Il blocco dei voli negli USA ha determinato un passivo di 10
miliardi di dollari a carico delle compagnie aeree mondiali
La stima è della IATA e non tiene conto delle minori
vendite determinate dal calo di fiducia nel
trasporto aereo
L'attacco terroristico che ha colpito gli Stati Uniti ha determinato
un sensibile calo degli introiti dei vettori aerei. Con il blocco
dei voli in Nord America - ha reso noto oggi l'International Air Transport
Association (IATA) - in pochi giorni le compagnie aeree mondiali
sono incorse in costi aggiuntivi e hanno registrato un buco nelle
vendite per un totale di 10 miliardi di dollari. Con la sospensione
delle attività aeree - ha specificato l'associazione -
le compagnie hanno dovuto comunque far fronte al 40% dei costi
nonostante i loro aerei fossero costretti a terra. Il conteggio
non tiene inoltre conto delle minori vendite che le aviolinee
registreranno anche dopo la riapertura dello spazio aereo statunitense,
avvenuta oggi;
una flessione determinata dal calo di fiducia
nel trasporto aereo provocato dai dirottamenti. Tutto questo mentre
il rallentamento dell'economia mondiale ha già comportato
serie ripercussioni sull'industria e sul mercato del trasporto
aereo.
Secondo la IATA, il mercato aereo statunitense genera un giro
d'affari di circa un miliardo di dollari al giorno, a cui vanno
sommati i volumi determinati sia dai mercati transatlantico e
transpacifico che da quelli canadese e messicano.
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