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21 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21:28 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXV - Numero 9/2007 - SETTEMBRE 2007

Leasing

Nuova vita per la GE SeaCo

Alla società di leasing di contenitori GE SeaCo, associazione d’impresa tra la GE Capital Corp e la problematica Sea Containers, secondo il c.e.o. Angus Frew è stato finalmente “tolto il guinzaglio”.

A metà giugno la GE SeaCo ha aperto un nuovo ufficio centrale nei pressi del London Bridge, nel cuore di Londra, dopo aver lasciato l’ufficio sul Tamigi, ereditato dalla Sea Containers, che in precedenza occupava.

Frew afferma che lo stare in quegli uffici ed il dover dipendere dalla Sea Containers per l’informatica e gli altri servizi aziendali rendeva difficile per la GE SeaCo essere, ed essere considerata, una distinta società.

Il 1° luglio è divenuto operativo un nuovo sistema informatico sviluppato dalla SAP per gestire le operazioni giornaliere, la fatturazione e gli altri aspetti dell’attività di noleggio contenitori.

Dichiara Frew: “Adesso, potremo concentrarci sullo sviluppo della GE SeaCo quale società che sta in piedi con le proprie gambe, come in effetti siamo; in tale contesto, procederemo al taglio di un terzo dei costi di gestione”.

L’accordo di servizio tra la GE e la Sea Containers è stato annullato lo scorso anno in seguito all’arbitrato sugli oneri di gestione che la Sea Containers aveva imposto all’associazione.

La GE ha vinto la causa e ha ottenuto il pagamento di un rimborso di notevole entità.

Alla GE è stato altresì riconosciuto il diritto di nominare un nono consigliere di amministrazione, il che le dà una maggioranze di 5 a 4 nel consiglio della GE SeaCo; ciò, a detta di Frew, “ci ha reso la vita più facile, oltre a far diventare meno lunghe le riunioni di consiglio”.

La GE SeaCo afferma di essere la maggiore società di leasing in termini di capitale impiegato, in ragione della grossa flotta di refrigerati e cisterne che costano molto.

Ciò inoltre - sempre a giudizio della società - le assicura un chiaro vantaggio sui suoi concorrenti, a causa degli scarsi ritorni che si possono conseguire nel noleggio dei box per carichi secchi.

“Attualmente, ci stiamo concentrando maggiormente sui settori dei reefers e delle cisterne” dichiara Frew. “La nostra flotta diversificata ci consente di concentrarci sui settori di mercato che risultano essere migliori per la società”.

Secondo Frew, tradizionalmente, ritorni di 0,4 dollari USA su 1.000 investiti - anzi, adesso siamo sui 0,3 dollari USA - è tutto ciò che si riesce a conseguire nel mercato delle unità per carichi secchi.

Al fine di concentrare meglio gli sforzi, la GE SeaCo ha ridotto il numero dei propri uffici regionali da cinque a tre e ha spostato alcuni uffici in località maggiormente appropriate, affermando di essere adesso meglio di grado di concentrarsi sui mercati emergenti quali Russia, India e Cina.

Peraltro, esiste ancora una vertenza da dirimere nel battibecco fra i due proprietari.

La GE afferma che le dimissioni di James Sherwood lo scorso anno da presidente della Sea Containers hanno rappresentato un significativo cambiamento nelle posizioni di controllo e che, pertanto, essa ora ha il diritto di procedere all’acquisizione della quota del 50% della GE SeaCo appartenente alla Sea Containers.

La decisione in merito a questo arbitrato è attesa prima della fine dell’anno, ma, anche in caso di vittoria della GE, non vi è alcuna certezza sul fatto che essa eserciti realmente tale diritto.
(da: Cargo Systems, luglio & agosto 2007, pag. 55)



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Anno XXV
Numero 9/2007

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