- Scambio di accuse governo-sindacato sulla crisi di Malta
Shipyards
-
- Per l'esecutivo è causata dalla scarsa produttività,
secondo i rappresentanti dei lavoratori dalle decisioni errate del
management
-
- Il governo maltese ha lanciato un nuovo allarme per la
preoccupante situazione finanziaria in cui versa il cantiere di
riparazioni navali Malta Shipyards ed ha accusato il sindacato
General Workers' Union (GWU) di aver contribuito a determinare tale
situazione avendo sottovalutato lo scarso livello di produttività
dei lavoratori dello stabilimento. Accusa che è stata
rispedita al mittente dall'organizzazione sindacale, che ha
precisato di non essere stata messa a conoscenza della situazione
finanziaria del cantiere e che a sua volta ha accusato il management
dell'azienda navalmeccanica per aver acquisito un contratto di
conversione su basi economiche svantaggiose per Malta Shipyards.
Tale contratto - secondo GWU - potrebbe determinare un passivo di 20
milioni di lire maltesi (70 milioni di dollari). Tale previsione è
stata definita «superficiale» dal ministero delle
Infrastrutture, trasporti e comunicazioni della Valletta, secondo il
quale l'esito economicamente negativo del contratto in primo luogo
non ha la rilevante consistenza quantificata dal sindacato ed è
da addebitarsi alla diminuzione del livello di produttività
del cantiere ed alla necessità di rifare parte del lavoro di
conversione in quanto non corrispondente alle richieste del
committente. Inoltre - secondo il dicastero - il sindacato è
stato regolarmente informato circa la situazione finanziaria di
Malta Shipyards.
|