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22 novembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01.19 GMT+1



3 giugno 2008

Il rincaro del carburante non ha effetto sull'andamento del mercato della nautica

Necessario un adattamento delle strutture portuali

L'aumento del prezzo del carburante incide sulla tipologia degli itinerari nautici, mentre non ha effetto sull'andamento del mercato. Si riducono infatti le ore di navigazione, ma non l'acquisto di unità da diporto di dimensioni sempre maggiori. Delle conseguenze sul mercato causate dalla forte crescita del prezzo del petrolio si è discusso nel corso della sesta conferenza internazionale sulle Marine che si è svolta la scorsa settimana ad Ostenda e che è stata organizzata dall'International Council of Marine Industry Association (ICOMIA), l'associazione mondiale dell'industria nautica. Alla conferenza ha partecipato una delegazione dell'Associazione Italiana Porti Turistici (Assomarinas) guidata dal presidente Roberto Perocchio, coordinatore di alcune sessioni del meeting.

La continua crescita del mercato della nautica richiede un adattamento delle strutture portuali non solo in termini dimensionali, ma anche per quanto riguarda la qualità e la varietà dei servizi e delle occasioni di intrattenimento offerte ai diportisti. Nel corso della conferenza è stata sottolineata la necessità da parte dei porti turistici di rafforzare la loro attività di collegamento con altre strutture analoghe (networking) e la necessità di definire itinerari di navigazione realizzati secondo una logica di interesse storico-culturale-naturalistico. Questo obiettivo potrebbe essere realizzato, stimolando le singole strutture, con la creazione di un consorzio ad hoc fra porti turistici allo scopo di migliorare la promozione collettiva anche con il contributo degli enti locali interessati.

Un altro tema affrontato nel corso della conferenza è stato quello dell'espansione e potenziamento dei cosiddetti “marina-hub”, in modo da costituire vasti porti turistici d'avanguardia che fungano da generatori anche per quel turismo nautico che voglia raggiungere destinazioni costiere minori, mentre si fa strada una nuova politica di gestione dei porti secondo nuovi standard che si riferiscono più alla filosofia con cui si gestisce un “hotel-marina” piuttosto che ad una gestione condominiale della struttura. Si punta, quindi, ad affinare al meglio l'accoglienza sia dei transiti che delle unità adibite al charter, queste ultime in sensibile crescita in tutti i mari del mondo.

È stata poi sottolineata l'importanza di sostenere anche con fondi pubblici il mantenimento ed il miglioramento dei piccoli approdi strategici che fungano da attrattori di transiti costieri anche per evitare “ormeggi selvaggi” in siti ambientalmente delicati. Grande spazio è stato dato all'importanza dell'ecoturismo per il futuro della nautica «poiché - è stato affermato - la preservazione di alcune aree costiere può attrarre più visitatori nautici purché la navigazione non sia inibita, ma opportunamente regolamentata».
Per quanto riguarda, infine, l'aspetto concessorio, dal confronto delle varie realtà internazionali è chiaramente emerso che i migliori risultati in termini di efficienza e di produttività si registrano laddove le concessioni superano abbondantemente i 50 anni, consentendo così anche un più agevole avviamento commerciale delle strutture ed una loro evoluzione in armonia con le crescenti esigenze del mercato.

ITAL-PRO-RA.MAR.
Fortune International Trasport
Autorità Portuale di Taranto



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