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27 maggio 2008
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- Cna Fita: l'alternativa al fallimento dell'autotrasporto è
lo spegnimento dei motori
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- Dal gennaio 2008 ad oggi il prezzo del gasolio da autotrazione è
aumentato del 18%
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- L'autotrasporto italiano rischia il fallimento. L'allarme è
lanciato nuovamente dalla Cna Fita, che sottolinea come la
maggioranza delle imprese di autotrasporto sia oppressa
dall'esplosione dei prezzi del gasolio e dall'assenza di
qualsivoglia riscontro sulle tariffe riconosciute loro dalla
committenza. Se il prezzo da pagare è il fallimento - osserva
il responsabile nazionale la confederazione dell'autotrasporto
Maurizio Longo - «allora è meglio spegnere subito i
motori».
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- Longo delinea uno scenario catastrofico del settore, ormai
caratterizzato da imprese in affanno o in stato pre-fallimentare.
Dal gennaio 2008 ad oggi - spiega il rappresentante di Cna Fita - il
gasolio è aumentato del 18%; negli ultimi 4 anni, in termini
assoluti, il prezzo del gasolio da autotrazione è cresciuto
del 70%.
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- «In queste condizioni - rileva Longo - è oggi
indispensabile sostenere tutte quelle imprese che hanno deciso e
decideranno in questi giorni di fermare il Tir per l'assenza di
tariffe adeguate ai costi di produzione dei servizi e quindi per
evitare che l'indebitamento assuma dimensioni sproporzionate».
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- Cna Fita lamenta che l'emergenza costi più volte
evidenziata dalle organizzazioni dell'autotrasporto e già
all'origine del fermo di dicembre non abbia ancora trovato la
disponibilità del governo al confronto. Secondo Longo quella
di «spegnere i motori, così come hanno fatto i
bisarchisti (sub-vettori) in questi giorni, e come stanno facendo
spontaneamente altri autotrasportatori, diventa una scelta
obbligata: non esistono più condizioni economiche in grado
non solo di garantire la sopravvivenza ma anche di evitare che ogni
singola azienda si carichi ogni mese di ulteriori debiti e di
ulteriori oneri finanziari, viaggiando inesorabilmente verso la
bancarotta».
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