Un fondo assicurativo alimentato da armatori
e noleggiatori per l'indennizzo dei danni da inquinamento
E' stato proposto dal vice presidente del Consiglio dei caricatori
marittimi francesi per coprire i danni causati da incidenti marittimi
disastrosi
Il vice presidente del Consiglio dei caricatori marittimi francesi
e membro della commissione Trasporti del Comitato francese della
Camera di Commercio Internazionale, Philippe Rapatout, a proposito
degli ultimi incidenti occorsi a navi petroliere o chimichiere
nel Canale della Manica - quelli della Erika e della Ievoli
Sun - ha proposto che ogni armatore e noleggiatore di navi
con carico di idrocarburi debba essere coperto da un'assicurazione.
L'assicurazione, ammontante a 500 milioni o a un miliardo di euro,
servirà a indennizzare le vittime di incidenti marittimi
disastrosi, che comportino danni superiori alle cifre coperte
dall'International Maritime Organization (IMO).
Il premio assicurativo dovrebbe essere coperto da fondi speciali,
alimentati in parti uguali da armatori e da noleggiatori, per
coprire l'indennizzo delle vittime oltre l'attuale plafond di
cui beneficiano gli armatori e di quello dello IOPC Funds (The
International Oil Pollution Compensation Funds), fondo dei petrolieri.
Nel caso dell'Erika, ad esempio, sembrava che il sistema
assicurativo internazionale non fosse in grado d'indennizzare
appieno coloro che sono stati danneggiati dall'inquinamento se
non con un contributo unilaterale e volontario del noleggiatore
francese della nave, la Totalfina.
E' chiaro che se una regolamentazione come quella proposta fosse
adottata dall'Unione Europea, prima o dopo verrebbe ripresa a
livello mondiale dall'IMO.
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