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23 novembre 2005

La Commissione Europea ha presentato il pacchetto "Erika III"

Prevede modalità più rigorose per il rilascio delle bandiere europee, il rafforzamento delle norme sulle società di classificazione e sul controllo da parte dello Stato di approdo (prevista l'ispezione del 100% delle navi che entrano in porti UE), la modifica della direttiva sul monitoraggio del traffico, un quadro normativo armonizzato per lo svolgimento delle inchieste sugli incidenti e il miglioramento della normativa sulla responsabilità e il risarcimento dei danni in caso di incidenti

Oggi la Commissione Europea ha presentato il terzo pacchetto di sicurezza marittima, il cosiddetto "Erika III". Rispetto ai primi due pacchetti "Erika I" e "Erika II", varati - ha ricordato Bruxelles - come reazione ai gravi incidenti dell'Erika e della Prestige e come un dispositivo "difensivo" per proteggere l'Europa contro il rischio di incidenti e di inquinamento, il pacchetto "Erika III" - ha spiegato la Commissione - prevede «una politica più "offensiva", intesa cioè a ristabilire durevolmente condizioni di sana concorrenza per tutti gli operatori che rispettano le norme internazionali». «La qualità dei servizi offerti dagli operatori marittimi - ha detto il vicepresidente della Commissione, Jacques Barrot, responsabile del settore trasporti - costituisce il fattore essenziale per la competitività del settore e, sotto questo profilo, la capacità di fornire un servizio sicuro e rispettoso dell'ambiente è fondamentale. Per accrescere la qualità del trasporto marittimo occorrono anche maggiore severità verso i gli operatori poco scrupolosi che falsano la concorrenza e amministrazioni marittime e società di classificazione più efficienti».

Il terzo pacchetto include sette proposte legislative distribuite in due filoni principali: una migliore prevenzione degli incidenti e dell'inquinamento ed una più efficiente gestione delle conseguenze degli incidenti.

La prima proposta mira a rendere più rigorose le modalità di rilascio delle bandiere europee. Agli Stati membri la Commissione chiede di controllare efficacemente che le navi che battono la loro bandiera rispettino le norme internazionali e, a tale scopo, le invita a dotarsi di un'amministrazione marittima che applichi rigorosamente i criteri di qualità. La responsabilizzazione delle amministrazioni marittime nazionali - ha sottolineato l'esecutivo europeo - è il preludio al futuro sviluppo di una bandiera europea.

Altre due proposte sono finalizzate a rafforzare le normative vigenti sulle società di classificazione e sul controllo da parte dello Stato di approdo, direttive che la Commissione ha annunciato di voler rifondere in un testo unico più chiaro e più leggibile.
Per assicurarsi che le società di classificazione svolgano un lavoro di migliore qualità la Commissione ritiene indispensabile l'istituzione di un sistema di controllo della qualità indipendente e l'introduzione di sanzioni finanziarie più graduali e proporzionate.
Per quanto riguarda il controllo da parte dello Stato di approdo, è stato inasprito il regime attualmente vigente nei confronti delle navi non conformi alle norme. In particolare sono state inasprite le norme sul divieto di accesso e la proposta getta la basi anche per una profonda riforma dell'attuale normativa: il regime in vigore, che prescrive ispezioni, ad opera di ciascuno Stato membro, del 25 % delle navi che fanno scalo nei suoi porti, sarà sostituito da un obiettivo comunitario. È infatti previsto che sia ispezionato il 100% delle navi che entrano in porti comunitari, alleggerendo peraltro gli obblighi di ispezione delle navi che possiedono alti standard di qualità.

La Commissione ha proposto anche la modifica della direttiva sul monitoraggio del traffico. Uno degli obiettivi è il miglioramento del quadro normativo sui luoghi di rifugio per le navi in difficoltà. L'obbligo di designare un'autorità indipendente e l'identificazione preventiva di tutti i potenziali luoghi di rifugio - ha spiegato Bruxelles - miglioreranno l'efficacia e la rapidità delle decisioni in caso di incidenti in mare. Inoltre, la Commissione propone di generalizzare la dotazione delle navi da pesca con sistemi di identificazione e di localizzazione automatica (AIS) così da ridurre i rischi di abbordaggio e collisione.

Per la parte relativa alla gestione delle conseguenze degli incidenti marittimi, la Commissione ha proposto una direttiva per istituire un quadro normativo armonizzato a livello europeo per lo svolgimento delle inchieste sugli incidenti, nonché per rafforzare l'indipendenza degli organismi di inchiesta.

Infine le due ultime proposte del terzo pacchetto riguardano il miglioramento della qualità della normativa generale in tema di responsabilità e di risarcimento dei danni in caso di incidenti. Si tratta - ha precisato la Commissione - di recepire nel diritto europeo le disposizioni della Convenzione di Atene (2002) onde generalizzare il regime di tutela istituito da questa Convenzione a tutti i passeggeri delle navi nell'UE, ivi compreso il traffico marittimo intraeuropeo e la navigazione interna. Si tratta altresì di responsabilizzare in misura maggiore i proprietari di navi e di imporre loro l'obbligo di sottoscrivere polizze assicurative o di munirsi di garanzie finanziarie per i danni ai terzi, che coprano anche le spese di rimpatrio dei marinai in caso di abbandono.


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