L'attività nel porto di Kandla non tornerà alla
normalità prima di due settimane
Necessari onerosi interventi di ripristino delle strutture
portuali, danneggiate dal terremoto del 26 gennaio
L'attività nel porto di Kandla non tornerà alla
normalità prima di due settimane. Giovedì scorso
alcune navi sono entrate nel primo scalo indiano, attraverso cui
transita circa il 17% del traffico portuale nazionale. Saranno
però necessari ancora molti giorni prima che il ritmo delle
operazioni portuali ritorni regolare, raggiungendo una movimentazione
giornaliera di oltre 30mila tonnellate.
Le grandi infrastrutture portuali di Kandla non sono state seriamente
danneggiate dal forte terremoto che ha colpito l'India lo scorso
26 gennaio. Ma è indispensabile effettuare numerose riparazioni
alle attrezzature, agli edifici, ai magazzini. Gli effetti del
sisma, che ha causato decine di migliaia di vittime, sono evidenti:
il traffico stradale è quasi inesistente, nonostante le
vie di collegamento principali del porto siano intatte. Però
gli edifici che costeggiano le arterie stradali sono seriamente
danneggiati e molte persone non sono ancora tornate al lavoro.
La paralisi dell'attività rappresenta per il porto una
rilevante perdita economica. Ma il problema finanziario più
grave è rappresentato dai lavori di ripristino delle strutture
portuali, il cui costo non è ancora stato stimato. Ma già
si parla di cifre molto elevate.
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