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9 febbraio 2012 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14.58 GMT+1



4 giugno 2008

Il Regno Unito vieta l'introduzione dei super-camion sulle strade britanniche

Secondo uno studio del Transport Research Laboratory, il loro impiego non è praticabile sia in maniera permanente che a titolo sperimentale

Sulla base delle conclusioni dello studio “Longer and/or Longer and Heavier Goods Vehicles (LHVs) - a study of the likely effects if permitted in the UK”, che è stato commissionato dal dipartimento britannico dei Trasporti al Transport Research Laboratory (TRL), il segretario ai Trasporti, Ruth Kelly, ha annunciato la decisione di vietare l'introduzione di camion più lunghi sulle strade britanniche. Lo studio - ha sottolineato il dipartimento - evidenzia una serie di fattori in base ai quali l'utilizzo di tali veicoli nel Regno Unito non è praticabile sia in maniera permanente che a titolo sperimentale.

Lo studio prende in esame otto differenti scenari rispetto all'attuale impiego di heavy goods vehicles (HGV) lunghi 18,75 metri e del peso massimo 44 tonnellate e che ipotizzano un modesto allungamento dei veicoli fino all'utilizzo di camion di 34 metri e 82 tonnellate (generalmente la definizione corrente di super-camion è riferita ad una lunghezza di 25,25 metri e ad un peso di 60 tonnellate).

Secondo lo studio, l'utilizzo dei mega-Tir potrebbe determinare un aumento delle emissioni di anidride carbonica a causa del trasferimento del trasporto delle merci dalla ferrovia alla strada e potrebbe avere inoltre gravi ripercussioni sulla gestione della rete stradale, in quanto tali veicoli non possono transitare su numerose strade, e potrebbe introdurre nuovi fattori di rischio.

«Questo studio - ha detto Kelly - dimostra che i super-camion non sono compatibili con le strade britanniche. Non solo ci sono evidenti svantaggi dal punto di vista ambientale, ma tali veicoli sarebbero inadatti per molte arterie e incroci stradali e, per rendere le infrastrutture in grado di accoglierli, sarebbero necessari ingenti investimenti». Sussistono anche dubbi - ha rilevato il dipartimento - sul livello di efficienza con il quale tali veicoli potrebbero essere impiegati, in particolare nel reperire carichi di dimensioni sufficienti e tali da rendere i viaggi di ritorno sostenibili e sul loro impatto sull'autosufficienza degli attuali servizi ferroviari di trasporto merci e sul potenziale per la loro futura crescita.

Il dipartimento ha comunque precisato che lo studio sottolinea che potrebbero scaturire benefici dall'autorizzare un modesto incremento della lunghezza degli attuali autoarticolati e che tale indicazione sarà presa in considerazione nel contesto della programmazione strategica del trasporto delle merci.

ITAL-PRO-RA.MAR.
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