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2 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08.38 GMT+1



4 giugno 2003

La IATA sollecita i governi a fare la loro parte per sostenere la riforma dell’industria aerea

«Le compagnie aeree - ha detto Bisignani - si sono adattate alle nuove circostanze. E’ ora giunto il momento che i loro partner e i governi facciano lo stesso»

Nel discorso di apertura della 59ª assemblea annuale dell’International Air Transport Association (IATA), tenuto lunedì scorso a Washington, il direttore generale ed amministratore delegato dell’associazione, Giovanni Bisignani, ha elencato una serie di misure per risollevare le sorti del settore. «Sono necessari drastici cambiamenti - ha spiegato - per assicurare la sostenibilità finanziaria a lungo termine dell’industria del trasporto aereo». Settore che - ha ricordato - negli ultimi due anni è stato «come un pugile che viene colpito ancora più duramente dopo ogni atterramento».

Secondo Bisignani non sono però sufficienti i programmi di riduzione dei costi e di incremento dell’efficienza adottati dall’industria aerea. Il direttore generale della IATA ritiene infatti che sia necessario un nuovo approccio nelle relazioni con i sindacati ed un intervento da parte dei governi. In particolare, in merito al primo aspetto, Bisignani ha detto che i piloti «non devono nascondersi dietro vecchie normative di lavoro, come le liste di anzianità, che sono tagliate fuori dall’attuale mondo competitivo. L’industria ha bisogno di premiare il rendimento, non l’età o l’anzianità».

Ma il ruolo più importante - secondo Bisignani - deve essere sostenuto dai governi allentando i vincoli sull’assetto proprietario per consentire alle compagnie aeree di accedere ai mercati finanziari globali, introducendo criteri di carattere economico nella fornitura di servizi aeroportuali e di controllo del traffico aere per eliminare i monopoli, incrementando la cooperazione tra le autorità nazionali sulla concorrenza, limitando l’imposizione di imposte discriminatorie e di tasse sull’industria aerea, proteggendo gli interessi dei consumatori da misure governative unilaterali e assumendosi la responsabilità dei costi relativi alla sicurezza.

Bisignani ha ricordato che il trasporto aereo internazionale è governato dalla convezione di Chicago del 1944. «Il sistema bilaterale, le normative nazionali sulla proprietà e l’approccio delle autorità antitrust - ha detto - sono i tre pilastri della stagnazione del trasporto aereo internazionale. Non c’è bisogno di eliminarli, ma c’è bisogno di modernizzarli».

Bisignani ha sottolineato come i fornitori di servizi aeroportuali e di controllo del traffico aereo operino in monopolio e rappresentino 40 miliardi di dollari di costo per le compagnie aeree, mentre invece queste ultime operino in un mercato commerciale competitivo. «L’industria - ha affermato - non può permettersi di continuare a sostenere il 20% dei margini di profitto medi degli aeroporti e dei controllori di volo».
«Non possiamo sederci e aspettare tempi migliori», ha concluso Bisignani. «Il trasporto aereo deve continuare a compiere il suo ruolo quale motore della crescita economica globale e a dare lavoro ad oltre 1,7 milioni di persone in tutto il mondo. Le compagnie aeree si sono adattate alle nuove circostanze. E’ ora giunto il momento che i loro partner e i governi facciano lo stesso».


ITAL-PRO-RA.MAR.
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