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5 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18.59 GMT+1



1 aprile 2008

Assoferr presenta alcune proposte per il rilancio del sistema ferroviario merci in Italia

L'associazione chiede innanzitutto «l'immediato annullamento del legame tuttora esistente fra gestore dell'infrastruttura RFI e l'impresa ferroviaria Trenitalia»

Assoferr, l'Associazione Operatori Ferroviari e Intermodali, ha presentato un manifesto per il rilancio del sistema ferroviario merci in Italia. Sottolineando «lo stato di grave sofferenza del settore causa la politica di forte ridimensionamento sul mercato interno e su molte filiere perpetrato in modo sinergico da decisioni governative e da vari atti del gruppo FS Spa, dall'impresa ferroviaria dominante senza tener debitamente conto delle esigenze del sistema produttivo del Paese, del
crescente congestionamento delle strade ed autostrade, dell'aumentato costo dell'energia e della grave incertezza che esiste nel Paese nel considerare trasporto e logistica un fattore del sistema produttivo nella competizione internazionale», l'associazione ha accusato il gruppo Ferrovie dello Stato (FS) di non aver «adeguatamente coinvolto il mercato per valutare se e quali siano le modifiche da apportare al sistema per far sì che l'Italia disponga di un servizio paragonabile a quello degli altri grandi Paesi europei in un contesto che permetta all'impresa ferroviaria di esprimere al meglio il suo efficientamento».

Secondo Assoferr, per il rilancio del sistema ferroviario merci è necessario innanzitutto «l'immediato annullamento del legame tuttora esistente fra gestore dell'infrastruttura RFI e l'impresa ferroviaria Trenitalia per impedire una presenza monopolistica con l'appartenenza allo stesso azionista FS Spa di un trazionista e il gestore della rete».

Inoltre l'associazione auspica un «ruolo di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) attivo e da protagonista nel trasporto», in particolare «per la costruzione di nuovi raccordi e nuovi terminal intermodali in funzione esclusivamente dell'esercizio ferroviario e della valenza di nuovi impianti nel territorio indipendentemente dagli stessi interessi commerciali di Trenitalia, e quindi in rapporto al possibile ingresso di nuovi coprotagonisti nella trazione nella nostra penisola» e «per un chiarimento sulle attività di manovra e terminalizzazione e sul ruolo di RFI in rapporto con le imprese ferroviarie». «L'accesso a stazioni e impianti - ha osservato Assoferr - deve avvenire in termini di sostenibilità economica e trasparenza tariffaria e tecnica. Quindi con impianti innovativi e coerenti ad una diminuzione dei costi ed a un aumento produttivo del sistema ferroviario (binari lunghi, se possibile sotto bordo, impianti aperti 24h, giorno e notte)».

«Infine - ha aggiunto l'associazione - è necessaria la programmazione di una politica ferroviaria nazionale che - d'accordo con l'Unione Europea - tenga conto del passaggio al mercato liberalizzato con misure di accompagnamento e incentivazione calibrate sugli investimenti per assi e filiere e non come avvenuto fino ad oggi a pioggia, contrapponendo - anziché integrare - le varie modalità di trasporto».

Inoltre Assoferr ha avanzato tre proposte. Innanzitutto «il rifacimento e l'ottimizzazione, grazie all'avvento della Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, del quadro normativo nazionale in conformità a quanto prescritto dalle norme europee e recependo come Italia la nuova COTIF 1999». Quindi, «la non adozione di un unico contratto di lavoro delle attività ferroviarie quanto piuttosto la condivisione di uno schema di riferimento che tenga conto della salvaguardia dei diritti dei lavoratori, ma anche della sostenibilità economica e operativa del sistema ferroviario merci nella sua diversità rispetto al settore passeggeri o ad altri comparti del trasporto e della logistica» e «la costituzione di un Osservatorio sul mercato ferroviario merci nell'ambito del ministero dei Trasporti con la presenza di associazioni di riferimento per il mercato, avendo RFI come riferimento ed essendo aperta al contributo di tutti gli operatori e di tutte le imprese ferroviarie e intermodali».

ITAL-PRO-RA.MAR.
Fortune International Trasport
Autorità Portuale di Taranto



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