La IATA chiede l'introduzione della biometria nei controlli
di sicurezza del trasporto aereo
I dipendenti delle compagnie aeree e degli aeroporti dovrebbero
essere sottoposti alla scansione dell'iride
I vettori aerei impegnati sulle rotte internazionali accumuleranno
quest'anno perdite per sette miliardi di dollari, contro i 2,5
miliardi di dollari previsti prima degli attacchi terroristici
a New York e Washington. Lo ha detto il direttore generale e CEO
della International Air Transport Association (IATA), Pierre J.
Jeanniot, intervenendo ieri all'Hong Kong International Aerospace
Forum.
L'impatto degli attacchi ha inoltre comportato il taglio di 120.000
posti di lavoro nelle tre settimane successive ai tragici eventi
dello scorso 11 settembre.
Jeanniot si è dichiarato comunque certo che l'industria
aerea riuscirà a superare questa crisi, uscendone riorganizzata
e rafforzata. «Ma tutti gli attori, governi, gestori di infrastrutture
e linee aeree - ha ammonito - devono condividere la stessa strategia».
Jeanniot ha previsto una ripresa del mercato nel 2002 ed ha sottolineato
che quella aerea è la modalità di trasporto di massa
più sicura.
In merito alle misure di sicurezza contro gli atti terroristici,
il direttore generale della IATA ha detto che dovrebbe essere
potenziata l'intelligence dei governi e che dovrebbe essere applicata
la biometria su scala mondiale. «Negli ultimi due anni la
IATA - ha spiegato - sta sostenendo l'uso della biometria. Le
persone che utilizzato il trasporto aereo, in particolare i frequent
flyers, o che erogano un servizio di trasporto aereo (dipendenti
delle compagnie aeree e degli aeroporti, ecc.) dovrebbero essere
sottoposti ad una scansione dell'iride e i loro dati dovrebbero
essere archiviati in un data-base. Una volta passato positivamente
il controllo come soggetti non pericolosi per la sicurezza, a
costoro dovrebbe essere permesso di svolgere la loro legittima
attività, senza ulteriori controlli. Le risorse potrebbero
così essere utilizzate per controllare attentamente coloro
che non hanno superato l'esame positivamente e che potrebbero
rappresentare un potenziale rischio».
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