, hanno infatti permesso di rimuovere circa un milione di di metri cubi di sedimenti (di cui, sulla base del Protocollo Fanghi del 1993, circa 150mila metri cubi classificati come “A” e utilizzati per interventi di ripristino morfologico mediante refluimento in barena, mentre i restanti, classificati come “B” sono stati conferiti presso l'Isola delle Tresse) nel tratto che va dal Bacino di evoluzione n°3 a Fusina e fino al “curvone” di San Leonardo per un investimento complessivo di circa 18,4 milioni di euro. Per quel che riguarda lo scalo di Chioggia invece, gli escavi manutentivi hanno permesso di rimuovere complessivamente circa 45mila metri cubi di sedimenti (tutti classificati come “B” sulla base del Protocollo Fanghi del 1993 e quindi conferiti presso l'Isola delle Tresse) per un investimento complessivo dell'intervento di circa 990mila euro.

Il presidente dell'AdSP, Fulvio Lino Di Blasio, ha ringraziato le Capitanerie di Porto di Venezia e di Chioggia per le nuove ordinanze, «che - ha rilevato - valorizzano, in sicurezza, il lavoro manutentivo svolto negli ultimi anni. L'accessibilità nautica infatti - ha sottolineato Di Blasio - è elemento essenziale per lo sviluppo della portualità in genere e lo è ancora di più per il sistema portuale veneto che presenta peculiarità tali, sia sotto un profilo marittimo-operativo, sia sotto un profilo ambientale, da rendere necessaria una forte spinta all'innovazione».

PSA Genova Pra

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