L'Adriatica di Navigazione fa rivivere le "autostrade
del mare" lanciate dalla Viamare
La compagnia di Venezia ha programmato un servizio Genova -
Termini Imerese (Palermo)
Le cosiddette "autostrade del mare", i collegamenti
cabotieri nord-sud nel Tirreno e nell'Adriatico, sono tornate
d'attualità dopo che il capo dello Stato, Carlo Azeglio
Ciampi, ha esortato le istituzioni e gli operatori del trasporto
a valutarle quale mezzo privilegiato per sottrarre traffico merci
alla strada. Esortazioni che sono state raccolte dalla Adriatica
di Navigazione (gruppo Tirrenia), che ha programmato per quest'anno
un collegamento Genova - Termini Imerese (Palermo).
Le "autostrade del mare" non sono una novità
e il progetto della società di Venezia ricalca pari pari
quello della società Viamare di Navigazione Spa, del gruppo
pubblico Finmare, che aveva pianificato nel 1990 un servizio di
cabotaggio marittimo tra il Nord e il Sud, con porti d'attracco
proprio a Genova e a Termini Imerese. Viamare aveva come missione
aziendale quella di trasferire una consistente quota di traffico
camionistico dalla strada al mare.
Messe a punto le strutture, il servizio Viamare fu finalmente
avviato il 29 giugno 1992. Ma l'esordio non fu facile,
anzitutto per una conflittualità portuale, con relativo
blocco delle operazioni di carico e scarico, che di fatto pesò
proprio nel periodo più idoneo per il lancio del servizio
in quanto la concorrenza, con navi miste passeggeri-merci, era
impegnata in un trasporto di turisti che lasciava limitate quote
di stiva al resto. Anche la consegna della nave Via Adriatico
slittata dal promesso 22 agosto al 20 novembre e la disponibilità
della Via Tirreno solo alla vigilia delle festività
natalizie si fecero sentire. Così, di fatto, la Viamare
fu in grado di avere un servizio giornaliero e continuativo soltanto
dall'inizio del 1993.
Il rallentamento dei ritmi di crescita dellíeconomia italiana
fece il resto, con conseguenze non certo limitate al 1992. Nonostante
ciò, i risultati ottenuti da Viamare nel primo anno di
vera attività - il 1993 appunto - furono giudicati in
termini positivi, almeno sotto il profilo dell'operatività,
con un fattore stiva superiore al 50% e una quota di mercato del
48%. Ma il forte indebitamento e i relativi costi finanziari resi
più pesanti dagli effetti della svalutazione della lira
nei confronti del fiorino olandese (quattro ro-ro passeggeri furono
ordinate in Olanda, salvo una commissionata a Palermo alla Fincantieri),
portarono ad una chiusura d'anno in perdita.
Cedute alla Adriatica di Navigazione sia la Via Ionio (dopo
un breve servizio) che la Via Mediterraneo (rimasta sempre
in disarmo) e noleggiata la Via Ligure alla compagnia greca
Strinzis Lines Italy in attesa della cessione definitiva, la Viamare
svolse il servizio con due navi, la Via Adriatico e la
Via Tirreno, e quattro partenze settimanali dai due porti
capolinea.
Questi i punti salienti di una vicenda che risultò fallimentare
e che fece accantonare per qualche anno qualsiasi velleità
di riproporre iniziative pubbliche di questo tipo. Ora ci riprova
l'Adriatica.
B.B.
|