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18 dicembre 2007

L'evoluzione dei mercati marittimi e il ruolo dell'India

Giornata di approfondimento sul tema organizzata dal Gruppo Giovani Armatori di Confitarma

Oggi a Roma, in occasione dell'assemblea di fine anno e in vista della prossima missione in India prevista per la primavera del 2008, il Gruppo Giovani Armatori di Confitarma, ha svolto una giornata di approfondimento sui principali mercati del trasporto marittimo internazionale con particolare attenzione alle opportunità in forte ascesa offerte dall'India, «per capire - ha spiegato il presidente del Gruppo, Giuseppe Mauro Rizzo, quali opportunità si offrono agli armatori italiani che devono essere preparati ad affrontare i nuovi mercati che si schiuderanno nei prossimi anni e le conseguenti inevitabili ripercussioni sulle strategie commerciali e logistiche ma anche sul fronte delle risorse umane e del personale navigante».

Nel sottolineare che, nonostante lo sviluppo dell’India non sia così rapido come quello cinese, John Kearsey, senior analyst della Simpson Spence & Young di Londra, ha osservato come si registri comunque una notevole crescita nei settori dei carichi secchi e liquidi che sicuramente offrono opportunità di forti upside di mercato negli anni a venire anche per l’armamento italiano. L’India infatti sta investendo notevolmente nell’industria dell’energia e per questo sta importando grandi quantità di carbone, ma crescono anche l’industria siderurgica e quella della raffinazione del petrolio e tutto ciò comporta l’esigenza di maggiori importazioni di materie prime e la spinta a future esportazioni di prodotti raffinati.

Secondo Ralph Kredens Leszczynski, senior analyst della Banchero Costa di Genova, per quanto riguarda il carico secco, attualmente il mercato è molto forte grazie allo sviluppo della domanda, determinata soprattutto dalle notevoli importazioni della Cina. A tutt’oggi l’offerta di tonnellaggio è cresciuta in modo del tutto insufficiente e ciò durerà per tutto il 2008, dato che le prime consegne di nuove navi sono previste a partire dalla seconda metà del 2009. Un altro problema importante è la congestione dei porti che con ritardi anche di 30 giorni per la caricazione, come avviene in Australia, toglierà dal mercato tonnellaggio disponibile. Per le cisterne il problema è opposto perché negli ultimi due/tre anni il mercato è stato meno interessante per un appiattimento della domanda nonostante il numero significativo di consegne. Peraltro, si prevede che nei prossimi anni verranno rese operative molte nuove raffinerie, specialmente in India e nel Medio Oriente con il conseguente allungamento delle distanze dei trasporti, per esempio dall’India agli Stati Uniti. Infine esistono ancora moltissime navi a scafo singolo che dovranno essere demolite o convertire nei prossimi anni per cui le prospettive a medio-lungo termine sono rosee per il settore delle cisterne.

Per quanto riguarda il mercato dei container, John D’Ancona, senior analyst della HoweRobinson Shipbrokers di Londra, ha evidenziato come i prezzi molto alti delle navi condizionino gli effettivi guadagni degli operatori. Ecco perché si guarda con crescente preoccupazione all’andamento dell’economia europea strettamente collegata a quella degli Stati Uniti. Di fatto se l’economia USA si mantiene forte il mercato delle portacontainer sarà positivo. Le economie asiatiche tuttavia rappresentano il futuro driver del mercato.

ABB Marine Solutions

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