Difficoltà per la statunitense Eagle Global Logistics,
che risente dell'impasse dei settori tecnologico e automotive
Nel primo trimestre ha accumulato un passivo di 9,1 milioni
di dollari. Il trend negativo proseguirà anche nei prossimi
mesi
La statunitense Eagle Global Logistics (EGL) ha riportato nel
primo trimestre di quest'anno un passivo di 4,4 milioni di dollari,
nel quale non sono compresi ulteriori 4,7 milioni di passivo dopo
le imposte derivanti dalla fusione con la Circle International
(inforMARE del
4 luglio 2000).
Il passivo totale sale quindi a 9,1 milioni di dollari, contro
un utile netto di 8,5 milioni di dollari nel primo trimestre del
2000. I ricavi sono invece aumentati del 4%, passando da 405 milioni
di dollari a 422 milioni di dollari.
Il risultato negativo - ha spiegato la società di Houston
- è stato determinato in particolare dal rapido calo dei
volumi di carico registrato alla fine del trimestre, soprattutto
nel mercato statunitense. «Il normale e atteso incremento
delle spedizioni merci in marzo - ha detto il presidente e CEO
dell'EGL, James R. Crane - non si è materializzato. Gennaio
e febbraio sono iniziati con buoni livelli di crescita, rispettivamente
del 14% e del 10% sullo scorso anno, ma c'è stata una flessione
in marzo, che riflette una significativa riduzione dell'attività
dei nostri clienti più importanti nei settori tecnologico
e automotive. Il ricavo è diminuito dell'8% rispetto al
marzo 2000».
Le prospettive permangono negative anche per i prossimi mesi:
«ci attendiamo - ha detto Crane - che i livelli di ricavo
nella restante parte dell'anno non saranno migliori di quelli
dello scorso anno e stiamo predisponendo azioni per ridurre i
nostri costi strutturali ai livelli di anni fa».
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