Definite le basi dell'accordo Bureau Veritas - Rina: la società
francese controllerà le attività industriali del
Rina, mentre quella italiana manterrà il controllo sull'attività
navale
Previsti tre mesi di tempo per espletare le procedure di due
diligence e definire i dettagli dell'alleanza
La società di classificazione francese Bureau Veritas (BV)
acquisirà il controllo delle attività industriali
del Registro Navale Italiano (Rina), mentre la società
italiana - secondo quanto annunciato - «manterrà una
partecipazione di controllo sull'attività navale».
Questi sono i termini, ancora generici e di primo acchito tutti
sbilanciati a favore del Registro francese, di un accordo che
dovrà essere finalizzato in novanta giorni, come prevede
la lettera d'intenti che Rina e Bureau Veritas hanno firmato oggi
a Roma.
In tre mesi infatti dovranno essere espletate le procedure di
due diligence e definiti i dettagli dell'alleanza. «L'accordo
garantirà il mantenimento dell'identità di ciascun
Registro e verterà inizialmente sullo sviluppo di una collaborazione
tecnica nel settore marittimo», hanno affermato le due società,
spiegando che «fondamentale nel raggiungimento dell'accordo
è stata la volontà di costituire, attraverso questa
unione, il nucleo originatore di un nascente registro europeo».
«In questi ultimi 18 mesi - ha detto Nicola Squassafichi,
amministratore delegato del Rina - abbiamo maturato la convinzione
che, nell'interesse dei nostri clienti, era necessario cercare
un partner strategico per il RINA. Volevamo, però, garantire
il mantenimento dei valori, della tradizione e della professionalità
di questa istituzione. Il raggiungimento di un accordo con BV
permetterà al Rina di rafforzarsi e porterà indubbi
benefici anche ai nostri clienti e a tutto il nostro personale».
Tramontata definitivamente l'ipotesi di un'alleanza con lo statunitense
American Bureau of Shipping (ABS), il Rina ha quindi scelto la
strada francese. Una soluzione che forse ha il gusto di una riappacificazione.
Erano stati feroci gli attacchi che il mondo marittimo transalpino
aveva condotto contro la marineria italiana dopo l'affondamento
della petroliera Erika, certificata dal Rina, di fronte
alle coste francesi. Attacchi che forse hanno fatto terra bruciata
attorno al Rina, lasciandolo allo scoperto e con poche carte in
mano per condurre un tentativo di fusione così delicato.
«Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a raggiungere
un accordo con il Rina - ha commentato Bernard Anne, vicepresidente
esecutivo del Bureau Veritas - che si avvarrà dell'esperienza
della collaborazione già sperimentata nell'ambito dell'UNITAS.
Quest'alleanza creerà una delle più importanti realtà
europee nel settore navale, industriale e della certificazione.
Gli armatori italiani potranno beneficiare del contributo che
il nostro network mondiale e di tecnologie all'avanguardia può
portare all'alleanza. Siamo convinti che la nostra esperienza
nel settore industriale possa sviluppare ulteriormente la gamma
di servizi offerti dal Rina».
«Quest'alleanza - ha concluso Anne - genererà importanti
vantaggi in termini di crescita economica e occupazionale, ponendo
Genova (dove ha sede il Rina, ndr) quale centro di eccellenza
mondiale per le navi passeggeri».
Bureau Veritas, fondato nel 1828, ha oltre 10.000 addetti e 550
uffici in oltre 150 paesi nel mondo. La società è
attiva nei settori aerospaziale, costruzioni, beni di consumo,
energia, agroalimentare, manifatturiero, marittimo, trasporti
e logistica. La sua divisione marittima classifica oltre 6.500
navi per un totale di 37 milioni di tonnellate di stazza.
Il Rina, costituito a Genova nel 1861, è la società
capofila del gruppo Registro Navale Italiano ed ha più
di 650 addetti in 55 uffici nel mondo. La società, uno
dei membri fondatori dell'IACS, classifica oltre 2.000 navi per
un totale oltre 15 milioni di tonnellate di stazza.
B.B.
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