Salvataggi in mare: il valore delle merci recuperate nel 1999
è stato di 1,35 miliardi di dollari USA
Ma a coloro che si sono prodigati nei soccorsi è andato
soltanto il 6,24% di tale valore. Assemblea dell'International
Salvage Union ad Amsterdam
Nel corso dell'assemblea generale annuale dell'International Salvage
Union (ISU), che si è svolta ad Amsterdam, i delegati delle
varie società hanno sottolineato che una nuova progettata
convenzione internazionale sull'inquinamento dei carichi delle
navi in caso d'incidente non include alcuna clausola che protegga
i soccorritori da un'azione giudiziaria civile o penale. La convenzione
comunque sarà oggetto di una conferenza diplomatica che
si svolgerà nel prossimo marzo.
Il valore delle merci recuperate l'anno scorso è ammontato
a 1,35 miliardi di dollari USA, ossia oltre un terzo di quello
registrato nell'anno precedente. Ma i guadagni di coloro che si
sono prodigati nei soccorsi non hanno rappresentato che il 6,24%
di tale valore.
I delegati presenti all'assemblea generale, che ha eletto presidente
Jean Labescat, direttore generale dell'Abeilles, che succede ad
Hans Walenkamp della Smit International, hanno notato che la Gran
Bretagna non ha ancora adottato alcuna disposizione legislativa
sulle responsabilità dirette in caso d'incidente. L'applicazione
del Water Resources Act britannico ha comportato una pesante ammenda
per il porto di Milford Haven dopo l'inquinamento causato dalla
Sea Empress, ma senza garantire l'immunità ai soccorritori,
malgrado un impegno ministeriale preso dopo oltre un anno e mezzo
dall'incidente.
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