Alcuni porti brasiliani intendono aumentare le tariffe portuali
Ridotte con la legge di modernizzazione dei porti, da cinque
anni sono invariate
Il porto brasiliano di Santos ha intenzione di aumentare le tariffe
portuali, che rappresentano l'11,2% dei costi portuali. La Companhia
Docas do Estado de São Paulo (Codesp) ritiene infatti necessario
un loro ritocco per compensare l'incremento dei costi operativi
che è stato stimato in circa il 28%. Questa analisi è
condivisa da altri porti brasiliani: tra questi Paranagua, Salvador
e Rio Grande, che intendono effettuare aumenti compresi tra il
20% e il 22%.
Tali richieste sono però osteggiate dagli operatori portuali,
che temono una riduzione della competitività degli scali
brasiliani.
Codesp ha comunque fatto notare all'ente governativo SDE (Secretaria
de Defesa Econômica) che le tariffe, sensibilmente ridotte
con la legge di modernizzazione dei porti, non sono state successivamente
adeguate all'aumento dei costi e da cinque anni sono pressoché
bloccate.
Il presidente di Codesp, Fernando Vianna, ha spiegato che negli
ultimi quattro anni le tasse portuali sono calate mediamente del
60%, ma l'incremento del traffico - che avrebbe dovuto compensare
questa riduzione - non è stato pari alle aspettative: si
prevedeva infatti di raggiungere nel 2000 una movimentazione complessiva
di circa 70 milioni di tonnellate di merci, ma lo scorso anno
il traffico nel porto di Santos è stato inferiore a 45
milioni di tonnellate.
Vianna incontrerà il ministro dei Trasporti brasiliano
il prossimo 13 febbraio con l'obiettivo di raggiungere un accordo
e introdurre l'aumento delle tariffe già in questo semestre.
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