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27 gennaio 2022 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:43 GMT+1



29 novembre 2021

Clean Shipping Coalition, Transport & Environment e Seas at Risk furiose per l'esito della MEPC 77

Abbasov: i negoziati all'IMO sono come una telenovela

Se le organizzazioni armatoriali International Chamber of Shipping e World Shipping Council hanno genericamente accusato i governi rappresentati alla riunione della scorsa settimana del comitato MEPC dell'IMO di non aver voluto imprimere la necessaria accelerazione alle iniziative per la decarbonizzazione dello shipping, l'associazione non-profit e non-governativa Clean Shipping Coalition (CSC), che si occupa delle questioni ambientali del trasporto marittimo, ha fatto, per così dire, i nomi e cognomi delle nazioni che si sono opposte a questo impulso facendo mancare il loro sostegno all'adozione della risoluzione delle Isole del Pacifico: sono «Russia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Cina e Argentina che - ha denunciato l'organizzazione - si oppongono al consenso di oltre 100 Paesi a favore dell'allineamento dello shipping agli obiettivi dell'Accordo di Parigi».

«All'IMO - ha affermato il rappresentante della CSC, John Maggs - l'ambizione è stata nuovamente tenuta in ostaggio da un piccolo gruppo di Paesi decisi a rendere l'organizzazione impotente sulla questione più urgente della nostra epoca. Alla riunione c'era una maggioranza chiara e reale per una maggiore ambizione climatica, ma Russia, Arabia Saudita ed altri hanno fatto sì che ancora una volta l'IMO non sia riuscita a fare un passo verso misure sul clima per il trasporto marittimo».

«Quando si tratta di misure vincolanti sui combustibili verdi per lo shipping - ha confermato Faig Abbasov dell'associazione Transport & Environment - si sceglie di tergiversare in vista del 2022 senza senza alcun impegno per accelerarne l'adozione. I negoziati all'IMO - ha denunciato Abbasov - sono come una telenovela: ogni volta che pensi che lo slancio per l'azione sia maturo, ti rendi conto che ci vorranno ancora molte stagioni prima che venga assunta una decisione definitiva».

Delusione per l'esito della sessione della MEPC è stata espressa anche dall'associazione Seas at Risk: «coloro che all'IMO bloccano l'azione sul clima - ha spiegato la rappresentante dell'associazione, Lucy Gilliam - stanno impedendo anche all'organizzazione di occuparsi di molte altre questioni ambientali importanti. Coloro che bloccano hanno causato pericolosi ritardi su quasi tutti i punti all'ordine del giorno. Dopo due anni di rinvii - ha precisato - all'urgente tema dell'inquinamento da plastica dovuto al trasporto marittimo è stata concessa appena un'ora di discussione ed ogni questione è stata rinviata al prossimo anno».

LineaMessina

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