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31 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:54 GMT+1



CENTRO ITALIANO STUDI CONTAINERS ANNO XVII - Numero 2/99 - FEBBRAIO 1999

Trasporto marittimo

L'espansione dei traffici nella regione del Baltico

Nel 1997, mediamente 73 navi al giorno operavano nel Mar Baltico (in traffici relativi a merci generali, rinfuse e contenitori), trasportando più di 80 tonnellate - circa il 7% dei traffici globali di origine marittima - di cui approssimativamente un quarto era costituito da carichi containerizzati. Il Mar Baltico ed i Paesi che lo circondano rappresentano un'area di imponente crescita per i traffici containerizzati nel prossimo millennio, consentendo l'apertura di nuovi traffici da e per il Nord Europa. La rivista International Container Review ha esplorato questo potenziale, soffermandosi anche sulla crisi economica russa e sul suo impatto sui traffici del Baltico.

Nel contesto dell'espansione dei mercati dei traffici negli Stati baltici, vi è una crescente tendenza verso la containerizzazione e verso l'abbandono del trasporto tradizionale camionistico basato su rimorchi/ro-ro. Le linee di navigazione, gli operatori dei porti ed i fornitori intermodali stanno rispondendo a questo cambiamento, mirando a rafforzare i traffici nell'ambito del Baltico, ma anche ad assicurare servizi alternativi competitivi alla volta dei mercati dell'Europa centro-orientale.

Di conseguenza, Stati come la Lettonia hanno fatto registrare un generale incremento dei traffici (containerizzati o meno), tanto che ci si aspetta che i volumi raggiungano i 50 milioni di tonnellate in Lettonia, malgrado la crisi russa. Un certo numero di porti, tra cui Ventspils (il maggior porto lettone) sta adesso lavorando in prossimità della capacità massima e gli investimenti in potenziale presso gli altri porti promettono un brillante futuro per il trasporto marittimo di containers nella regione, relativamente alle condizioni di traffico.

Iniziative regionali

Un certo numero di organismi e di iniziative regionali stanno contribuendo a proteggere e ad espandere i traffici nel Baltico. I programmi regionali supportano gli investimenti effettuati dalle singole imprese, incrementando la concorrenza ed assicurando una transizione liscia dalle operazioni di trasporto statali a quelle privatizzate. Di seguito vengono elencate solo alcune delle iniziative in atto nel Baltico.

Il CBSS e la Baltic 21

Il CBSS (Consiglio degli Stati del Mar Baltico) è stato istituito a marzo del 1992 su iniziativa tedesco-danese. Ne fanno parte Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Russia, Svezia e la Commissione Europea.

L'idea era quella di costituire una forum per la cooperazione dei soggetti impegnati nei traffici emergenti intorno al Mar Baltico. Il suo scopo è quello di realizzare uno sviluppo veramente democratico nella regione ed una maggiore unità tra i Paesi membri, nonché quello di assicurare uno sviluppo economico vantaggioso. Sebbene in origine non fosse un organismo internazionale, il Consiglio successivamente è divenuto una piattaforma internazionale per i ministri degli esteri dei Paesi membri e per la Commissione Europea. Nel 1998 il CBSS ha costituito una segreteria permanente a Stoccolma, con il compito di incoraggiare ulteriormente la cooperazione.

Inoltre, i ministri hanno adottato a giugno la Baltic 21 - per esteso Agenda 21 per la Regione del Mar Baltico - vale a dire un programma di iniziative completo per lo sviluppo sostenibile nella regione, inerente alla maggior parte dei settori imprenditoriali, tra cui i trasporti.

Dar voce alle problematiche regionali

La BCCA (Associazione Camere di Commercio del Mar Baltico) funge da complemento al ruolo maggiormente orientato al settore marittimo del CBSS. Anch'essa istituita nel 1992, la BCCA riunisce 52 Camere di Commercio situate in Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Russia e Svezia. Costituita al fine di dare alla comunità imprenditoriale baltica una voce comune in ordine ai problemi condivisi, la BCCA ora rappresenta più di 400.000 imprese in tutta l'Europa settentrionale e nord-orientale.

La Libera Comunicazione Portuale del Baltico

Il progetto BOPCom (Libera Comunicazione Portuale Baltica di Base) rappresenta uno dei maggiori progetti - quanto a dimensioni - relativi ai trasporti marittimi nel contesto del 4° Programma Strutturale per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico della Commissione Europea. La piattaforma per le comunicazioni accrescerà le opzioni pratiche per tutti coloro che sono impegnati nel settore marittimo del Baltico di pervenire ad una maggiore cooperazione, supportando le piattaforme organizzative della BCCA e del CBSS.

L'obiettivo primario del BOPCom è quello di incrementare l'efficienza del trasporto marittimo in Europa. A questo scopo, il BOPCom, che coinvolge 30 partecipanti appartenenti a 10 Paesi, sta sviluppando alcune applicazioni portuali inerenti a registrazione, movimentazione delle merci pericolose, movimentazione navi, gestione degli ormeggi, collegamenti con l'hinterland e trasbordo. Il programma utilizzerà un interfaccia comune unitamente ad un'innovativa architettura telematica aperta al fine di mettere in grado i sistemi applicativi portuali (sia esistenti che nuovi) di scambiarsi le informazioni in modo più efficace.

I soci di primaria importanza TZL (Technikzentrum di Lubecca) ed ISL (Istituto di Economia e Logistica Marittima) stanno implementando una piattaforma aperta, al fine di pervenire alla massima flessibilità. Nell'ambito del BOPCom un nuovo strumento denominato "Gestione Interconnessione" è in grado di collegare le attuali applicazioni senza necessità di modificare le applicazioni medesime (BOPCom Direct). Ciò sarà particolarmente utile per i porti di piccole e medie dimensioni e le imprese non dotate di sistemi applicativi appropriati che desiderano collegarsi servendosi della tecnologia Internet (BOPCom Online).

Tra gli utenti si possono annoverare caricatori, vettori di merci, operatori portuali, autorità portuali, armatori e spedizionieri. Sebbene il Baltico costituisca il centro focale di tale iniziativa, in questo programma pan-europeo sono impegnati anche soggetti dell'Europa meridionale e del Mediterraneo.

L'impatto della crisi russa

Gli anni '90 hanno dato luogo ad una serie di iniziative regionali. Tuttavia, le relazioni della Russia con gli Stati baltici e gli effetti della svalutazione del rublo non dovrebbero essere trascurati. Pekka Sutela, Capo della Banca dell'Istituto Finlandese delle Economie di Transizione, ha fornito un'analisi dell'economia e della politica russa in occasione del Bulkforum a settembre. Sutela ha indicato che il debito accumulato a causa del deficit fiscale annuo del PIL pari al 5-8% dal 1993 ad oggi non è più sostenibile. Tuttavia, le implicazioni per il trasporto marittimo ed i traffici con i vicini baltici della Russia non sono tutte sfavorevoli. In primo luogo, Sutela ha sottolineato che non vi saranno fondi a disposizione dei progetti logistici miranti a bypassare il Baltico. Di modo che, malgrado la crisi, la Russia manterrà un elevato livello di traffici con l'estero, per i quali si servirà delle ferrovie, delle strade e degli scali baltici.

Le cattive notizie sono rappresentate dal fatto che il livello delle esportazioni baltiche alla volta della Russia è calato e continuerà a farlo, a causa del rublo debole. La Russia rappresenta un importante partner commerciale della regione, di modo che la sua crisi economica avrà inevitabilmente effetto, in un certo qual modo, sui Paesi vicini.

L'impatto negativo della Russia sui suoi vicini baltici, tuttavia, sarà limitato al breve termine. Questo enorme Paese, dotato di scarso accesso ai mercati dei mari liberi dai ghiacci, assicura un ruolo vitale al trasporto marittimo nella regione baltica. Questa nicchia, consolidata da investimenti nella regione, sia nazionali che esteri, finirà per tracciare nuove rotte concorrenziali alla volta dei Paesi dell'Europa orientale e centrale.

Traffici in equilibrio

Gli squilibri commerciali, naturalmente, hanno conseguenze sui prezzi del trasporto marittimo di contenitori. Come descritto da Jorma Taina, professore presso il dipartimento di marketing della Scuola di Economia di Turku, nel corso del Bulkforum a settembre, i traffici di origine marittima in uscita dal Baltico consistono per lo più di spedizioni di rinfuse attraverso la Russia ovvero i porti statali baltici. Tuttavia, il traffico di merci generali attraverso il Baltico in gran parte consiste di merci importate, molte delle quali attraverso i porti finlandesi. Questo modello di traffico rende difficile combinare le spedizioni in importazione ed esportazione sulla stessa nave. Volendo spingersi oltre le argomentazioni di Taina, lo stesso può dirsi per le linee di navigazione containerizzate che devono assorbire il costo del trasporto dei containers vuoti, il quale viene aggravato dallo squilibrio delle importazioni/esportazioni risultanti dalla crisi russa.

Sviluppi portuali

Noncuranti delle sfide economiche a breve termine, le autorità portuali hanno adottato un punto di vista più a lungo termine, allo scopo di raccogliere i benefici del potenziale marittimo non ancora sfruttato della regione. I dati citati da Rikumatti Levomäki del Centro Formazione Marittima dell'Università di Turku si riferiscono complessivamente a 14 iniziative portuali nella regione baltica, tra cui sette in Russia e due in Finlandia. Tra di loro vi sono progetti inerenti all'accrescimento della capacità portuale a S.Pietroburgo, a Kaliningrad, a Muga (in Estonia), a Riga ed a Ventspils (in Lettonia) ed infine a Klaipeda (in Lituania). Nel contempo, le autorità portuali hanno in programma la costruzione di un nuovo porto containerizzato a Kotka/Hamina, in grado di movimentare ogni anno 350.000 TEU. Questi sviluppi sono stati descritti nel contesto della presentazione di Jorma Taina su "Trasporto marittimo, logistica e sviluppo portuale" in occasione del Bulkforum.

Prospettive a lungo termine

Sembrerebbe che la crisi russa sia superabile; certamente, non ha smorzato gli entusiasmi relativi ad ulteriori sviluppi del trasporto marittimo containerizzato nella regione, data la persistente conversione alla containerizzazione in linea con il resto d'Europa. Le iniziative regionali governative ed i programmi privati d'investimento hanno dominato gli anni '90, tanto è vero che i costi del trasporto sono divenuti un'importante problematica nelle economie decentralizzate dell'Est europeo. Ulteriormente rafforzata dagli investitori stranieri, intenzionata ad ampliare le proprie reti continentali, la regione marittima del Baltico continuerà a diventare sempre più forte.
(da: International Container Review, autunno/inverno 1998)

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