Il mercato portuale europeo funziona, checché ne dica
Loyola de Palacio
Il leader dei terminalisti di Amburgo spiega le ragioni del
successo delle imprese europee
Partecipando alla settima edizione dell'International Symposium
on Liner Shipping, che si chiude oggi ad Amburgo, il presidente
della federazione delle imprese portuali di Amburgo, Peter Dietrich,
ha detto che il porto tedesco ha registrato nei primi sette mesi
di quest'anno una progressione a due cifre nel settore container,
che fa presumere una movimentazione complessiva a fine anno tra
i 4,7 e i 4,8 milioni di teu. Amburgo prevede inoltre di movimentare
7-8 milioni di teu entro il 2010 e i programmi di investimento
infrastrutturali sono basati su questa stima. «Il dragaggio
della parte bassa del fiume Elba - ha spiegato - ha incrementato
la nostra posizione competitiva. Ma l'industria portuale chiede
di più e spera di ottenerlo».
Dietrich, che è anche presidente della società terminalistica
Hamburger Hafen- und Lagerhaus AG (HHLA), ha ricordato che il
trasporto marittimo containerizzato ha registrato un tasso di
cresciuta due o tre volte superiore rispetto a quello del prodotto
interno lordo in molti traffici. Ma non sono tutte rose e fiori,
almeno per i prossimi due o tre anni: «chi si alza in piedi
al cinema vede meglio - ha spiegato - ma se tutti si alzano in
piedi, solo le persone molto alte si godono il film! Ceteris paribus
questo può essere valido anche per i porti e per lo shipping».
Lo scenario marittimo del settore container - ha rilevato - è
inoltre influenzato dal fatto che le principali compagnie di navigazione
figurano anche tra gli operatori portuali leader della movimentazione
contenitori nel mondo e stanno investendo sempre più nelle
attività portuali. Questa strategia è stata adottata
per assicurarsi un'adeguata capacità di traffico portuale
nelle aree strategiche, per mantenere il controllo sulla merce
il più a lungo possibile, per ricavare profitti dalle attività
portuali e per acquisire un vantaggio sui competitors.
Ma - ha aggiunto - sta emergendo anche una nuova schiera di operatori
portuali internazionali, che sono del tutto indipendenti dalle
compagnie di navigazione. Alcuni dei più attivi terminalisti
indipendenti stanno inoltre ampliando la propria attività
al trasporto terrestre e alle catene logistiche.
E' inoltre aumentata la concorrenza tra le diverse regioni portuali
ed anche la competizione tra i porti all'interno di una stessa
area portuale. «Questo - ha sottolineato Dietrich - è
un beneficio per le compagnie di navigazione, per i caricatori
e i consumatori. La movimentazione portuale in Europa, di conseguenza,
è meno costosa rispetto a qualsiasi altra principale regione
del mondo containerizzato». «Questo - ha puntualizzato
con sarcasmo - è un mercato che funziona. Chiunque lo sa,
forse con l'eccezione del commissario dei Trasporti dell'Unione
Europea di Bruxelles».
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