
|

|
|
3 aprile 2008
|
|
- Bruxelles invia pareri motivati in materia di trasporto
marittimo a Italia, Estonia, Finlandia e Spagna
-
- Deferimento di Italia, Grecia, Lussemburgo e Portogallo alla
Corte di Giustizia per violazione della normativa sociale europea
nel campo dell'autotrasporto
-
- Oggi la Commissione Europea ha inviato un parere motivato -
ultima fase della procedura prima della denuncia alla Corte di
giustizia - all'Estonia e all'Italia per non aver ottemperato
all'obbligo di adottare norme nazionali in materia di reciproco
riconoscimento dei certificati rilasciati ai marittimi dagli Stati
membri. Bruxelles ha deciso di procedere nei confronti di Estonia e
Italia per non avere recepito integralmente nel diritto nazionale la
direttiva 45 adottata nel 2005 che riguarda il reciproco
riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla
gente di mare. Estonia e Italia avrebbero dovuto recepire la
direttiva entro lo scorso 20 ottobre.
-
- La Commissione Europea ha inviato all'Italia un altro parere
motivato per non avere adeguatamente recepito integralmente nel
diritto nazionale e applicato la legislazione sul controllo dello
Stato di approdo (direttiva 21 del 1995 successivamente modificata
anche a seguito del naufragio della petroliera Erika). Tale
direttiva ha lo scopo di ridurre la presenza nelle acque comunitarie
di navi al di sotto delle norme, promuovendo l'applicazione della
legislazione internazionale e comunitaria in materia di sicurezza
marittima, fissando criteri comuni per il controllo delle navi negli
Stati di approdo e armonizzando le procedure di ispezione e fermo.
-
- Sempre in materia di trasporto marittimo, la Commissione Europea
ha inviato alla Finlandia un parere motivato riguardante le
normative nazionali finlandesi che obbligano gli armatori stranieri
ad avere in Finlandia un rappresentante approvato dalle autorità
doganali. Tale rappresentante e l'armatore sono congiuntamente e
individualmente responsabili dei pagamenti delle tariffe di
pilotaggio relative al transito delle navi nelle vie navigabili, in
particolare quelle di accesso ai porti. Tali disposizioni - ha
rilevato Bruxelles - costringono gli armatori stranieri a sopportare
oneri aggiuntivi ed è quindi per loro più difficile
offrire servizi concorrenziali rispetto agli armatori finlandesi.
-
- Inoltre la Commissione ha indirizzato un parere motivato alla
Spagna per aver inserito nella normativa nazionale disposizioni che
determinano discriminazioni nell'applicazione dei diritti portuali.
Secondo Bruxelles, le tasse portuali applicate alle navi che
approdano alle Canarie e alle Baleari oppure a Ceuta e Melilla sono
inferiori rispetto a quelle applicate ai traffici tra porti della
Spagna continentale o con altre destinazioni nella Comunità
europea. Inoltre la legislazione spagnola prevede che la tassazione
applicata al traffico operato tra i porti della Spagna e quelli di
nazioni terze non possa essere oggetto di alcuna agevolazione e
risulta quindi superiore rispetto a quella relativa al traffico tra
i porti spagnoli e quelli comunitari.
-
- Le ultime decisioni odierne della Commissione in materia di
trasporto riguardano il deferimento alla Corte di Giustizia di
Italia, Grecia, Lussemburgo e Portogallo per violazione della
normativa sociale dell'UE nel campo dell'autotrasporto. I quattro
Stati comunitari hanno omesso di comunicare i rispettivi
provvedimenti nazionali che danno attuazione alla direttiva 22 del
2006 relativa alla normativa sociale europea nell'ambito dei
trasporti su strada. Il termine ultimo per il recepimento della
direttiva scadeva il 1° aprile 2007.
La direttiva dispone che
il numero dei controlli che ciascuno Stato membro organizza per
garantire l'osservanza delle disposizioni in materia sociale (tempi
di guida e periodi di riposo) debbano aumentare gradualmente
dall'attuale 1% dei giorni di lavoro effettivo al 2% nel 2008 e al
3% nel 2010. Un ulteriore requisito prescritto dalla direttiva
consiste nell'organizzazione, almeno sei volte l'anno, di controlli
concertati da parte delle autorità competenti di ciascuno
Stato; la direttiva prescrive inoltre un coordinamento e una
cooperazione migliori tra le autorità preposte ai controlli,
l'organizzazione di programmi di formazione comuni, livelli standard
di strumentazione e, inoltre, lo sviluppo di sistemi elettronici per
lo scambio di informazioni.
|
|
- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
|