Con il sistema degli ecopunti in Austria sono state ridotte
le emissioni nocive ma non è diminuito il traffico stradale
La Commissione Europea ha proposta la sua abolizione alla fine
del 2003
Non è stato soddisfacente l'effetto delle misure assunte
in Austria per la diminuzione dell'emissione dei gas di scarico.
Lo ha stabilito un rapporto redatto dalla Commissione Europea
in collaborazione con la European Environment Agency in merito
al sistema ad ecopunti adottato da Vienna nell'ambito del protocollo
n. 9 dell'atto di adesione dell'Austria all'UE. Il sistema, come
stabilito dal protocollo, è in vigore dal 1° gennaio
1992 al 31 dicembre 2003 e dovrebbe consentire la riduzione del
60% delle emissioni di ossidi d'azoto causate dai veicoli pesanti.
Il rapporto ha rivelato che attualmente le emissioni sono state
ridotte del 55,7% rispetto ai livelli registrati nel 1991. Inoltre
il sistema ha incentivato il rinnovamento della flotta camionistica,
con l'utilizzo di tir più "puliti". L'indagine
della Commissione ha però constatato che questo effetto
positivo non ha riguardato i camion che aggirano il territorio
austriaco e che quindi non sono soggetti al sistema degli ecopunti.
L'eccessiva focalizzazione sui tir in transito in Austria - secondo
la Commissione - ha risolto solo parzialmente il problema.
Il rapporto ha definito però inconsistente il plafond individuato
come numero massimo di transiti che possono essere effettuati
in un anno (la clausola del 108%, che viene applicata se il numero
dei transiti in un anno supera di oltre l'8% il numero dei transiti
previsti). A questo riguardo la Commissione ha constatato che
è difficile prevedere sanzioni da applicare a camion che
sono troppo "puliti" e che il sistema è in contraddizione
con l'obiettivo di ridurre le emissioni non offrendo alcun incentivo
in favore dei camion meno inquinanti. Secondo la Commissione inoltre
le sanzioni previste dalla clausola sono sproporzionate: nel 1999
il plafond previsto dalla clausola è stato sforato di 100mila
transiti, ma è stata imposta una riduzione di 150mila transiti.
Nel rapporto viene inoltre proposta un'assunzione di responsabilità
da parte degli Stati UE nel caso di transiti irregolari, come
ad esempio è avvenuto con le contraffazioni degli ecopunti
perpetrate dal 4% dei camionisti transitati in Austria. Dovrebbero
perciò essere imposte sanzioni contro gli Stati comunitari
in proporzione al numero di ecopunti non pagati dai rispettivi
autotrasportatori.
In conclusione la Commissione ha stabilito che il sistema di riduzione
delle emissioni ha avuto non solo un impatto poco significativo
sui livelli di traffico, ma è risultato addirittura controproducente,
tanto che Bruxelles ha deciso di abolirlo alla fine del 2003.
Il vice presidente della Commissione UE, Loyola de Palacio, responsabile
del settore Trasporti ed Energia ha comunque valutato positivamente
«gli incentivi forniti dal sistema degli ecopunti per l'uso
di veicoli pesanti puliti». «Dobbiamo mantenere il sistema
per qualche altro anno - ha spiegato - per raggiungere i nostri
obiettivi di riduzione dell'inquinamento e dobbiamo prepararci
ora per un sistema di trasporto più razionale per conservare
l'ambiente assicurando nel contempo libertà di movimento».
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