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9 febbraio 2012 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11.26 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVII - Numero 5/2009 - MAGGIO 2009

Legislazione

Responsabilità ambientale: una direttiva da prendere sul serio

Secondo la Marsh, la nuova direttiva dell'Unione Europea sulla responsabilità ambientale (ELD) potrebbe avere un impatto enorme sui progetti di sviluppo portuali.

La direttiva, uno degli strumenti normativi di più lunga portata in materia ambientale degli ultimi tempi, si basa sui principi del "precauzionale" e del "chi inquina, paga", il che significa che l'operatore di qualsiasi attività potenzialmente inquinante sarà obbligato ad intraprendere iniziative proattive al fine di prevenire e, laddove necessario, porre rimedio a qualsiasi danno di natura ambientale.

In questa dizione viene compreso qualsiasi danno a specie protette ed a habitat naturali, fra cui i siti di speciale interesse scientifico, i danni alle acque, compreso l'inquinamento delle acque freatiche e delle acque di superficie, nonché la contaminazione del terreno mediante un inquinamento che crei un rischio significativo per la salute umana.

"La direttiva ELD pone un onere assai maggiore sui porti in termini di come essi interagiscono in generale con l'ambiente" afferma Mark Taylor della Marsh.

"I progetti portuali sono particolarmente interessati da questa normativa perché risiedono sulla costa, quindi potenzialmente sensibili agli habitat ambientali, con un elevato ammontare di movimentazioni di traffico e notevoli pressioni di potenziale inquinamento".

La Marsh riferisce l'avvio di una pletora di indagini maggiormente correlate all'ambiente, che potrebbero comportare un lavoro di consulenza ovvero un maggiore interesse nei confronti delle politiche di responsabilità ambientale nel corso delle fasi sia realizzativa che operativa.

"Se si disturba un habitat sensibile, si potrebbe essere costretti a ripristinarlo nel caso lo si fosse danneggiato o, qualora si fosse nell'impossibilità fisica di farlo, si sarebbe costretti a ricrearlo in qualche altro modo" afferma Taylor.

"In questa situazione, esiste un sacco di rischio potenziale.

I clienti si stanno davvero svegliando circa il fatto di poter essere assoggettati a questa responsabilità e si sono dati alla ricerca di assicurazioni, consigli o soluzioni che possano aiutarli".
(da: portstrategy.com, 05.05.2009)



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Anno XXVII
Numero 5/2009

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