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31 juillet 2014 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 07:22 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNÉE XXV - Numéro 10/2007 - OCTOBRE 2007

Leasing

L'ascesa della XINES

Il mutato mercato degli ultimi tre anni ha apportato nuove sfide all'industria di noleggio della logistica, così come l'avvio di nuove imprese.

Tra queste ultime, la più in vista è la XINES Ltd che dato il via alle operazioni nell'aprile 2005, e già da subito ha traguardato con decisione il proprio ingresso nella classifica dei maggiori operatori.

La società è supportata da investitori di Hong Kong, ma ha il proprio quartier generale operativo ad Amburgo ed uffici regionali in Cina, a Taiwan, in Sud Corea, Giappone e Brasile (così come in Germania e a Hong Kong).

La sua flotta ha raggiunto i 170.000 TEU alla fine di luglio, quando la sua composizione comprendeva circa 115.000 TEU di equipaggiamento dotato del logo della XINES, oltre ad altri 55.600 TEU recanti i colori di varie linee di navigazione.

Questi ultimi sono stati acquistati da un diverso finanziatore nel corso di giugno del 2006 in occasione di una transazione eccezionale, e potrebbero ancora essere rivenduti nuovamente in qualche momento del futuro.

La XINES ha acquisito la propria dotazione di box al crescente ritmo di 3.000-5.000 TEU al mese dal momento del suo lancio, arrivando sino a 25.000 TEU alla fine del 2005 e ad 85.000 TEU al momento del secondo anniversario della società, ad aprile di quest'anno.

Essa attualmente effettua operazioni solamente con equipaggiamento standard per carichi secchi, suddiviso approssimativamente in 65% di 20 piedi, 8% di 40 piedi e 27% di 40 piedi high-cube alla metà della 2007.

La maggior parte dell'equipaggiamento è stata noleggiata per una durata iniziale standard a lungo termine di cinque anni.

La XINES è guidata dal presidente nonché maggiore azionista Mark Wilkinson, che ha avuto un ruolo decisivo nella creazione della società.

Il suo coinvolgimento nel settore contenitori dura da 20 anni, in varie società quali ITS, CMA e, da ultimo, Capital Lease.

Egli è stato, infatti, il secondo dipendente ad entrare nella Capital, nel 1997, e ha trascorso otto anni lavorando in tutti i suoi dipartimenti che contano, salendo fino alla posizione di vice presidente esecutivo.

Wilkinson ha lasciato la Capital all'inizio del 2005, quando è stato contattato da un investitore interessato a finanziare una società che apportasse un nuovo marchio nel settore del leasing.

Quest'ultimo “sentiva che l'iniziativa fosse giusta” e che il periodo trascorso alla Capital aveva dato a Wilkinson l'esperienza necessaria a far partire da zero una ditta di noleggio di box.

Sebbene aspiri a raggiungere alla fine la testa della classifica, Wilkinson è al momento desideroso di gestire al meglio la crescita della XINES, piuttosto che aspirare ciecamente all'espansione della flotta di per se stessa.

Spiega infatti: “Se la società cresce troppo rapidamente, crea problemi non necessari, sebbene un incremento troppo lento, al contrario, non riesca a conseguire le economie di scala necessarie per imporsi sul mercato”.

Wilkinson riferisce, tuttavia, che la XINES sin dall'inizio ha ricevuto un buon sostegno dalla clientela, dai fornitori e dagli investitori, il che fa ben sperare per il futuro.

La crescita iniziale della XINES, a giudizio di Wilkinson, è anche coincisa con sottili ma fondamentali cambiamenti in ordine allo stile ed alla sostanza della moderna attività di leasing di contenitori.

Poiché in misura sempre maggiore ben poche sono le differenze tra i singoli operatori, in termini delle loro rispettive gamme di prodotto o di portafoglio noleggi, la qualità della gestione e del personale diventa sempre più importante.

Anche il fiuto per i finanziamenti di un noleggiatore si è guadagnato un posto in prima fila negli ultimi anni, dal momento che i ritorni sull'investimento si sono ridotti ed il costo (piuttosto che la disponibilità) del capitale è diventato decisivo.

Nello spiegare che l'attività di noleggio dei box è ora molto più standardizzata di quanto non sia mai stata prima, Wilkinson afferma che “migliore è la gente che lavora con te, migliori sono i risultati ottenuti”.

Ciò può riferirsi in eguale misura alla raccolta di finanziamenti, all'approvvigionamento di contenitori, alla contrattazione di termini e condizioni tariffarie ed alle attività correlate che ne conseguono.

A questo fine, la XINES ha messo assieme una squadra relativamente giovane, con alcuni manager reclutati al di fuori dell'attività relativa ai containers, nel tentativo di apportare nuove prospettive al settore.

Tra loro vi sono Sven Klabe, vice presidente del marketing, proveniente dall'organizzazione Hertz, e Kai Hopfner, vice presidente finanze ed amministrazione, proveniente dalla Ernst and Young.

Sebbene egli ammetta che questo influsso di “sangue esterno” abbia costituito una sfida, la svelta abilità e la composita esperienza di tale personale ha in genere apportato di per sé un nuovo dinamismo.

Wilkinson sostiene altresì che le ditte di noleggio di box oggi hanno bisogno di una approfondita conoscenza delle opzioni finanziarie, dal momento che il costo del capitale rappresenta il principale fattore determinante delle tariffe di noleggio e sempre più esso decide la scelta delle linee di navigazione a favore del leasing piuttosto che dell'acquisto/finanziamento diretto del proprio equipaggiamento.

Di conseguenza, le relazioni tra una ditta di noleggio ed i suoi finanziatori stanno diventando altrettanto importanti di quelle che si intrattengono con i clienti.

A questo riguardo, il leasing di contenitori oggi non è molto diverso da molti altri settori di primaria importanza dell'industria ed è meno in grado di stare in commercio con l'approccio più particolare adottato in passato da certe società e da taluni singoli.

Il finanziamento della XINES finora è stato poco diverso da quello di molti suoi concorrenti, dal momento che è stato fatto ampiamente uso di finanziamenti tramite acquisto di quote azionarie da parte di privati sin dall'inizio.

Tuttavia, Wilkinson ha affermato che si è fatto ricorso anche al credito bancario e che quest'ultimo ha guadagnato importanza man mano che la società maturava ed entrava nella fase di crescita successiva.

Dichiara infatti: “Anche se la maggior parte delle banche sono oggi ricettive all'idea di investire in equipaggiamento containerizzato, dato che comprendono meglio i rischi correlati a questa categoria di beni, non è ancora possibile far crescere una società molto giovane utilizzando il solo finanziamento bancario, poiché molti di coloro che concedono prestiti richiedono precise garanzie prima di impegnarsi.

Il finanziamento privato mediante acquisto di quote, invece, da tempo è riuscito a colmare il divario e, sebbene sia più costoso, in genere è più abbondante e facilmente accessibile”.

E questo è ciò che certamente è avvenuto nel corso dell'ultimo decennio; le cose, peraltro, potrebbero cambiare in futuro, dal momento che alcune fonti di finanziamento ad opera di privati potrebbero essere dirottate verso altri settori industriali - ad esempio quello delle linee aeree - dai quali essi sperano di ricavare migliori ritorni.

Wilkinson suggerisce che alcune fonti di finanziamento privato potrebbero venir meno tutte assieme, dal momento che i ritorni sugli investimenti sono soggetti a pressioni sempre maggiori e le ditte di leasing sono sempre più strette tra i relativamente alti costi dei containers ed il crescente potere di acquisto delle linee di navigazione, che di per sè rappresenta il prodotto della strabiliante crescita al vertice.

Il prodotto finale e definitivo sarà costituito dall'ulteriore consolidamento nell'ambito del settore del noleggio dei contenitori.

Guardando avanti, Wilkinson pertanto non ha dubbi sul fatto che il settore del noleggio di containers debba affrontare ulteriori sfide: “Stiamo entrando in un ciclo interessante, anche se difficile.

Molte figure di primo piano del settore stanno ora uscendo dal settore o prendendo in considerazione l'ipotesi di farlo.

Il noleggio di box continua ad evolversi: solo 10 anni fa, era ancora relativamente facile acquisire e noleggiare i containers, sebbene poi fosse arduo riuscire ad ottenere finanziamenti”.

Oggi accade il contrario, dal momento che tutti i noleggiatori di containers riescono ad attirare meglio i capitali, ma sono schiacciati dall'aumentato potere di acquisto delle fabbriche di box e dalla maggiore influenza delle linee di navigazione.

In breve, un operatore del settore dovrà essere scaltro e sottile per sopravvivere alla crescente pressione sul mercato del noleggio di box del futuro.
(da: Containerisation International, settembre 2007, pag. 75)


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