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22 novembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12.35 GMT+1



4 gennaio 2001

Con il sistema degli ecopunti in Austria sono state ridotte le emissioni nocive ma non è diminuito il traffico stradale

La Commissione Europea ha proposta la sua abolizione alla fine del 2003

Non è stato soddisfacente l'effetto delle misure assunte in Austria per la diminuzione dell'emissione dei gas di scarico. Lo ha stabilito un rapporto redatto dalla Commissione Europea in collaborazione con la European Environment Agency in merito al sistema ad ecopunti adottato da Vienna nell'ambito del protocollo n. 9 dell'atto di adesione dell'Austria all'UE. Il sistema, come stabilito dal protocollo, è in vigore dal 1° gennaio 1992 al 31 dicembre 2003 e dovrebbe consentire la riduzione del 60% delle emissioni di ossidi d'azoto causate dai veicoli pesanti.

Il rapporto ha rivelato che attualmente le emissioni sono state ridotte del 55,7% rispetto ai livelli registrati nel 1991. Inoltre il sistema ha incentivato il rinnovamento della flotta camionistica, con l'utilizzo di tir più "puliti". L'indagine della Commissione ha però constatato che questo effetto positivo non ha riguardato i camion che aggirano il territorio austriaco e che quindi non sono soggetti al sistema degli ecopunti. L'eccessiva focalizzazione sui tir in transito in Austria - secondo la Commissione - ha risolto solo parzialmente il problema.

Il rapporto ha definito però inconsistente il plafond individuato come numero massimo di transiti che possono essere effettuati in un anno (la clausola del 108%, che viene applicata se il numero dei transiti in un anno supera di oltre l'8% il numero dei transiti previsti). A questo riguardo la Commissione ha constatato che è difficile prevedere sanzioni da applicare a camion che sono troppo "puliti" e che il sistema è in contraddizione con l'obiettivo di ridurre le emissioni non offrendo alcun incentivo in favore dei camion meno inquinanti. Secondo la Commissione inoltre le sanzioni previste dalla clausola sono sproporzionate: nel 1999 il plafond previsto dalla clausola è stato sforato di 100mila transiti, ma è stata imposta una riduzione di 150mila transiti.

Nel rapporto viene inoltre proposta un'assunzione di responsabilità da parte degli Stati UE nel caso di transiti irregolari, come ad esempio è avvenuto con le contraffazioni degli ecopunti perpetrate dal 4% dei camionisti transitati in Austria. Dovrebbero perciò essere imposte sanzioni contro gli Stati comunitari in proporzione al numero di ecopunti non pagati dai rispettivi autotrasportatori.

In conclusione la Commissione ha stabilito che il sistema di riduzione delle emissioni ha avuto non solo un impatto poco significativo sui livelli di traffico, ma è risultato addirittura controproducente, tanto che Bruxelles ha deciso di abolirlo alla fine del 2003. Il vice presidente della Commissione UE, Loyola de Palacio, responsabile del settore Trasporti ed Energia ha comunque valutato positivamente «gli incentivi forniti dal sistema degli ecopunti per l'uso di veicoli pesanti puliti». «Dobbiamo mantenere il sistema per qualche altro anno - ha spiegato - per raggiungere i nostri obiettivi di riduzione dell'inquinamento e dobbiamo prepararci ora per un sistema di trasporto più razionale per conservare l'ambiente assicurando nel contempo libertà di movimento».



ITAL-PRO-RA.MAR.
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