«If your port has any lack on security, believe me you're
out of the map», says David Dingle (P&O Cruises)
Alla prima giornata di Seatrade Med i rappresentanti dell'industria
crocieristica hanno discusso degli effetti dell'11/9 e delle prospettive
del mercato
«If your port has any lack on security, believe me you're
out of the map». Il concetto espresso da David Dingle, managing
director di P&O Cruises, riassume le valutazioni e le preoccupazioni
sull'andamento del mercato nel Mediterraneo espresse questa mattina
dagli esponenti dell'industria crocieristica che hanno partecipato
alla sessione inaugurale di Seatrade Med Cruise & Ferry Convention,
in svolgimento alla Fiera di Genova.
Oggi, 11 settembre, ad un anno dalla strage terroristica negli
Stati Uniti, i relatori hanno parlato della trasformazione del
mondo crocieristico, che focalizza l'attenzione - come mai aveva
fatto in passato - sulle misure di sicurezza, sia sulle navi che,
soprattutto, nei porti e nelle località meta degli itinerari
crocieristici. La sicurezza prima di tutto, altrimenti porti e
compagnie crocieristiche sono fuori dal gioco, rischiano di uscire
dal mercato. D'altronde l'11/9 ha modificato profondamente l'atteggiamento
dei crocieristi: quelli americani sono più propensi a non
allontanarsi dagli Stati Uniti e nel Mediterraneo sono state cancellate
le classiche mete del bacino orientale.
L'industria delle crociere, dopo il tonfo borsistico dello scorso
autunno, ha mostrato di saper risalire la china rapidamente, ma
tuttora i rappresentanti delle compagnie manifestano cautela nelle
previsioni e guardano con attenzione ad ogni segnale negativo
o positivo giunga dal loro settore. Uno di questi ultimi - ha
azzardato Chris Hayman, amministratore delegato di Seatrade -
potrebbe essere rappresentato dall'ordinativo emesso alla fine
dello scorso luglio dalla Carnival nei confronti della Fincantieri
per la costruzione di una quarta nave da crociera della classe
Conquest (inforMARE del
29 luglio
2002). Il primo segnale positivo giunto dopo l'11 settembre -
ha però precisato Enrico Buschi, vicepresidente esecutivo
della divisione crocieristica del gruppo navalmeccanico Fincantieri
- potrebbe risalire invece allo scorso aprile, quando Holland
America Line (gruppo Carnival) ha esercitato un'opzione, sempre
con la Fincantieri, per la costruzione di una quinta nave da crociera
di classe Vista (inforMARE del
26 aprile 2002)
Non mancano tuttavia i segnali negativi, e non sono solo gli aspetti
della security a rallentare la crescita dell'industria crocieristica
in Europa, ha rilevato Pamela Conover, presidente e COO di Cunard
Line. Nonostante il mercato abbia un grande potenziale, anche
grazie al maggior numero di giorni di ferie di cui godono gli
europei rispetto agli americani, l'attività in Europa
- ha precisato - è ostacolata da alcuni fattori, tra cui
le elevate tasse portuali e le inadeguate infrastrutture crocieristiche
nei porti.
Tra i disservizi, Franco Pellicari, senior vice president di Costa
Crociere, ha menzionato anche quelli degli aeroporti e dei collegamenti
aerei, indispensabili per i crocieristi, soprattutto per quelli
americani, il cui ritorno nel Mediterraneo è atteso - a
detta di tutti - per il prossimo anno. Comunque il 2002 è
stato un anno fruttuoso per la compagnia italiana del gruppo Carnival:
Costa ha registrato complessivamente 450mila passeggeri, di cui
270mila nel Mediterraneo (contro i 250mila nel 2001). Il prossimo
anno la compagnia prevede di ospitare 550mila passeggeri, di cui
320mila nel solo Mediterraneo, dove ritiene di poter ripristinare
scali nel bacino orientale. A questi si aggiungeranno nuove toccate
in Croazia, Grecia e Italia (Ravenna).
Lo sviluppo del mercato crocieristico nel Mediterraneo non passa
solo attraverso le misure di sicurezza e il varo di nuove navi:
è anche - anzi soprattutto - un problema di cultura, ha
sottolineato il presidente di Festival Crociere, Giorge Poulides.
In Europa e nel Mediterraneo - ha spiegato - «la crisi del
turismo americano ha messo in evidenza la mancanza di capacità
di creare prodotti dedicati», il prodotto delle crociere
«si è talvolta appiattito su standard internazionali».
«Tradizione, cultura, formazione, patrimonio genetico, radici
- secondo il presidente di Festival - sono i peggiori nemici di
chi pretenderebbe di entrare in Europa e in particolare nel Mediterraneo
con gli stessi identici stili, con gli stessi identici messaggi,
che hanno determinato il successo di massa del prodotto crociere
nel mercato americano». Sornione, Poulides ha annunciato
intanto il raddoppio dei passeggeri italiani ottenuto dalla Festival
nel 2002.
Patrick Ryan, managing director della divisione sales e marketing
per l'Europa di Royal Caribbean e Celebrity Cruises e presidente
della sezione crociere della Passenger Shipping Association, ha
espresso fiducia sul futuro del mercato crocieristico, anche se
l'11 settembre ha modificato le strategie dei vettori anche in
Europa, dove le compagnie hanno scelto di ampliare le quote dei
mercati in cui già operano e di creare nuovi marchi crocieristici
con connotazioni nazionali nei nuovi mercati europei in cui scelgono
di operare.
La sessione si è conclusa con la presentazione di Thomson
Cruises,del gruppo TUI (ex Preussag) da parte del general manager
David Selby.
Bruno Bellio
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