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3 giugno 2008
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- Il rincaro del carburante non ha effetto sull'andamento del
mercato della nautica
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- Necessario un adattamento delle strutture portuali
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- L'aumento del prezzo del carburante incide sulla tipologia degli
itinerari nautici, mentre non ha effetto sull'andamento del mercato.
Si riducono infatti le ore di navigazione, ma non l'acquisto di
unità da diporto di dimensioni sempre maggiori. Delle
conseguenze sul mercato causate dalla forte crescita del prezzo del
petrolio si è discusso nel corso della sesta conferenza
internazionale sulle Marine che si è svolta la scorsa
settimana ad Ostenda e che è stata organizzata
dall'International Council of Marine Industry Association (ICOMIA),
l'associazione mondiale dell'industria nautica. Alla conferenza ha
partecipato una delegazione dell'Associazione Italiana Porti
Turistici (Assomarinas) guidata dal presidente Roberto Perocchio,
coordinatore di alcune sessioni del meeting.
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- La continua crescita del mercato della nautica richiede un
adattamento delle strutture portuali non solo in termini
dimensionali, ma anche per quanto riguarda la qualità e la
varietà dei servizi e delle occasioni di intrattenimento
offerte ai diportisti. Nel corso della conferenza è stata
sottolineata la necessità da parte dei porti turistici di
rafforzare la loro attività di collegamento con altre
strutture analoghe (networking) e la necessità di definire
itinerari di navigazione realizzati secondo una logica di interesse
storico-culturale-naturalistico. Questo obiettivo potrebbe essere
realizzato, stimolando le singole strutture, con la creazione di un
consorzio ad hoc fra porti turistici allo scopo di migliorare la
promozione collettiva anche con il contributo degli enti locali
interessati.
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- Un altro tema affrontato nel corso della conferenza è
stato quello dell'espansione e potenziamento dei cosiddetti
“marina-hub”, in modo da costituire vasti porti
turistici d'avanguardia che fungano da generatori anche per quel
turismo nautico che voglia raggiungere destinazioni costiere minori,
mentre si fa strada una nuova politica di gestione dei porti secondo
nuovi standard che si riferiscono più alla filosofia con cui
si gestisce un “hotel-marina” piuttosto che ad una
gestione condominiale della struttura. Si punta, quindi, ad affinare
al meglio l'accoglienza sia dei transiti che delle unità
adibite al charter, queste ultime in sensibile crescita in tutti i
mari del mondo.
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- È stata poi sottolineata l'importanza di sostenere anche
con fondi pubblici il mantenimento ed il miglioramento dei piccoli
approdi strategici che fungano da attrattori di transiti costieri
anche per evitare “ormeggi selvaggi” in siti
ambientalmente delicati. Grande spazio è stato dato
all'importanza dell'ecoturismo per il futuro della nautica «poiché
- è stato affermato - la preservazione di alcune aree
costiere può attrarre più visitatori nautici purché
la navigazione non sia inibita, ma opportunamente regolamentata».
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- Per quanto riguarda, infine, l'aspetto concessorio, dal
confronto delle varie realtà internazionali è
chiaramente emerso che i migliori risultati in termini di efficienza
e di produttività si registrano laddove le concessioni
superano abbondantemente i 50 anni, consentendo così anche un
più agevole avviamento commerciale delle strutture ed una
loro evoluzione in armonia con le crescenti esigenze del mercato.
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