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FORUM des opérateurs maritimes
et de la logistique


61a Assemblea Annuale

Relazione del Presidente, Filippo Gallo


Lecce, 28 maggio 2010


Signore e Signori, Autorità,

per la prima volta l'Assemblea Generale degli agenti e mediatori marittimi si tiene a Lecce, una città in realtà priva di un porto, il luogo per eccellenza dove si svolgono le nostre attività di raccomandazione e mediazione marittima. Ma, coscientemente, abbiamo scelto questa bellissima culla del barocco italiano perché facente parte di una Regione come la Puglia che di vocazione marinara ne ha invece moltissima, con ben dieci località con rilevanti attività portuali.

Il 2009 passerà alla storia dello shipping come un anno tra i più difficili dell'epoca moderna. Già a fine 2008 si erano manifestati i primi segnali di una crisi finanziaria che nell'arco di poche settimane avrebbe coinvolto tutta l'economia mondiale. Per sua natura, l'industria marittima è sempre la prima ad essere colpita, e per questo fummo i primi a cogliere i segni del cambiamento. I primi mesi del 2009 sono stati sicuramente i più drammatici, con i bilanci di tutti gli armatori e delle compagnie di linea in profondo rosso e con il blocco sostanziale degli ordini per nuove costruzioni ai cantieri navali. Ma un dato emerge oggi in tutta evidenza: nel momento più difficile a memoria d'uomo, l'industria dello shipping ha dimostrato di avere una straordinaria solidità, che le ha permesso di superare una congiuntura così negativa limitando al minimo le perdite. Nessuna fra le maggiori compagnie armatoriali ha dovuto portare i libri in Tribunale, nessuna fra le nostre agenzie marittime ha dovuto alzare bandiera bianca.

I colpi di scena sono stati tanti, così come tante sono le lezioni che abbiamo tratto sulla velocità del cambiamento e sulla difficoltà di fare previsioni a lungo termine, con la conseguente necessità di continui aggiustamenti e cambiamenti di rotta. Perché una cosa soprattutto è oggi chiara a tutti: che in questo anno e mezzo la geografia economica del mondo è radicalmente cambiata, e nulla sarà come prima. Il baricentro economico si è definitivamente spostato ad Oriente, mentre il ripiegamento dell'asse transatlantico sembra ormai irreversibile, almeno in termini di volumi di traffico.

Pensare oggi che passata la crisi si potrà tornare ad operare nelle stesse condizioni di prima significherebbe commettere errori simili a quelli compiuti nella seconda metà degli anni '70, dopo i due choc petroliferi che anche allora cambiarono la geografia politica del mondo. Quelli che capirono che l'asse della produzione si sarebbe spostato con ancora maggiore velocità in Giappone ed in Corea con nuovi modelli di sviluppo e di organizzazione del lavoro colsero straordinarie opportunità di mercato, mentre quelli che non si resero conto del cambiamento, ad iniziare da molte industrie italiane, furono progressivamente marginalizzate.

La storia si ripete: quasi nessuno ha saputo prevedere per tempo la crisi di fine 2008, pochi hanno azzeccato i tempi dell'uscita dalla recessione e pochissimi ci avevano messo in guardia contro la possibilità di implosione del sistema europeo, emersa con fragore con il rischio di insolvenza di un Paese come la Grecia. Così ci ritroviamo nel mezzo di una nuova crisi europea che si sovrappone a quella internazionale. Con il rischio che il blocco di molti investimenti si riveli una cattiva terapia per un'economia di trasformazione come la nostra, che ha bisogno di ridare competitività al sistema proprio con la realizzazione di opere infrastrutturali troppo a lungo ritardate. Purtroppo è soprattutto la cattiva finanza che continua a prosperare, malgrado tutte le rassicurazioni delle banche centrali. Non più e non solo negli Stati Uniti ed in Europa ma anche e soprattutto in Oriente ed in particolare in Cina, dove vi sono titoli che nei mesi della crisi hanno guadagnato il 200, il 300 e perfino il 400%.

Questa volta, tuttavia, le imprese italiane nel loro complesso si presentano più attrezzate sul mercato emergente. Le aziende italiane in Cina sono oltre 2 mila e gli impianti produttivi più di 600. Gli investimenti italiani in Cina degli ultimi 15 anni sono stati ingenti. Si sarebbe potuto fare molto di più, perché l'Italia è solo quarta per interscambio dietro a Germania, Francia ed Olanda. E quest'ultima, come ben sappiamo, deve la sua posizione al porto di Rotterdam e al suo sistema logistico. L'Italia conferma invece il suo cronico disavanzo con la Cina, innescato sia dalle delocalizzazioni che dall'acquisto di beni a basso costo di produzione. Solo lo scorso anno sono stati importati beni per più di 20 miliardi di euro, e per Pechino l'Italia è salita alla decima piazza globale. Ma oggi è necessario un ulteriore salto di qualità, che consenta ad entrambi i Paesi di diventare complementari, pur con le debite proporzioni. Un buon punto di partenza potrebbe essere quello degli investimenti esteri diretti, il settore nel quale il nostro Paese è cronicamente fra i più arretrati in Europa. L'opportunità è il fondo sovrano cinese, che ha destinato all'Europa 200 miliardi della sua dotazione di 600 miliardi di dollari per investimenti strategici. I settori sui quali investire sono molti, ma una posizione di rilievo dovrebbe essere assunta dai trasporti e dalla logistica. Naturalmente se gli investimenti cinesi saranno agevolati e non visti con il solito sospetto.

Non bisogna tuttavia dimenticare che una delle ragioni della crisi è stata la convinzione della possibilità di una crescita illimitata, dopo un decennio al gran galoppo. Ed è stato in gran parte proprio il ‘fattore Cina' a far spingere troppo sull'acceleratore, con i suoi trend di crescita a doppia cifra. La crisi del credito seguita all'esplodere della bolla finanziaria americana ha coinvolto tutti i settori produttivi, con un effetto domino inarrestabile. Per tutti il tema dominante dell'anno è stata la sopravvivenza, piuttosto che la quota di mercato.

La crisi dello shipping è stata il riflesso a livello globale dell'economia dei paesi economicamente più sviluppati, accentuato da una crisi di sistema. Non dimentichiamo che la recessione ha preso l'avvio da una crisi finanziaria ed ha fatto presto sentire i suoi effetti sull'economia reale. La conseguenza è stato il tracollo del commercio che ha interessato le materie prime, dalle commodities ai prodotti petroliferi fino ai prodotti finiti, a conseguenza del calo dei consumi. Lo shipping, gravato da un order-book eccessivo, sostenuto da speculazioni finanziarie e dalla comparsa improvvisa di operatori non professionisti, ha subito queste circostanze negative con pesanti ripercussioni sulla stabilità economica di alcuni settori armatoriali.

Per fortuna i danni sono stati limitati, grazie alla solidità dei fondamentali sui quali il nostro settore si è sempre basato. Complessivamente, il traffico marittimo è stato lo scorso anno di 7,8 miliardi di tonnellate, il 4,5% in meno rispetto al volume record di 8,2 miliardi di tonnellate raggiunto nel 2008. La contrazione dei beni di consumo ha determinato la flessione dei traffici containerizzati, scesi in un anno del 9% da 1,3 a 1,2 miliardi di tonnellate. Gli anni precedenti erano stati positivi. Discreto il 2006, ottimo il 2007 ma già eroso dalla crisi il 2008. Le compagnie si sono così trovate a dover fronteggiare il 2009 con un portafoglio ordini troppo ricco e scarse risorse a disposizione. Con la costante della sovraccapacità di stiva rispetto alla domanda, un tema che crediamo caratterizzerà il settore anche per il prossimo anno. Innanzi tutto per una questione tecnologica: gli armatori hanno investito molto nelle nuove costruzioni, con innovazioni che sono state addirittura straordinarie. Per fare solo due esempi, pensiamo alle mega portacontenitori da oltre 13.000 teus che si stanno introducendo sulle grandi rotte internazionali, ma anche alla normalità di navi da oltre 6.500 teus impegnate sulle rotte regionali. Oppure alle grandi navi da crociera, prodotte principalmente in Italia, eccezionalmente diverse da quelle che venivano realizzate solo dieci o quindici anni fa. Per non parlare dell'attenzione degli armatori alla protezione dell'ambiente e alla qualità della vita a bordo, temi sui quali i passi in avanti realizzati dai Paesi più avanzati sono stati addirittura epocali.

Per far fronte alla crisi, le agenzie marittime hanno dovuto dar corso a drastici programmi di abbattimento delle spese, che nella gran parte dei casi si è riusciti ad ottenere senza riduzioni strutturali del personale o con esuberi limitati. In Italia le agenzie marittime hanno potuto beneficiare in molte Regioni dei contributi locali per la cassa integrazione in deroga, che ha consentito di mantenere il lavoro a diverse centinaia di persone. È uno strumento che ha ben funzionato, e che in alcuni casi continua ad essere utilizzato anche quest'anno, pur nella limitatezza dei fondi disponibili. In una situazione così difficile e articolata emerge anche l'utilità per le compagnie di linea di valorizzare nuovamente le figure degli agenti raccomandatari a servizio degli armatori. È una riflessione che riguarda in particolare alcuni settori dello shipping internazionale, in controtendenza rispetto alla scelta di fare agenzia diretta prevalente degli ultimi anni. Anche perché le compagnie hanno dovuto occuparsi prima di tutto di strutturare interventi molto articolati sul ‘core business' della loro attività, dai sempre più diffusi accordi di collaborazione fra vettori diversi alla sempre più estesa applicazione dello ‘slow steaming' per le navi di linea, dai rinvii nelle consegne alla cancellazione di ordini ai cantieri, dai risparmi sui noleggi alla messa in disarmo di quote anche significative della flotta. Per finire con la sostanziale messa in soffitta di molti progetti di acquisizione diretta dei terminal da parte delle compagnie, volte all'acquisizione del controllo di tutto il ciclo trasportistico.

Il consolidamento fra le compagnie di trasporto container previsto da molti non c'è stato, ed il mercato delle fusioni ed acquisizioni è rimasto praticamente fermo. È invece cambiato radicalmente l'approccio al mercato da parte sia dei consorzi armatoriali che delle singole compagnie, con accordi inediti soprattutto fra i players maggiori. Con l'entrata in servizio di un gran numero di navi di grandissima capacità, questa tendenza potrebbe determinare nuovi equilibri su alcune rotte, aprendo però nel contempo nuove possibilità ad altri operatori nei servizi diretti da scalo a scalo. Ma credo vada sottolineato che il processo di riorganizzazione avviato nell'ultimo anno è stato forse intrapreso con ritardo, considerato che da molto tempo si sottolineava la necessità di una maggiore concentrazione dei gruppi armatoriali ed una migliore collaborazione fra i consorzi. Gli operatori con flotte esigue si stanno comunque riducendo, e, nel momento in cui l'offerta di navi si sarà riequilibrata, il mercato si presenterà più concentrato, disponendo di nuove navi costruite seguendo moderni criteri tecnologici, più attenti all'efficienza ed al risparmio energetico. Nel settore del carico secco, dopo la stagnazione di inizio 2009 i segnali positivi sono stati molti, grazie soprattutto alla forte ripresa di alcuni mercati, soprattutto asiatici. Il settore continuerà tuttavia ad essere caratterizzato anche quest'anno da una accentuata volatilità. Il settore cisterniero ha avuto un anno particolarmente difficile, ma le previsioni per l'anno in corso sono tutto sommato incoraggianti. Con il ‘phasing out' anticipato delle ultime mega petroliere monoscafo, la qualità della flotta cisterniera mondiale è senza dubbio migliorata, con la flotta dei Paesi più avanzati quasi completamente rinnovata.

Oggi i segnali di ripresa dell'economia hanno basi solide, ma vengono soprattutto da alcune parti del mondo, meno da altre. In particolare, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, la maggior parte delle economie industrializzate avrà una crescita modesta, dallo 0,6% dell'Italia all'1% del Giappone, dall'1,5% della Germania all'1,8% degli Stati Uniti. In questa situazione l'economia cinese diventerà ancor più dominante: rispetto alla crescita dell'8,7% del 2009 già quest'anno si prevede il ritorno alla doppia cifra, con una percentuale superiore al 10%. Sul mercato marittimo la nuova accelerazione si è già vista alla fine dello scorso anno, con il forte incremento nell'importazione delle materie prime, mentre da alcuni mesi i suoi riflessi si fanno finalmente sentire anche nel settore del traffico container. Il traffico containerizzato mondiale supererà quest'anno la barriera dei 126 milioni di teus, per arrivare nel 2011 a 134 milioni di teus. E ricordo a tutti noi che la barriera dei 100 milioni di teus fu superata nel 2005, mentre per la soglia dei 10 milioni di teus bisogna risalire al 1980, quando la movimentazione di container pieni fu di 11 milioni 400 mila teus.

Un altro elemento di novità è la forte accelerazione dell'economia di alcuni Paesi del Sud America, con particolare riferimento al Brasile, che pur tra le consuete contraddizioni sta nuovamente vivendo una stagione di forte sviluppo. Per quanto riguarda invece il Nord America, malgrado la recente ripresa delle importazioni con percentuali fra il 10 ed il 15%, la sensazione diffusa è che ci vorranno ancora un paio di anni perché i volumi del traffico internazionale possano tornare ai livelli precedenti la crisi.

Il quadro di riferimento internazionale è quanto mai ‘challenging', ed offre discrete opportunità ad un sistema produttivo flessibile come il nostro. Che difetta però di un efficiente sistema logistico, essenziale per il successo di un Paese trasformatore. Il punto di partenza necessario è quello della riforma della legge portuale del 1994, che nella prima fase della sua applicazione ha dato ottimi risultati, ma che ha assoluto bisogno di essere rinnovata. La riforma introduce novità su aspetti di rilievo, da piani regolatori più veloci a procedure più snelle per i dragaggi. Inoltre, attribuisce maggiori poteri al presidente rispetto ad un comitato portuale comunque più leggero, nel quale gli agenti marittimi continueranno a non avere alcun conflitto di interesse, essendo quelli che portano le navi nei porti.

Purtroppo, dopo una gestazione durata alcuni anni, la riforma si è arenata sul tema di fondo di una relativa autonomia finanziaria delle autorità portuali. Il disegno di legge proposto dal Governo è del tutto carente proprio nella norma chiave, quella dell'autonomia finanziaria, promessa a più riprese sia dalla maggioranza che dall'opposizione e ancora una volta negata. Il Presidente della Commissione Trasporti del Senato ha dichiarato che il disegno di legge verrà riproposto, riducendo a percentuali simboliche la restituzione ai porti di quanto incassato sotto forma di Iva. Ma oggi sappiamo che a causa della crisi europea, nell'arco dei prossimi due anni il Governo dovrà mettere mano ad una manovra da circa 25 miliardi di euro, che comporterà tra l'altro il probabile taglio di molti investimenti infrastrutturali. Anche per questo motivo ci sembra necessario porre il tema dell'autonomia finanziaria dei porti in termini diversi. Anche perché continuando a sostenere che con pochi punti di IVA sarà possibile accendere nuovi mutui, si rischia di dare corpo alle preoccupazioni di chi cerca con ogni mezzo di limitare il deficit.

A nostro giudizio, sarebbe più opportuno comprendere le ragioni del Ministro Tremonti e ritornare al punto di partenza, quello delle linee guida fissate alcuni anni fa dall'Unione Europea, poi completamente disattese sia dall'Italia che dalla maggioranza dei Paesi dell'Unione. Con un'aggravante: che i porti italiani restano probabilmente gli unici al mondo a tassare in maniera diversa la nave e le merci. Sull'esempio di quanto avviene ormai da molti anni in Nord Europa, crediamo che il percorso più trasparente dovrebbe essere quello del ‘pay per use', con il conseguente abbattimento dei costi collaterali che determinano la scelta di altri porti europei da parte della merce.

Un sistema semplice, basato su una forma giuridica più moderna delle autorità portuali, che comporterebbe di conseguenza il federalismo fiscale più oggettivo. I porti che sapranno sviluppare maggiori traffici saranno quelli che incasseranno di più e che potranno quindi investire di più ed attrarre investimenti privati dai grandi gruppi sia italiani che internazionali. A patto di ridisegnare completamente la pianificazione e la governance dei porti e dei loro collegamenti con il mercato.

L'applicazione di questo principio darebbe maggior vigore ai sistemi integrati, un'esigenza che viene già avvertita dalle autorità portuali più avvedute, che si propongono con nuove alleanze: al Sud la IMETA fra i porti di transhipment di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto. Poi l'Autorità dei porti del Levante con Bari, Barletta, Monopoli ed il prossimo inserimento di Manfredonia. In Alto Adriatico la NAPA tra Capodistria, Trieste, Venezia e Ravenna. Infine l'associazione Ligurian Ports tra Genova, Savona e La Spezia.

L'obiettivo è l'integrazione dei porti nella catena logistica, dai terminal ai retroporti e alle destinazioni finali. Quello che le proposte di riforma della legge dovranno considerare è che il nostro problema principale non sono i terminal, ma le infrastrutture di collegamento con il mercato. È questo il nodo sul quale ci dobbiamo confrontare. I terminal portuali potrebbero essere tutto sommato adeguati alle nostre esigenze su quasi tutto il territorio nazionale, sia pure con molti doppioni e con troppe sovrapposizioni, se avessero la capacità di operare con banchine, pescaggi e gru adeguate sulle grandi navi delle ultime generazioni che trasportano i container allineati su 22 file.

Diciamolo con chiarezza: lo spreco di denaro pubblico è stato una costante delle politiche fin qui seguite, con la moltiplicazione delle autorità portuali dalle sedici del 1994 a venticinque e con la conseguente erogazione a pioggia dei fondi nazionali. Il centralismo e la distribuzione "politica" delle risorse su una miriade di porti ha minato la competitività di tutto il sistema. Una sia pur limitata autonomia finanziaria eliminerebbe in parte la questione, premiando gli scali maggiori sulla base della graduatoria dei volumi di traffico. Ma maggiori garanzie deriverebbero dal vincolo dell'autonomia finanziaria di ciascun porto al reperimento di investimenti privati reali, cioè di capitali di rischio e non di mutui bancari. In questo modo sarebbero premiati i porti che non solo generano maggiori traffici, ma che sono anche più capaci di attrarre i grandi gruppi internazionali del terminalismo e del trasporto marittimo e intermodale legandoli al territorio con ricadute durevoli sull'occupazione e sull'economia locale nel suo complesso.

Vorrei che a questo punto fosse però ben chiaro a tutti che con questo non voglio assolutamente proporre un sistema che qualcuno potrebbe sostenere che si dimentica di tutti gli altri porti, privandoli delle risorse necessarie a mantenere le loro caratteristiche peculiari.

Sono invece fortemente convinto che il nuovo sistema debba prevedere una qualche forma di sussidiarietà, seppure con concetti e forme nuove, diversi dai finanziamenti a largo raggio come succede oggi, con l'obiettivo di promuovere quei progetti di specializzazione che scaturiranno dai più ampi sistemi portuali sopra menzionati.

Il vero problema dei porti è l'insufficienza dei collegamenti infrastrutturali con il mercato, sia domestico che europeo. Per superare questa criticità, è necessario che la legislazione sui porti includa il tema dei corridoi, della retroportualità e delle infrastrutture, sia ferroviarie che stradali. Uno sviluppo significativo dei traffici si può avere solo con servizi ferroviari efficienti. Ed invece stiamo assistendo al progressivo smantellamento pezzo per pezzo del trasporto ferroviario merci di Trenitalia, che offre servizi inadeguati a prezzi esorbitanti.

È allora sempre più necessario superare la frammentazione attuale con la costituzione di un unico sistema logistico che faccia perno sulla collaborazione, o ancora meglio sulla fusione, dei porti principali. L'esempio viene dall'Olanda, dove proprio in questi giorni è stato formalizzato il progetto Gateway Holland, che punta a fare dei Paesi Bassi una piattaforma logistica integrata in cui tutte le componenti collaborino invece di competere tra loro.

Il progetto nasce dalla constatazione di un fallimento: quello del moderno ed innovativo ex terminal container Ceres di Amsterdam, preso in concessione da Hutchison Ports, prima società terminalistica mondiale, ma colpito dalla crisi e ormai inattivo per mancanza di clienti. Oggi si considera un errore aver provato a portare i container ad Amsterdam, specializzata nelle merci varie, quando a pochi chilometri c'è Rotterdam, il principale scalo europeo per la movimentazione dei contenitori. Sulla base di questa esperienza le autorità pubbliche olandesi stanno definendo una nuova strategia portuale, che tenga conto della vera novità di questi anni: che la scelta dello scalo dove far transitare le merci è determinato sempre più dalla rete di servizi logistici e di infrastrutture a cui quel porto è collegato.

Questo significa che ogni scalo dovrà far parte di una rete, anche con i terminal interni, per il flusso delle tipologie di merce in cui è specializzato. Altrimenti si continuerà a sprecare denaro pubblico in iniziative che rischiano di essere doppioni inutili, come appunto il terminal Ceres di Amsterdam o le attività crocieristiche del porto di Rotterdam. O, come succede troppo spesso in Italia, con investimenti eccessivamente costosi slegati dalle reti logistiche.

I fondamentali sono chiari: la domanda è il volume di traffico che richiede di essere movimentato in un mercato, mentre l'offerta è la capacità di movimentazione portuale, che deriva dagli investimenti in infrastrutture, impianti e macchine, forza operativa. Il problema è l'utilizzazione dei terminal. In altre parole, quanta offerta è utilizzata dalla domanda. Più è bassa e meno vengono ricompensati gli investimenti ed utilizzata la forza lavoro: guerra di prezzi, perdite economiche e impatti negativi sull'occupazione. Più è alta, oltre un certo limite, vi è inadeguatezza alle richieste del mercato e congestione, perdita di business e ricadute negative sul territorio e sull'economia in generale.

Una costante dei nostri porti nell'era della containerizzazione è il ritardo cronico nella realizzazione di progetti di adeguamento della capacità, che fra il 2005 ed il 2007 ha portato a situazioni vicine alla saturazione e congestione in alcuni terminal.

Con estrema chiarezza, va sottolineato che una corretta pianificazione degli investimenti, sia finanziari che occupazionali deve essere correlata ai tempi di crescita della domanda. Inoltre, andrebbero attentamente valutati in sede di mercato omogeneo i costi connessi ai vari progetti. Con l'obiettivo di smettere una volta per tutte con la dispersione delle risorse, impegnando i fondi solo su pochi progetti e nei tempi più opportuni. Con l'obbligo assoluto della connessione ad una efficiente rete di trasporto inland.

L'efficienza del sistema passa per la sua modernizzazione, con l'eliminazione dei colli di bottiglia, non solo fisici, che ancora lo caratterizzano. La collaborazione sempre più stretta con l'Agenzia delle Dogane con l'adeguamento dei sistemi informatici e l'introduzione in molti porti dello sportello unico, stanno producendo buoni risultati. Si tratta di un nodo essenziale: non è più possibile che nei nostri scali i sistemi informatici veterinario e fito sanitario non dialoghino fra loro, per fare solo un esempio. Ma c'è un elemento in più che determina vistose distorsioni del mercato. Si tratta delle differenze fra i codici doganali dei diversi Paesi dell'Unione Europea. La realtà è che sono sistemi non omogenei. La mancanza di classi di rischio comuni sta determinando fenomeni di autentico dumping normativo, con la sempre più diffusa applicazione della sottofatturazione di prodotti destinati a certi mercati ma scaricati in porti dove vengono applicati criteri più permissivi. Un esempio per tutti è quello dei prodotti tessili per il mercato italiano, fatturati a prezzi ridicoli e sempre più spesso sbarcati in Polonia per essere poi avviati verso l'Italia via camion. E comunque, con maggiore rispetto della realtà commerciale, bisogna considerare i vantaggi competitivi ormai irreversibili acquisiti dai sistemi logistici del Nord Europa con i centri di assemblaggio e distribuzione pan-europei in settori come l'elettronica di consumo.

Con un'aggravante, che abbiamo messo in evidenza in collaborazione con la federazione nazionale degli spedizionieri Fedespedi: che la nuova normativa sull'Iva introdotta a Febbraio mette in difficoltà sia gli agenti marittimi sia gli spedizionieri. La criticità maggiore riguarda la territorialità, ossia il luogo dove va pagata l'Iva. Se nel vecchio regime a pagare nel proprio Paese era chi prestava il servizio, adesso l'obbligo si sposta al beneficiario del servizio, che nello shipping è spesso un'azienda estera. La normativa è congegnata in modo tale che agenti, broker e spedizionieri rischiano di perdere lo status di esportatori abituali, uno strumento che permette loro di fare acquisti senza assoggettamento Iva, calmierando così l'ammontare dei crediti maturati nei confronti dell'erario. In pratica, a partire dal gennaio 2011, quando cominceranno a farsi sentire gli effetti del provvedimento, le imprese avranno un credito alto nei confronti dello Stato, quindi soldi immobilizzati, e scarsa liquidità per portare avanti la loro attività. Si tratta di un provvedimento che crediamo debba essere rivisto, in modo da garantire la corretta operatività e l'uniformità della sua applicazione in tutta l'Unione Europea, senza ulteriori aggravanti per le aziende del nostro Paese.

Un tema che riteniamo opportuno sottolineare in questa sede è quello della difesa del registro internazionale, e del suo corretto finanziamento. La normativa, introdotta poco più di dieci anni fa, ha fatto fare uno straordinario balzo in avanti alla nostra marina mercantile, che ha triplicato il tonnellaggio e a buon diritto è considerata oggi una delle più moderne e più sicure del mondo. In particolare la flotta passeggeri, sia per i traghetti che per le crociere, è stata rinnovata in maniera sostanziale, e la nostra azienda cantieristica ha acquisito la leadership mondiale del settore. La perdita del registro internazionale significherebbe la fine della nostra marina mercantile. Non c'è via di mezzo, perché le alternative non sono in Liberia o a Panama ma in Europa, dove tutte le altre nazioni marittime adottano lo stesso sistema.

Vorrei chiudere la relazione con un particolare apprezzamento per l'ottimo lavoro che la Guardia Costiera ha svolto anche quest'anno per la sicurezza della navigazione e per tutti gli altri compiti che ad essa sono affidati. Le Capitanerie di Porto e gli agenti marittimi sono sempre presenti in tutti i 144 porti italiani ed operano in strettissima collaborazione per garantire le migliori condizioni operative nei porti per l'arrivo e la partenza delle navi. Per questi e per tanti altri motivi, desidero anche quest'anno ringraziare pubblicamente il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Ammiraglio Raimondo Pollastrini, e tutti gli Ufficiali, Sottufficiali e Marinai che tutti i giorni operano con grande professionalità e competenza al servizio della comunità marittima. Desidero altresì rivolgere un sentito ringraziamento al dott. Cosimo Caliendo, Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Direzione Porti - e ai suoi stretti collaboratori con i quali quotidianamente ci confrontiamo su tutte le materie e problematiche che sono alla base della nostra attività.

Infine, a nome di tutta la categoria che mi onoro di rappresentare, voglio esprimere sentiti e sinceri ringraziamenti alla Direzione Generale per i Porti ed al Comando Generale, per aver saputo tutelare la nostra professione nella delicata e difficile fase di recepimento della Direttiva Comunitaria sui servizi, la cosiddetta Bolkenstein.


Cari amici e colleghi,

la ripresa che ci aspettiamo sarà frutto del lavoro delle imprese e dell'impegno del Governo per l'ammodernamento del nostro sistema. Come ha bene sottolineato il Ministro Tremonti, il futuro che ci attende dipende in massima parte da noi stessi, e volerlo anticipare a prescindere dall'uomo e dalle sue necessità è arroganza della conoscenza e superstizione. Il mercato non sta in equilibrio da solo, e non bisogna dimenticare che la crisi è iniziata con lo spostamento di importanti quote di capitale dal profitto alla rendita. È pur vero che anche nell'economia post industriale vi sono ragionevoli tassi di prevedibilità. Ma la progressiva finanziarizzazione dell'economia accentua sempre più l'imprevedibilità di un sistema dominato da gruppi di rapaci che perseguono i loro interessi a prescindere dalle condizioni del mercato. La ripresa dell'economia industriale, che è in corso soprattutto in Oriente, è fondata su forti iniezioni di tecnologia che stanno accelerando la trasformazione sia del sistema produttivo che delle modalità di trasferimento delle merci dalla produzione al consumo. L'Europa, e l'Italia in particolare, rischiano di uscire dalla crisi in maniera fittizia, senza crescita. Una bonaccia nella quale tutti i nostri mali diventerebbero cronici con la prospettiva di un orizzonte senza sviluppo dell'occupazione e della qualità della vita. Le grandi crisi hanno sempre comportato anche l'opportunità di rimettere in discussione i sistemi di valori su cui le società si fondano. Credo che in un periodo di così profonda trasformazione sia necessario ritrovare una spinta morale simile a quella che consentì ai nostri genitori di far diventare in pochi anni l'Italia un esempio di sviluppo, con la rapida e straordinaria trasformazione della nostra economia da agricola ad industriale avanzata. Quello che è stato fatto allora può essere di nuovo possibile oggi. Cominciando a riportare al centro del nostro lavoro quotidiano l'etica del lavoro e del sacrificio, il senso del dovere e la solidarietà.

Grazie a tutti per l'attenzione.
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Les attaques contre les navires dans le détroit d'Ormuz se poursuivent
Southampton/Londres
Un autre navire a été touché hier. On dénombre 93 incidents de ce type au Moyen-Orient depuis le début de l'année.
Deep Wave étend sa plateforme numérique aux passagers et aux croisières.
Graz
Investissement dans la MarineXchange autrichienne
La construction d'un terminal de croisière a débuté dans le port japonais de Naha.
Naha
Les opérations devraient débuter en mars 2028.
Assiterminal promeut la réforme portuaire, mais appelle à des corrections concernant les ports d'Italie.
Gênes
Les exploitants de terminaux ont mis en lumière trois points essentiels : le rôle de l’AdSP, le chevauchement entre le concédant et le concessionnaire, et la rétroactivité de la nouvelle réglementation.
Navires GNL et taxonomie : la Cour de justice de l’UE rejette l’absence de limites aux émissions de méthane
La Commission devra fixer un seuil d'émissions de méthane pour les critères du transport maritime. Le recours déposé par trois ONG a été partiellement accueilli.
Ports : La Commission européenne appelle l'Italie à rejeter l'exigence du pavillon national pour le remorquage et l'amarrage.
Bruxelles
La France et l'Espagne ont également reçu un avis motivé : deux mois pour se conformer à la réglementation relative aux services portuaires.
Un autre navire a été attaqué dans le détroit d'Ormuz.
Southampton/Téhéran
L'Iran est confronté à une pénurie de produits de base, qui sont également importés via le golfe Persique.
Corridors européens : l’Italie face au défi de 2030
Bruxelles
L'infrastructure nationale est globalement conforme, mais le calendrier et le financement des projets clés restent incertains.
Électrification des ports et aéroports : le réseau électrique, nouveau goulot d'étranglement
Bruxelles
Le groupe Transport & Environment appelle à accélérer les liaisons et à dépasser le critère du « premier arrivé, premier servi ».
Boluda gère le terminal polyvalent de l'embarcadère Príncep d'Espanya du port de Barcelone
Barcelone
Le contrat de concession aura une durée de 16 ans.
La valeur actuelle d'Aeroporto di Genova Spa se situe entre 14,9 et 15,9 millions d'euros.
Gênes
L'évaluation de PwC a été présentée
FEPORT : Le système d'échange de quotas d'émission de l'UE ne devrait pas dissuader les transbordements de se faire hors d'Europe.
Bruxelles
La fédération des exploitants de terminaux appelle la commission ENVI à renforcer les mesures de lutte contre la fraude fiscale et à allouer une partie des recettes du SEQE aux ports.
Nouvelle série d'attaques contre des navires dans le détroit d'Ormuz
Southampton/Téhéran/Tampa
Trois pétroliers ont été touchés par des obus. Un autre navire a pris feu.
Eurokai : revenus en hausse mais bénéfices en baisse
Eurokai : revenus en hausse mais bénéfices en baisse
Hambourg
Le chiffre d'affaires a augmenté de 14,4 % et le trafic de 8,3 %, mais le bénéfice net a chuté de 8,3 % en raison de la baisse de la part d'Eurogate.
Taxe de séjour à Gênes : le tribunal administratif régional se prononce en faveur du conseil municipal.
Gênes
Le recours des armateurs et des agents maritimes a été rejeté.
Carnival annonce des revenus et des bénéfices records pour le trimestre juin-août malgré une augmentation de 36 % des coûts du carburant.
Carnival annonce des revenus et des bénéfices records pour le trimestre juin-août malgré une augmentation de 36 % des coûts du carburant.
Miami
Les dépôts des clients sont à leur plus haut niveau. Les prix et le taux d'occupation devraient atteindre des niveaux records l'année prochaine.
Gagnants et perdants en matière de connectivité portuaire : le long parcours, avec ses hauts et ses bas, des ports italiens.
Gagnants et perdants en matière de connectivité portuaire : le long parcours, avec ses hauts et ses bas, des ports italiens.
Genève
Les indices de la CNUCED révèlent une Méditerranée en mutation : l’Italie glisse à la septième place, La Spezia, Trieste et Vado Ligure progressent, tandis que le Sud perd du terrain.
Les camions électriques sont plus abordables que les camions diesel sur six grands marchés de l'UE.
Bruxelles
D'après T&E, dans les pays qui représentent 46 % des ventes européennes, les véhicules électriques sont déjà devenus moins chers en cinq ans. L'Italie, l'Espagne et la Pologne sont à la traîne.
AP Moller Capital va acquérir une participation majoritaire dans Euroports
Copenhague/Anvers
R-Logitech se retirera du capital, tandis que PMV et SFPIM resteront actionnaires.
En Chine, les exportations augmentent mais les ports ralentissent.
Pékin
En août, le commerce extérieur mondial a augmenté de +19,8 %, mais le volume de marchandises internationales traitées par les ports maritimes a diminué de -2,3 %.
De Puertos del Estado aux Ports d'Italie : la même inspiration, un résultat opposé.
Gênes
Pour la réforme portuaire, le gouvernement se réfère au modèle espagnol, mais construit exactement l'inverse : une énième contre-mesure dont l'esprit d'entreprise italien sait si bien faire preuve.
Système d'échange de quotas d'émission maritimes : Bruxelles s'ouvre aux ferries hybrides et électriques, mais Interferry en demande davantage.
Bruxelles
La révision proposée renforce le mécanisme SMAP mais laisse la question des réseaux et infrastructures portuaires à AFIR et à FuelEU Maritime.
Un marin tué à bord d'un vraquier attaqué dans le détroit d'Ormuz
New Delhi/Southampton/Téhéran
Les autres membres d'équipage ont été secourus.
Le trafic de marchandises dans les ports de Gênes et de Savone-Vado continue d'osciller entre signes de reprise et de ralentissement.
Gênes
En juillet, les volumes ont augmenté dans les deux ports ligures
Trasportounito propose un système automatique d'ajustement des tarifs de transport routier au prix du diesel.
Rome
Gens de mer, cinq ans après le Code de conduite, l'écart entre la politique et la réalité persiste.
Londres
La conformité des compagnies maritimes progresse, mais des problèmes subsistent concernant la fatigue, la sécurité psychologique, les plaintes et les frais de recrutement.
Le mois dernier, le trafic maritime dans le canal de Suez a augmenté de 26,9 %.
Ismaïlia
Au cours des huit premiers mois de 2026, ce passage a été franchi par 9 602 navires (+17,4 %).
La décision concernant un tronçon ferroviaire crucial du corridor scandinave-méditerranéen en Allemagne est à nouveau reportée.
Hambourg
Les opérateurs portuaires allemands réclament une accélération tant pour les nouvelles infrastructures que pour le renforcement des lignes existantes.
Kuehne+Nagel conclut un partenariat stratégique à long terme avec Amazon
Schindellegi
L'accord comprend une option d'achat sur les actions existantes du groupe logistique.
MSC en pourparlers pour acquérir le groupe de construction navale allemand Meyer Werft
New York
Actuellement, 80,73 % du capital sont détenus par le gouvernement fédéral allemand et le Land de Basse-Saxe.
Trafigura crée une nouvelle compagnie maritime dédiée au transport du pétrole
Genève
Volare Shipping dispose initialement d'une flotte de six VLCC et de huit autres en construction.
Les armateurs appellent les États membres de l'UE à approuver l'inscription de deux chantiers navals indiens sur la liste européenne des installations de recyclage des navires.
Bruxelles
Le nouveau siège de l'Académie italienne de la marine marchande a été inauguré à Gênes.
Gênes
Les ports français affichent un équilibre entre hausses et baisses au deuxième trimestre.
Paris
Le trafic total a atteint 71,1 millions de tonnes (-0,2 %). Le trafic de conteneurs a augmenté de 8,1 %.
Le plan directeur du port de Gênes, le quai de Pra et les dépôts chimiques de Multedo constituent les points les plus épineux des discussions avec les opérateurs et la communauté locale.
Gênes
Crosetto : La marine italienne assurera le transit en toute sécurité des navires italiens à travers le détroit de Bab el-Mandeb.
La Spezia
Nous avons – a souligné le ministre de la Défense – les capacités nécessaires pour protéger son passage
Le syndicat des travailleurs maritimes, Confitarma, s'inquiète de l'incertitude découlant de l'interprétation de l'Agence du revenu.
Rome
Risque de rendre l'accès aux professions maritimes encore plus difficile
Mitsubishi Heavy Industries prévoit d'accroître sa capacité de construction navale.
Tokyo
L'entreprise prévoit d'investir 100 milliards de yens.
Trasportounito : Le gouvernement est fou s'il pense que la crise du transport routier peut se résoudre par lui-même.
Rome
L'application de la clause d'ajustement du coût du diesel a été préconisée.
Emanuele Grimaldi est le nouveau président de l'Association internationale des armateurs de Malte.
La Valette
Elle succède à Marily Frangista, qui dirigeait l'association depuis avril 2022.
La quatrième édition du salon Green Logistics Expo débute demain matin à Padoue.
Padoue
L'événement accueillera plus de 300 exposants et 30 conférences.
Au troisième trimestre de cette année, le trafic de marchandises dans les ports turcs a diminué de 1,1 %.
Ankara
Les volumes à destination et en provenance d'Italie ont augmenté de 6,2 %.
Assiterminal, la flexibilité des PRP devrait tenir compte du marché pertinent dans lequel les ports opèrent.
Gênes
Cetus Maritime prévoit de s'introduire en bourse sur Euronext Growth Oslo.
Hong Kong
Acquisition de 16 navires avant leur introduction en bourse
Samedi, un avion de chasse américain a percuté un vraquier dans le golfe d'Oman.
Tampa
Centcom : Le navire avait tenté d’imposer un blocus naval à l’Iran.
Un navire heurté près du détroit d'Ormuz
Southampton
Une balle a déclenché un incendie qui a ensuite été éteint.
OOCL annonce une croissance de 9,0 % des volumes transportés par voie maritime au troisième trimestre
Hong Kong
L'augmentation de la valeur des tarifs de fret maritime entraîne une hausse de 45,1 % des recettes.
HD Hyundai Marine Solutions va acquérir la société américaine Goltens Worldwide
Dubaï/Seongnam
L'entreprise est spécialisée dans la réparation et l'entretien des gros moteurs marins et des machines industrielles.
UNATRAS au gouvernement : Débloquez immédiatement les mesures visant à réduire les prix du diesel.
Rome
Les associations de transport routier signalent des retards et des incertitudes dans la mise en œuvre de l'accord du 22 mai et demandent une réunion urgente.
Port de Tarente : Gugliotti renouvelle sa demande de financement auprès du gouvernement pour le parc éolien du port.
Tarente
Le projet, a-t-il souligné, ne peut être ni réduit ni reporté.
Attaque contre un navire au milieu du golfe Persique
Southampton
L'UKMTO a indiqué que plusieurs projectiles avaient causé des victimes parmi les membres d'équipage.
Gioia Tauro : Approbation de l’addendum au plan portuaire mis à jour
Gioia Tauro
Cette analyse nous permettra d'évaluer les besoins en personnel et en emploi de l'Agence portuaire.
Files d'attente pour les navires, gaspillage de carburant : comment l'attente au mouillage peut vous faire économiser de l'argent.
Copenhague
Le Forum maritime mondial publie les résultats des tests menés par Cargill sur 16 traversées réelles. Ralentir et arriver lorsque le poste d'amarrage est libre permet de réduire la consommation de carburant et les émissions.
ZIM relève ses prévisions pour l'exercice 2026
Haïfa
L'EBITDA ajusté et l'EBIT devraient se situer respectivement à 2,7 milliards de dollars et 3 milliards de dollars, et à 1,4 milliard de dollars et 1,7 milliard de dollars.
Gabriele Sangiorgi nommée secrétaire générale par intérim de l'Autorité portuaire de Ravenne.
Ravenne
Le mandat de Fabio Maletti a expiré.
Port de Gênes : Les employés du terminal Messina font grève pendant une heure chaque mois
Gênes
L'entreprise signale que l'un des membres du syndicat ne s'est pas présenté à la dernière réunion dans le cadre de la procédure de retrait prévue par la convention collective nationale.
Port de Tarente, accord pour participer au développement du Valbasento Interporto à Ferrandina.
Matera/Taranto
Un plan directeur logistique et fonctionnel sera élaboré dans un délai de 180 jours.
En Attique, le déficit est réduit principalement grâce aux plus-values et à la couverture
Kallithea
Premier semestre avec moins de traversées et des recettes en légère hausse.
Depuis le début de l'année, le nombre de passagers et de marchandises transportés par les navires GNV a augmenté respectivement de +2% et +5%.
Marrakech
Partenariat stratégique de trois ans avec l'Office National Marocain du Tourisme
Escola Europea - Intermodal Transport célèbre son 20e anniversaire
Barcelone
Un voyage en mer Méditerranée entre Barcelone, Civitavecchia, Palerme et Gênes.
Filt Cgil, reconnaît que le travail maritime et portuaire est ardu
Rome
Le syndicat demande qu'une disposition claire soit incluse dans la prochaine loi de finances.
Un pétrolier attaqué à Hormuz
Southampton
L'unité a poursuivi sa navigation régulièrement
FS Logistix et Interporto Bologna ont présenté le premier train expérimental italien de transport de données.
Événement Assologistica consacré à la stratégie méditerranéenne pour la compétitivité italienne
Rome
Il se tiendra le 30 octobre prochain à Naples.
Sanilog lance une campagne spéciale de prévention du cancer.
Rome
Trois nouveaux domaines sont consacrés à la prévention des cancers de la tête et du cou et de la cavité buccale, ainsi qu'à l'évaluation du risque vasculaire.
Contrat attribué pour le dragage et l'achèvement de l'électrification des quais du port de Gioia Tauro.
Gioia Tauro
Elles seront respectivement réalisées par Dravo et RTI Saet-Suardi
Prix d'architecture navale étudiante décerné à Gênes
Gênes
Le groupe d'Amico et la Royal Institution of Naval Architects récompensent l'excellence en ingénierie navale.
Le transport de marchandises coûte plus cher à Malte : 35 millions d’euros par an entre ETS, FuelEU et BAF
Zébbug
L'association des transporteurs routiers appelle le gouvernement à contester une politique européenne conçue pour le continent.
CMA CGM a finalisé l'acquisition de FedEx Supply Chain.
Marseille/Atlanta
Grâce à cette transaction, la présence de CEVA Logistics en Amérique du Nord a triplé.
LES DÉPARTS
Visual Sailing List
Départ
Destination:
- liste alphabétique
- liste des nations
- zones géographiques
Contships commande 10 navires feeders avec des options pour 10 + 10 navires supplémentaires.
Athènes
Lettre d'intention avec le groupe chinois Hubei Guangji Green Energy Shipbuilding Co.
DP World signe un accord pour développer un port en eau profonde dans l'État d'Ogun, au Nigéria.
Dubaï
Le projet comprend environ quatre kilomètres de quais.
De nouvelles réglementations portuaires pour Civitavecchia, Fiumicino et Gaeta ont été approuvées.
Civitavecchia
L'accord de procédure avec Interminal à Gaeta a été approuvé.
Kotug acquiert une participation majoritaire dans Vortex Offshore
Rotterdam
Cette société basée à Dubaï fournit des services maritimes à l'industrie offshore au Moyen-Orient.
Plus de 1,9 milliard d'euros en Espagne pour améliorer les liaisons routières et ferroviaires entre les ports
Madrid
Les autorités portuaires contribueront à hauteur de 875,1 millions d'euros.
Attica Holdings a vendu le navire roulier-passagers Levka Ori pour 8,3 millions d'euros.
Kallithea
Le ferry a été construit en 1987.
Le service roulier Trieste-Damiette de DFDS deviendra bihebdomadaire à la mi-octobre
Copenhague
Insérer un deuxième navire sur la route
L'Académie italienne de la marine marchande renforce sa coopération avec le port de Durrës.
Gênes
Un protocole d'entente a été signé.
Un livre sur l'histoire du système portuaire toscan sera présenté à Livourne vendredi.
Livourne
Comparaison des acteurs portuaires : des réformes des années 1990 aux défis de l'avenir.
Suardiaz prend livraison d'un transporteur de véhicules de 5 000 places, propulsé au GNL.
Madrid
Un deuxième navire PCTC est attendu mi-2027.
Hapag-Lloyd relève encore ses prévisions pour 2026
Hambourg
La forte demande et la hausse des taux de fret au comptant incitent l'entreprise à revoir à la hausse ses prévisions d'EBITDA et d'EBIT.
La réunion publique d'UNIPORT se tiendra à Rome le 6 octobre.
Rome
Débat sur la réforme portuaire et d'autres aspects pertinents du secteur
Projet pilote de production et d'utilisation d'hydrogène vert au port de Savone
Savone
Paroli (Autorité portuaire de Ligurie occidentale) : une zone portuaire a été identifiée pour les travaux.
Tarros et Nurminen Logistics lancent un nouveau service intermodal scandinave-méditerranéen
La Spezia/Helsinki
La route terrestre relie Örebro, Parme et La Spezia
Le premier caisson de la digue protégeant l'usine de regazéification au large de Ravenne a été posé.
Ravenne
Les travaux maritimes s'étendront sur environ 900 mètres de long.
Fincantieri et PT PAL signent un accord pour la modernisation d'un navire de la marine indonésienne.
Trieste
Il s'agit de l'unité « Kri Sriwijaya » (anciennement « Giuseppe Garibaldi »)
En Italie, l'économie bleue représente 225 milliards d'euros, et le secteur nautique à lui seul génère plus de 10 milliards d'euros d'exportations.
Rome
Le programme Focus On de SACE a été présenté au Salon nautique de Gênes.
Incendie à bord du navire roulier Blue Carrier 2 de Blue Star Ferries
Kallithea
Les 29 personnes à bord ont été évacuées.
Les coûts et les délais de reconstruction des quatre chantiers navals de l'US Navy augmentent de façon exponentielle.
Washington
Si en 2018 on prévoyait 21 milliards de dollars et 20 ans de travail, aujourd'hui, les estimations s'élèvent à 200 milliards et à au moins 50 ans.
Le transport maritime est confronté à un triple défi : la décarbonation, la géopolitique et la nouvelle géographie de l'industrie automobile.
Balle
Lors du salon Euromed à Grimaldi, le secteur automobile est confronté à de nouvelles réglementations environnementales, à des itinéraires de plus en plus exposés et au déplacement de la production automobile vers l'Asie du Sud-Est.
Orizzonte Sistemi Navali signe un contrat de 3,7 milliards d'euros pour deux destroyers
Trieste
Le PPA « Domenico Millelire » a été livré à la Marine.
Livourne : La Cour suprême de cassation casse les condamnations dans l'affaire des docks de Darsena Toscana.
Rome
L'arrêt d'appel a cassé le jugement d'acquittement du tribunal et a condamné trois accusés pour faux idéologique.
Le port de Rijeka prévoit de clôturer l'année 2026 avec un trafic de conteneurs record de 800 000 EVP.
Rivière
Avec le nouveau terminal sur l'île de Krk, le trafic pourrait atteindre 1,7 million d'EVP.
Financement de l'énergie éolienne offshore : Pichetto rassure Tarente, mais Tarente exige des certitudes.
Tarente
Le financement prévu pour le port des Pouilles en 2026 chute à 13,9 millions d'euros. Gugliotti espère une confirmation officielle des ressources restantes en 2027.
Réforme portuaire : la majorité soutient la création de Porti d'Italia SpA
Rome
La commission des transports de la Chambre rejette les amendements restrictifs de l'opposition.
Le Porto Rifugio de Gela a reçu un avis favorable concernant le dragage des eaux portuaires.
Palerme
PORTS
Ports Italiens:
Ancône Gênes Ravenne
Augusta Gioia Tauro Salerne
Bari La Spezia Savone
Brindisi Livourne Taranto
Cagliari Naples Trapani
Carrara Palerme Trieste
Civitavecchia Piombino Venise
Interports Italiens: liste Ports du Monde: Carte
BANQUE DES DONNÉES
Armateurs Réparateurs et Constructeurs de Navires
Transitaires Fournisseurs de Navires
Agences Maritimes Transporteurs routiers
MEETINGS
La quatrième édition du salon Green Logistics Expo débute demain matin à Padoue.
Padoue
L'événement accueillera plus de 300 exposants et 30 conférences.
Événement Assologistica consacré à la stratégie méditerranéenne pour la compétitivité italienne
Rome
Il se tiendra le 30 octobre prochain à Naples.
››› Archives
REVUE DE LA PRESSE
Cosco Shipping arm readies China IPO to capitalise on global shipbuilding wave
(South China Morning Post)
Rosatom expects cargo traffic along Northern Sea Route to rise 14% in 2026 - CEO
(Interfax)
››› Index Revue de la Presse
FORUM des opérateurs maritimes
et de la logistique
Intervento del presidente Tomaso Cognolato
Roma, 19 giugno 2025
››› Archives
Greenbrier Europe produira le système de transbordement NIK pour TX Logistik
Troisdorf/Berlin
Permet le chargement rapide de semi-remorques non grutables sur les trains
Maersk ouvre son propre centre logistique au cœur de l'Allemagne
Herleshausen
Situé à Herleshausen, il a une superficie de 71 800 mètres carrés
Le chantier naval sud-coréen HJ Shipbuilding & Construction Co. remporte des commandes pour quatre nouveaux porte-conteneurs de 10 100 EVP.
Busan
Le contrat a une valeur totale d'environ 500 millions de dollars.
Parti démocrate : La réforme portuaire du gouvernement ouvre la voie à la privatisation des ports italiens.
Rome
Ghio et Misiani : cela prive également les territoires de ressources et de compétences.
Autoproduction portuaire : Le Conseil d’État rejette la segmentation de l’autorisation conformément à l’article 16, paragraphe 3.
Rome
L'autorisation « partielle » de Cartour dans le port de Salerne a été suspendue.
Le port de Miami clôture l'exercice 2026 avec un trafic de croisière record.
Miami
Le seuil des dix millions de passagers a été dépassé, contre 8,56 millions lors de l'exercice précédent.
Le groupe Grimaldi a pris livraison du nouveau transporteur de voitures et de camions Grande Egitto.
Naples
Sa capacité de charge atteint 9 800 unités de charge utile (CEU).
La réforme portuaire sera discutée à Gênes le 2 octobre.
Gênes
Atelier organisé par l'AdSP et l'association Altero Matteoli
Fratelli Cosulich renforce son réseau logistique avec l'ouverture d'Express Global Dubai
Dubaï
Teresa Cosulich sera responsable du nouveau bureau de logistique.
L’événement « Une mer de Suisse » se tiendra à Lugano le 9 octobre.
Lugano
Neuvième édition du Forum international sur les transports et les infrastructures
Nouvelle attaque contre un navire dans le détroit d'Ormuz
Southampton
Deux membres d'équipage ont été légèrement blessés par balle.
Le groupe Brullo commande trois pétroliers/chimiquiers d'un port en lourd de 40 800 tonnes.
Rome
Commande au chantier naval chinois Anhui Shipyard
Un nouveau centre de production, d'entretien et de stockage de mégayachts ouvre ses portes à Trieste.
Trieste
Les chantiers navals de Trieste ont été fondés par Seadock (groupe Samer) et Yachting Expertise et appartiennent à Friulia.
Confitarma salue l'initiative du gouvernement visant à protéger les navires italiens en mer Rouge.
Rome
Zanetti : La sécurité maritime est, en réalité, une composante de la sécurité économique nationale.
Les syndicats approuvent la plateforme pour la convention collective unique du secteur du transport maritime.
Rome
Filt, Fit et Uilt s'articule autour de trois éléments centraux : le salaire, la protection, la participation et treize demandes concrètes.
FHP Intermodal augmente la fréquence de son service de fret ferroviaire entre Fiorenzuola et Incoronata/Bari.
Milan
Cela peut aller jusqu'à cinq jours par semaine
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Gênes - ITALIE
tél.: +39.010.2462122, fax: +39.010.2516768, e-mail
Numéro de TVA: 03532950106
Presse engistrement: 33/96 Tribunal de Gênes
Direction: Bruno Bellio
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