Le rinfuse liquide costituiscono la metà dei carichi dello short sea shipping europeo
Nel 2004 questa modalità di trasporto ha movimentato 1,8 milioni di tonnellate di merci nell’UE, pari al 63,4% dell’intero traffico marittimo
Giovedì scorso Eurostat ha pubblicato i dati statistici relativi all’evoluzione del settore dello short sea shipping nel periodo 2000-2004.
Nel 2004 questa modalità di trasporto ha movimentato 1,8 milioni di tonnellate di merci nelle 25 nazioni dell’Unione Europea, pari al 63,4% dell’intero traffico marittimo delle merci registrato dai 25 Paesi.
Il Nord Europa e il Mediterraneo hanno totalizzato la maggior quota di short sea shipping, che è risultata rispettivamente pari al 29,3% (582 milioni di tonnellate) e al 26,9% (533 milioni di tonnellate) del volume totale movimentato.
Tra le varie nazioni, il Regno Unito e l’Italia hanno registrato la quota più consistente di traffico di short sea shipping rispettivamente con 347 e 311 milioni di tonnellate movimentate.
In tutte le regioni marittime i carichi di rinfuse liquide (inclusi il gas liquido, il greggio e i prodotti petroliferi) hanno rappresentato il maggior quantitativo di merce trasportata con servizi di short sea shipping e in Estonia, Francia ed Olanda hanno rappresentato oltre il 60% dei carichi complessivi.
Complessivamente nel 2004 i traffici di short sea shipping sono risultati costituiti per il 50,7% di rinfuse liquide, per il 18,9% di rinfuse solide, per il 12,7% di unità ro-ro, per il 10,2% di container e per il 7,5% di altri tipi di carico.
Rotterdam è il primo porto dell’Unione Europea in questo settore. Inoltre tutti i primi 20 porti europei della classifica dello short sea shipping registrano una predominanza di questo tipo di traffico rispetto al trasporto marittimo oceanico; in particolare la quota dello short sea shipping è superiore al 90% nel porto britannico di Forth, nei porti italiani di Augusta e Trieste e nel porto svedese di Goteborg.
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