Nel 2003 il traffico marittimo mondiale è cresciuto del 3,7% a 6,17 miliardi di tonnellate
La movimentazione container nei porti ha raggiunto la quota record di 266,3 milioni di teu (+9,2%). La capacità della flotta mondiale è cresciuta dell’1,5% a 857,0 milioni di tpl
Nel 2003 il traffico marittimo mondiale è cresciuto del 3,7% a 6,17 miliardi di tonnellate, contro una crescita dell’1,0% nel 2002. La progressione - rileva il "Review of Maritime Transport, 2004" diffuso oggi dall’UNCTAD - è stata determinata principalmente dalle positive performance economiche di Stati Uniti, Giappone, Cina e - in misura minore - Europa.
La maggior quota delle esportazioni mondiali per via marittima spetta alle nazioni asiatiche con il 37,2%, seguite dall’Europa con il 25,1%; Nord America e le nazioni in via di sviluppo del continente americano hanno totalizzato il 20,7% delle esportazioni mondiali, mentre le quote di Africa e Oceania si sono attestate rispettivamente a 8,9% e 8,0%.
Il rapporto rileva come il 2003 sia stato un anno positivo per gli armatori che operano flotte cisterniere, così come per quelli che operano portarinfuse e portacontainer, e questo trend è proseguito nel 2004. Viene inoltre sottolineato il significativo ruolo delle nazioni asiatiche nel settore del trasporto marittimo: i Paesi dell’area hanno fornito circa la metà di tutti gli equipaggi mondiali, i due terzi degli operatori portuali, l’83% delle costruzioni di portacontainer e il 99% delle demolizioni navali. Ventotto delle 50 maggiori compagnie di navigazione del mondo risultavano avere sede in Asia.
L’Asia riveste un ruolo di primo piano anche nella distribuzione dei flussi di traffici marittimi containerizzati, e si prevede - osserva il rapporto - che tale ruolo sia proseguito nel 2004 e prosegua nel 2005, quando il tasso di crescita dei traffici containerizzati del sud-est asiatico e del Far East sarà attestato a +11% grazie ai consistenti scambi intra-asiatici e alle esportazioni cinesi verso il Nord America e l’Europa.
Notevole l’importanza dei porti dell’Asia nello scacchiere dei traffici: nel 2003 i sei maggiori porti container mondiali e 20 dei primi 30 porti container mondiali erano asiatici. Nel 2003 i più elevati tassi di crescita sono stati registrati nei porti cinesi, e in particolare a Shanghai e Shenzhen, dove il traffico dei container è aumentato rispettivamente del 31% e del 40%.
Nel 2003 la quota del traffico marittimo mondiale relativa alle nazioni in via di sviluppo è diminuita: queste nazioni hanno rappresentato il 48,2% di tutti gli imbarchi di merci e il 29,7% degli sbarchi, contro rispettivamente il 48,8% e il 30,9% del 2002. In calo anche la quota delle nazioni asiatiche in via di sviluppo, dove le merci imbarcate e sbarcate sono state pari rispettivamente al 28,9% e 20,7%. Per le nazioni in via di sviluppo dell’Africa la quota di merci imbarcate è scesa al 6,5%, quella di merci sbarcate è diminuita a 3,2%. La quota di traffici marittimi delle nazioni in via di sviluppo del continente americano è calata rispetto al 2002, scendendo al 12,3% per le merci imbarcate e al 5,4% per quelle sbarcate.
Nel 2003 i carichi cisternieri sono cresciuti complessivamente del 3,4%, quelli di rinfuse secche hanno registrato un incremento del 3,8%. Nel settore dei traffici di linea, la movimentazione container nei porti è aumentata del 9,2% raggiungendo la quota record di 266,3 milioni di teu.
Nel 2003 la capacità della flotta mondiale è cresciuta dell’1,5% a 857,0 milioni di tonnellate di portata lorda. Nel corso dell’anno sono state consegnate nuove navi per complessive 49,2 milioni di tpl, con un incremento di 0,2 milioni di tpl rispetto al 2002, e le demolizioni e le navi perdute sono ammontate a 25,6 milioni di tpl, contro 30,5 milioni di tpl nel 2002. Petroliere e rinfusiere rappresentavano il 72,9% della capacità della flotta mondiale, le portacontainer il 10,6%.
La produttività della flotta mondiale, in termini di tonnellate di merce trasportata per tonnellata di portata lorda, è cresciuta a 7,2, contro 7,0 nel 2002.
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